Agosto 2015 – storie estive

Ciao a tutti!
Il romanzo è WORK in PROGRESS, come il palazzo di Azzone
Ferve la stesura del seguito del mio romanzo storico Le Colpe dei Padri, che avrà per titolo I Segreti delle Madri e proseguirà le avventure di Nera, Jacopo e Azzone nel Trecento lombardo. Proprio stamattina i miei otto fidatissimi beta reader hanno ricevuto il primo dei tre tomi (52.000 parole, e siamo a un terzo… mi sa che stavolta il milione di caratteri lo raggiungo), per ora i feedback ai singoli capitoli mi stanno facendo ben sperare!
Intanto, pur con il prevedibile rallentamento di agosto, continuano le vendite di Eternal War – Gli Eserciti dei Santi, che instancabilmente fa su e giù per la classifica di Amazon, continuando a ricevere menzioni e recensioni su blog e siti di appassionati di narrativa, oltre che su Goodreads, Anobii, Amazon, Kobo Store e sulla mia pagina Facebook. La cosa strana è che finora i commenti sono stati tutti molto positivi, a un ritmo ben superiore a quanto sia capitato con le Colpe. Che colpo! Ora incrocio le dita e spero che con l’arrivo di settembre, anche per la versione in inglese cominci a crearsi un po’ di passaparola!
Intanto, per trascorrere queste torride e tempestose giornate, ci sono tre sorprese per voi che mi seguite.

Prima sorpresa

Si tratta di una storia horror storica, per tutti i pazzi che come me, oltre ad amare il medioevo, amano anche gli ZOMBIE.
Ecco a voi La Grande Moria, il “Lato B” di Zombie History. Stiamo parlando dell’ultimo volume della collana Incastri di Nero Press Edizioni: un volume che ha ben due copertine e che contiene, oltre al mio racconto, la traduzione inedita di un racconto dello scrittore statunitense Scott Kenemore, famoso per le sue storie sui morti viventi. Ebbene sì: quando sali sulla barca della scrittura storica, non puoi mai sapere in che mari ti porterà il vento! 🙂
Zombie History – S. Kenemore, L. Gambarini
Avete presente la Peste Nera, che decimò l’Europa a partire dal 1347 e che tornò in varie ondate nei decenni successivi, diventando con ogni probabilità la più micidiale epidemia di tutti i tempi? Bene: ora immaginate che i morti di peste dopo qualche tempo tornino in piedi.
Avete presente l’allucinante scorcio di Firenze in apertura al Decamerone, in cui Giovanni Boccaccio descrive da testimone oculare i dettagli raccapricciante del morbo? Vi siete mai chiesti come abbia fatto il più grande prosatore del Trecento a scampare all’epidemia? Beh, io sì.
Si è salvato perché ha evitato di essere divorato dagli zombie asserragliandosi sul campanile di Giotto fuori dalla cattedrale di Santa Maria Novella, la cui costruzione era stata lasciata a metà per l’arrivo della peste. Ma non era solo, sul campanile: con lui c’era Francesco Talenti, destinato a portare a compimento quel capolavoro architettonico dopo la fine dell’epidemia. Due artisti molto diversi, costretti dalle circostanze a condividere uno spazio molto piccolo e con il rischio di perdere il senno. Benvenuti a Firenze nel 1349: benvenuti ne La Grande Moria.
La prefazione e la traduzione del racconto di Kenemor sono a opera di Marco Battaglia, le illustrazioni sono invece opera di Roberta Guardascione del gruppo Electric Sheep Comics. Purtroppo di questo libro non c’è una versione digitale, ma il cartaceo costa appena 8 euro, e questo ne fa l’antologia di gran lunga più economica che contenga una mia storia, fra quelle pubblicate finora. Scrivere questa storia è stato un esercizio mentale davvero divertente, spero che la lettura lo sia altrettanto. La potete acquistare QUI.

Seconda sorpresa

La seconda novità è un’illustrazione inedita a tema Eternal War. L’ha realizzata l’amica disegnatrice-scrittrice Marika Michelazzi, che ha letto e amato Gli Eserciti. Rappresenta uno dei momenti più importanti del romanzo, ovvero l’incontro tra Kabal e Alagaira nel cap. 2. Io penso che sia semplicemente spettacolare!
 
La corona aurea – Marika Michelazzi – https://nightfallstar.wordpress.com

Terza Sorpresa

Il sito Minuti Contati, molto conosciuto nel sottobosco della scrittura online, questo agosto mi ha invitato a patrocinare la 70° edizione dell’omonimo concorso ultra-rapido per la scrittura di racconti ultra-brevi.
Io stesso ho partecipato al concorso in passato (la mia pillola di storia Kumasi, Ghana 2117 nacque e trovò casa da quelle parti), ed è stato un onore e una soddisfazione grande tornare dopo qualche anno a far visita a quei lidi, stavolta in veste di Guest Star!
Per festeggiare l’occasione e per rimanere in tema di Eternal War, per qualche giorno ho messo da parte il Trecento lombardo e mi sono tuffato di nuovo nel Mille e Millecento toscano, là dove hanno dimora gli Ancestrarchi e dove Spirito e Materia si toccano nel profondo dell’anima degli uomini.

Quello che ho scritto è un breve prequel autoconclusivo di 15.000 caratteri spoiler-free: chiunque non abbia letto gli Eserciti potrà tranquillamente usarlo come assaggio gratuito dell’ambientazione e dello stile, mentre i lettori di EWgEdS possono considerarlo un approfondimento nel background di uno dei protagonisti della vicenda. Cari lettori, vi presento EWSeA, ovvero:

Vista la collaborazione con Minuti Contati, ho deciso di prolungare fino al 15 Settembre il Giveaway di EWgEdS, di cui ho parlato in questo post; in questo modo, se vorranno potranno partecipare anche i concorrenti di Minuti Contati

Sperando di aver fatto cosa gradita e che il racconto allieti il vostro agosto, auguro a tutti gli amanti della lettura una buona continuazione!

PS. Per i partecipanti della Settantesima Edizione di Minuti Contati: preparatevi, perché il tema della gara che avrà luogo la sera del 24 avrà per tema uno dei nuclei principali del racconto! ^_^

ASAP: Tempi che corrono

Ciao a tutti!

Spezzo gli ultimi mesi di silenzio per rassicurarvi: non sono morto! In effetti chi mi conosce di persona sa che per me sono stati mesi tosti e impegnativi, tra il forum, il corso “Il piacere della scrittura” in Cattolica di cui sono tutor (che è partito e naviga in ottime acque), il corso di scrittura di Raul Montanari che ho frequentato, la promozione de Le colpe dei padri, la documentazione per i lavori futuri e una serie di altre cose; oltre, naturalmente, alla scrittura vera e propria…

Perché dovete sapere che se ho rimandato (mea culpa) la scrittura del mio secondo romanzo storico (lo comincerò a brevissimo, promesso!), negli ultimi mesi non sono certo rimasto inoperoso sul fronte della scrittura. Sto preparando un secondo post che uscirà a breve, circa la grossa, spettacolare novità in arrivo da Acheron Books. Non posso però tacere di un’altra mia storia, uscita nel frattempo: un progetto in cui ho investito sudore, sangue e lacrime, e a cui ho dato un pezzo di cuore.

ASAP: Tempi che corrono

Prima di tutto, sbrighiamo il rito delle odiose etichette che fanno sempre più danni che altro: si tratta di una novella (23.000 parole, più lunga di un racconto ma più corta di un romanzo) di genere fantascientifico. Lo so: già vi è venuta la tentazione di non proseguire a leggere il post. In effetti la fantascienza piace a pochi, in Italia, e le indagini mostrano che siamo piuttosto ostili ai formati narrativi diversi dal romanzo. Ma vi prego, provate per un attimo a dimenticarvi le categorizzazioni a cui siete abituati: non ci sono astronavi in questa storia, si parla del nostro mondo, della nostra civiltà e di persone come noi, in un futuro prossimo. Il nocciolo della questione sono i sentimenti umani e la tecnologia.
La storia parte dall’amicizia tra tre giovani nerd norvegesi, che dopo la laurea si trovano a fare i conti con lo scorrere del tempo che minaccia di separarli…


«Su, diciamoci la verità,» proseguì Erik giocherellando con le briciole sul tavolo, «lo sapete che un lavoro di ricerca alla Nokia-Chronotech non vi lascerà molto tempo. Ma non è solo questo: finita l’estate, comincerà la vita da adulti e ognuno prenderà la sua strada. Anche se ora giureremmo il contrario. Voi due almeno sarete colleghi, io invece non so neanche dove finirò.»

Knut e Lars lo guardarono in silenzio.

«Sbaglio,» disse Knut, «o eri tu quello che mi rimproverava di essere troppo serio?»
«Hai ragione.» Erik sospirò. «È solo che questa vacanza è stata una vera figata, ma sa anche un po’ di addio.»
«Storie», intervenne Lars. «Quello che ci lega è più forte delle circostanze. Davvero pensi che una donna o il lavoro possano cancellare tutto, Erik? Per me non è così. Visto che stiamo dicendo la verità, diciamola tutta: noi tre siamo nello 0,1% delle menti più brillanti del pianeta. I luoghi comuni non valgono per noi, punto e basta.» 
«Mah, non sono così sicuro», disse Erik. «Non voglio fare la vittima, ma non riesco a immaginarci tra un anno a bere birra, voi due che parlate di AkselerasjonSfeltAvPeriode e io che, magari, sarò ancora disoccupato.»

Facciamo un passo indietro. Tutto nacque dalla mente malata di Marco Lomonaco, collega moderatore della Tela Nera, che nell’area di sua competenza lanciò una sfida di scrittura a squadre gratuita aperta a tutti, che destò un’immediato interesse sia dentro che fuori il forum e richiamò ben dieci squadre da tre scrittori ciascuna, disposti a far convergere la loro creatività nel difficile compito di scrivere storie a sei mani.
La sfida si profilava complicata, perché i partecipanti sembravano tutti molto motivati e tra di loro c’erano diverse penne che avevano già dimostrato più volte il loro valore sul forum, a partire dal vincitore di Chrysalide (Mondadori) Alessandro Renna, per non parlare di Maurizio Bertino, Erika Adale, David Galligani e altri ancora… 
Dal canto mio, non potevo fare squadra che con il mio amico e mentore, nonché flagello del forum, Marco Cardone, e con colei che per prima mi iniziò ai segreti di quel luogo oscuro, Polly Russell. 
Composto così il trio dei Mas Sacro, ebbero inizio le danze. Dopo una lunga discussione, decidemmo di partire da un’idea tratta da uno dei miei taccuini, sull’invenzione di una tecnologia capace di accelerare o rallentare la velocità del tempo in un’area circoscritta, come un forno o un ufficio, e sui cambiamenti della società a partire dalla diffusione di questa tecnologia.


Cinque anni più tardi, Oslo, 23 Luglio 2031 – 21:16 


Erik teneva gli occhi bassi, sul flut. Ormai l’ASAP non era più una novità recente, ma non si era mai trovato insieme a tanti individui multiveloci. 

«Ti sta mangiando con gli occhi», gli sussurrò Lars. 

Vaetilda Halvorsen, stretta in un tubino rosso che nulla lasciava all’immaginazione, stava rivolgendo a Erik l’ennesima occhiata maliziosa. Quando si accorse di essere ricambiata, sollevò il bicchiere e fece l’occhiolino. Erik rispose al gesto e sorrise, poi distolse lo sguardo. 
«Beh, che c’è?» domandò Lars. «È ancora un bel bocconcino. Pensavo di farti un piacere a invitarla. Probabilmente sta rievocando ricordi lontani delle vostre scopate ai tempi del college. Beh, lontani per lei, almeno.» 
«Non dico che sia da buttar via,» concordò Erik col suo tono più diplomatico, «è solo che la ricordo come una ventiduenne. Ritrovarmela così dopo soli cinque anni… è inquietante, ecco». Vaetilda poggiò una mano sul fianco un tempo snello e inarcò un sopracciglio smuovendo qualche ruga. 
Dimostrava una quarantina d’anni, ma Erik avrebbe scommesso ne avesse di più. 
Lars rise di gusto. «Almeno lei è una bella milf. Cosa dovresti dire di me, allora?» 
«Sarà pure bella» disse Erik cercando di non pensare all’aspetto dell’amico, «ma dovrebbe avere ventisette anni. Era un anno più giovane di noi, ricordi?». 
«Hai detto bene: era.» Dei capelli del vecchio compagno non rimaneva che qualche ciuffo giallognolo ai lati della pelata, le guance cadenti gli disegnavano pieghe tristi ai lati della bocca e la pelle del collo era un reticolo di rughe. 
«Quanti anni hai adesso, Lars?» si decise a domandare. 

La stesura della novella seguì fasi alterne, già dopo un paio di settimane avevo perso il conto del numero dei litigi tra noi tre autori; ma la storia stava uscendo, e secondo me stava venendo parecchio bene. Anche così, tuttavia, mi aspettavo di tutto, ma non che la nostra storia (all’epoca si intitolava Tempus Edax Rerum) riportasse nella gara una vittoria schiacciante: non fummo primi solo nella classifica finale, ma addirittura ciascuno dei tre “capitoli” che componevano la storia venne votato come il migliore del rispettivo turno.
Difficile dire di cosa fu merito. Forse dell’ambientazione suggestiva, il nord Europa dei fiordi e della Strada Atlantica; forse dei personaggi e del protagonista Erik, un nerd coraggioso e innamorato cotto; forse dell’idea e delle scene di azione, in cui abbiamo sfruttato al 100% le possibilità dello slow-motion che, una volta tanto, non è solo un artificio narrativo.

Dopo la vittoria nella gara, ASAP è rimasto in incubazione per diversi mesi con vari e importanti ritocchi; infine, dopo l’editing del curatore e dopo essersi impreziosito con la bella copertina di Luca Cattaneo e Laura Manicardi, è diventato un eBook acquistabile su Amazon a 1 euro e 99. Qualche settimana fa, in soli due giorni di promozione gratuita, ASAP ha scalato le classifiche di download di Amazon a una velocità vertiginosa, fino a conquistare non solo la vetta della categoria Fantascienza, ma anche quella ripidissima di Azione e avventura
La vera sfida inizia adesso: con i tempi che corrono, riuscirà ASAP a raggiungere nuovi lettori, ora che questi dovranno pagare per procurarsela? Visti i segnali ricevuti finora, tra cui le recensioni dei lettori e i pareri di blogger e autori come Milena Vallero e Andrea Viscusi, io penso che ne valga assolutamente la pena: questa storia se lo merita. Ma il mio parere non conta nulla, ormai: siete voi che dovrete deciderlo! 
A questo link troverete l’ebook di ASAP: Tempi che corrono. Ricordatevi che stelline e recensioni sono contributi preziosi per favorire la visibilità della storia, non costano nulla e permettono a tutti i lettori di esprimere un parere personale sulle loro esperienze di lettura.
Dulcis in fundo: con ogni probabilità questa sarà la prima, tra le mie storie, che avrà delle opere derivate. Siamo ancora in fase preparatoria, ma già altre due storie sono in cantiere presso altri due scrittori, che con le loro penne e i loro stili tributeranno degli spin-off ad ASAP. Penso che sia superfluo descrivere quanto grandi siano l’orgoglio e la gioia che uno scrittore può provare per una cosa del genere!

Augurando a tutti voi che mi seguite delle buone letture, vi mando un grandissimo abbraccio e vi do appuntamento a prestissimo con un nuovo post!

Regalare un libro a Natale

Natale è ormai alle porte. Presto arriveranno le cene in famiglia e si rivedranno zii, nonni, figli (?) cugini, nipoti e parenti acquisiti. E, come sempre, molti di noi si ridurranno all’ultimo momento per procurarsi gli ultimi regali.
Prima o dopo, la disperazione vi farà venire in mente la “possibilità-libro”. Certo, un libro è sempre un bel regalo a Natale: ce ne sono di tutti i tipi, sono poco ingombranti, costano meno di altri regali possibili e, cosa da non sottovalutare, potete comprare in un solo negozio il regalo per TUTTE le persone che ancora dovete coprire. Ecco fatto, siete davanti alla vostra libreria rutilante di addobbi e allestimenti luccicanti. Ma quale libro scegliere?
Pensate alla persona a cui regalerete il libro. Avete varie possibilità:
1) Il libro che quella persona desiderava.
2) Un libro di cui avete parlato con quella persona, e che aveva solleticato la sua curiosità.
3) Un libro che potrebbe piacerle o di cui avrebbe bisogno.
Se tra gli scaffali vedete uno dei casi 1 e 2, allora probabilmente è la scelta migliore. Ma molto spesso ci troviamo invece a guardare gli scaffali con quel grande e vaghissimo “3” dipinto sul volto, seguito da un punto interrogativo grande come una pala da neve. Ma, a questo punto, ci sono alcune cose da considerare prima di gettarsi in un acquisto alla cieca:
1) I libri pubblicati sotto Natale sono quelli a più alto rischio cazzate. Perché? Perché a Natale tutti comprano dei libri, anche gli analfabeti e le scamorze affumicate. Libri ad alto contenuto di idiozia che farebbero storcere il naso a qualunque persona con un normale livello di intelligenza, a Natale intasano gli scaffali come le influenze stagionali intasano le gole. Siate consapevoli che a Natale le case editrici cessano di rivolgersi a un pubblico di QI sopra a 100 per rivolgersi invece a chiunque abbia 12 euro nel portafogli.
2) Le campagne pubblicitarie soprattutto a Natale puntano a vendere i libri più commerciali. Quali libri saranno oggetto degli allestimenti più massicci, dei cartelloni più brillanti e dei posizionamenti più visibili sotto Natale? Uno potrebbe pensare che siano i migliori libri fra le novità; beh, non è affatto così. Chi ama i libri li compra per tutto l’anno; chi li compra a Natale non li compra per leggerli, ma per regalarli. Fate bene attenzione a non assecondare la pubblicità natalizia. Vi verranno proposti libri dozzinali, banali, che hanno poco da offrire a parte una copertina ammiccante e strilli altisonanti sul numero di copie vendute (solitamente falso). Meglio prendere in mano i libri di cui sono presenti un numero inferiore di copie: è improbabile che appartengono alla schiera dei drogati natalizi.
3) Fabio Volo non è il più grande scrittore d’Italia. L’editoria italiana sta attraversando un periodo di crisi mostruosa. Un tempo i grandi editori dicevano: “Con gli introiti dei libri commerciali venduti dalla mia casa editrice, finanzio progetti di qualità”. Oggi invece dicono: “Già vendono poco i libri commerciali. I progetti di qualità li sacrifichiamo, e magari qualcuno di quelli commerciali lo travestiamo da libro d’autore.” Significa che abbiamo superato il punto di non ritorno, che per la letteratura italiana non c’è più scampo? Non ancora, per fortuna. Ma ora tutto è più markettizzato. Libretti come “La strada verso casa” vi verranno proposti come colti, libracci come “La verità sul caso Harry Quebert” vi verranno spacciati per capolavori. In generale, si avrà un alto grado di falsità pubblicitaria.


Va bene, ma allora come si sceglie?
Tenete a mente la persona a cui fate il regalo; Per quanto ovvia, questa è la prima raccomandazione. Quando fate la vostra scelta cercate di badare il meno possibile a tutto quello che vi distrae dal libro in sé. In generale, sarebbe salutare diffidare di tutto ciò che in questo periodo di recessione vi suona troppo entusiasta:
Approcciatevi ai libri come fareste con dei potenziali partner in un sito di incontri online. 
La rivelazione dell’anno (Giornale importante)
Mi ha fatto battere il cuore (Scrittore famoso) 
Il libro che cambierà le regole dell’editoria (Noto giornalista culturale).
Questi sono strilli pubblicitari che si possono leggere dietro qualunque libro drogato, e in particolar modo su quelli natalizi. Se fossimo su un sito di incontri, sarebbero il corrispettivo delle seguenti frasi di profilo:
Diciottenne vogliosa cerca cinquantenne con la pancetta.

Mezza giapponese, mezza brasiliana, tutta insaziabile. 

Sono una modella di intimo e cerco l’amore. Non voglio un uomo bello o ricco, mi basta che sia dolce.

Le probabilità che la realtà assomigli all’immagine qui sopra sono pericolosamente alte. Per evitare brutte sorprese, meglio passare oltre. Toh: Sono Luisa e studio Lettere, cerco nuove amicizie. Finalmente qualcuno che probabilmente è ciò che dice di essere. Vediamo che succede a scriverle un messaggio; si parte da un’amicizia ma da cosa nasce cosa no? 😀 Esattamente la stessa cosa vale coi libri.

Qualche idea pratica per regalare un libro un po’ diverso?

Personalmente non amo la poesia e salvo casi eccezionali non regalerei un saggio per Natale; d’altra parte, c’è un vasto sottobosco di splendide opere narrative italiane che aspettano solo di avere una possibilità. Intanto, non giudicate o disdegnate un libro solo perché appartiene a un genere letterario o viene da una casa editrice piccola o sconosciuta. Ma soprattutto ricordatevi che non ci sono solo i romanzi: aprite la mente a generi di acquisto che solitamente non considerereste. Fatevi consigliare dal libraio di fiducia qualche buon libro di storie brevi: in Italia i racconti sono snobbati maledettamente senza ragione. Oppure date un’occhiata al reparto Graphic novel e prendete tra le mani le opere di tre differenti autori italiani a vostra scelta. Se potete, date una possibilità anche a quegli autori che non occupano uno scaffale da soli. 
Probabilmente scoprirete cose che non sognavate neppure. 
Siamo ai saluti! Vista la sfortuna che mi affligge in queste settimane, cedo la parola a uno dei film natalizi che hanno segnato la mia infanzia, Mamma ho perso l’aereo!
Visto il tono dell’augurio, lo dedico in modo speciale a Luke, Gatto e Furlanaccio.