ASAP: Tempi che corrono

Ciao a tutti!

Spezzo gli ultimi mesi di silenzio per rassicurarvi: non sono morto! In effetti chi mi conosce di persona sa che per me sono stati mesi tosti e impegnativi, tra il forum, il corso “Il piacere della scrittura” in Cattolica di cui sono tutor (che è partito e naviga in ottime acque), il corso di scrittura di Raul Montanari che ho frequentato, la promozione de Le colpe dei padri, la documentazione per i lavori futuri e una serie di altre cose; oltre, naturalmente, alla scrittura vera e propria…

Perché dovete sapere che se ho rimandato (mea culpa) la scrittura del mio secondo romanzo storico (lo comincerò a brevissimo, promesso!), negli ultimi mesi non sono certo rimasto inoperoso sul fronte della scrittura. Sto preparando un secondo post che uscirà a breve, circa la grossa, spettacolare novità in arrivo da Acheron Books. Non posso però tacere di un’altra mia storia, uscita nel frattempo: un progetto in cui ho investito sudore, sangue e lacrime, e a cui ho dato un pezzo di cuore.

ASAP: Tempi che corrono

Prima di tutto, sbrighiamo il rito delle odiose etichette che fanno sempre più danni che altro: si tratta di una novella (23.000 parole, più lunga di un racconto ma più corta di un romanzo) di genere fantascientifico. Lo so: già vi è venuta la tentazione di non proseguire a leggere il post. In effetti la fantascienza piace a pochi, in Italia, e le indagini mostrano che siamo piuttosto ostili ai formati narrativi diversi dal romanzo. Ma vi prego, provate per un attimo a dimenticarvi le categorizzazioni a cui siete abituati: non ci sono astronavi in questa storia, si parla del nostro mondo, della nostra civiltà e di persone come noi, in un futuro prossimo. Il nocciolo della questione sono i sentimenti umani e la tecnologia.
La storia parte dall’amicizia tra tre giovani nerd norvegesi, che dopo la laurea si trovano a fare i conti con lo scorrere del tempo che minaccia di separarli…


«Su, diciamoci la verità,» proseguì Erik giocherellando con le briciole sul tavolo, «lo sapete che un lavoro di ricerca alla Nokia-Chronotech non vi lascerà molto tempo. Ma non è solo questo: finita l’estate, comincerà la vita da adulti e ognuno prenderà la sua strada. Anche se ora giureremmo il contrario. Voi due almeno sarete colleghi, io invece non so neanche dove finirò.»

Knut e Lars lo guardarono in silenzio.

«Sbaglio,» disse Knut, «o eri tu quello che mi rimproverava di essere troppo serio?»
«Hai ragione.» Erik sospirò. «È solo che questa vacanza è stata una vera figata, ma sa anche un po’ di addio.»
«Storie», intervenne Lars. «Quello che ci lega è più forte delle circostanze. Davvero pensi che una donna o il lavoro possano cancellare tutto, Erik? Per me non è così. Visto che stiamo dicendo la verità, diciamola tutta: noi tre siamo nello 0,1% delle menti più brillanti del pianeta. I luoghi comuni non valgono per noi, punto e basta.» 
«Mah, non sono così sicuro», disse Erik. «Non voglio fare la vittima, ma non riesco a immaginarci tra un anno a bere birra, voi due che parlate di AkselerasjonSfeltAvPeriode e io che, magari, sarò ancora disoccupato.»

Facciamo un passo indietro. Tutto nacque dalla mente malata di Marco Lomonaco, collega moderatore della Tela Nera, che nell’area di sua competenza lanciò una sfida di scrittura a squadre gratuita aperta a tutti, che destò un’immediato interesse sia dentro che fuori il forum e richiamò ben dieci squadre da tre scrittori ciascuna, disposti a far convergere la loro creatività nel difficile compito di scrivere storie a sei mani.
La sfida si profilava complicata, perché i partecipanti sembravano tutti molto motivati e tra di loro c’erano diverse penne che avevano già dimostrato più volte il loro valore sul forum, a partire dal vincitore di Chrysalide (Mondadori) Alessandro Renna, per non parlare di Maurizio Bertino, Erika Adale, David Galligani e altri ancora… 
Dal canto mio, non potevo fare squadra che con il mio amico e mentore, nonché flagello del forum, Marco Cardone, e con colei che per prima mi iniziò ai segreti di quel luogo oscuro, Polly Russell. 
Composto così il trio dei Mas Sacro, ebbero inizio le danze. Dopo una lunga discussione, decidemmo di partire da un’idea tratta da uno dei miei taccuini, sull’invenzione di una tecnologia capace di accelerare o rallentare la velocità del tempo in un’area circoscritta, come un forno o un ufficio, e sui cambiamenti della società a partire dalla diffusione di questa tecnologia.


Cinque anni più tardi, Oslo, 23 Luglio 2031 – 21:16 


Erik teneva gli occhi bassi, sul flut. Ormai l’ASAP non era più una novità recente, ma non si era mai trovato insieme a tanti individui multiveloci. 

«Ti sta mangiando con gli occhi», gli sussurrò Lars. 

Vaetilda Halvorsen, stretta in un tubino rosso che nulla lasciava all’immaginazione, stava rivolgendo a Erik l’ennesima occhiata maliziosa. Quando si accorse di essere ricambiata, sollevò il bicchiere e fece l’occhiolino. Erik rispose al gesto e sorrise, poi distolse lo sguardo. 
«Beh, che c’è?» domandò Lars. «È ancora un bel bocconcino. Pensavo di farti un piacere a invitarla. Probabilmente sta rievocando ricordi lontani delle vostre scopate ai tempi del college. Beh, lontani per lei, almeno.» 
«Non dico che sia da buttar via,» concordò Erik col suo tono più diplomatico, «è solo che la ricordo come una ventiduenne. Ritrovarmela così dopo soli cinque anni… è inquietante, ecco». Vaetilda poggiò una mano sul fianco un tempo snello e inarcò un sopracciglio smuovendo qualche ruga. 
Dimostrava una quarantina d’anni, ma Erik avrebbe scommesso ne avesse di più. 
Lars rise di gusto. «Almeno lei è una bella milf. Cosa dovresti dire di me, allora?» 
«Sarà pure bella» disse Erik cercando di non pensare all’aspetto dell’amico, «ma dovrebbe avere ventisette anni. Era un anno più giovane di noi, ricordi?». 
«Hai detto bene: era.» Dei capelli del vecchio compagno non rimaneva che qualche ciuffo giallognolo ai lati della pelata, le guance cadenti gli disegnavano pieghe tristi ai lati della bocca e la pelle del collo era un reticolo di rughe. 
«Quanti anni hai adesso, Lars?» si decise a domandare. 

La stesura della novella seguì fasi alterne, già dopo un paio di settimane avevo perso il conto del numero dei litigi tra noi tre autori; ma la storia stava uscendo, e secondo me stava venendo parecchio bene. Anche così, tuttavia, mi aspettavo di tutto, ma non che la nostra storia (all’epoca si intitolava Tempus Edax Rerum) riportasse nella gara una vittoria schiacciante: non fummo primi solo nella classifica finale, ma addirittura ciascuno dei tre “capitoli” che componevano la storia venne votato come il migliore del rispettivo turno.
Difficile dire di cosa fu merito. Forse dell’ambientazione suggestiva, il nord Europa dei fiordi e della Strada Atlantica; forse dei personaggi e del protagonista Erik, un nerd coraggioso e innamorato cotto; forse dell’idea e delle scene di azione, in cui abbiamo sfruttato al 100% le possibilità dello slow-motion che, una volta tanto, non è solo un artificio narrativo.

Dopo la vittoria nella gara, ASAP è rimasto in incubazione per diversi mesi con vari e importanti ritocchi; infine, dopo l’editing del curatore e dopo essersi impreziosito con la bella copertina di Luca Cattaneo e Laura Manicardi, è diventato un eBook acquistabile su Amazon a 1 euro e 99. Qualche settimana fa, in soli due giorni di promozione gratuita, ASAP ha scalato le classifiche di download di Amazon a una velocità vertiginosa, fino a conquistare non solo la vetta della categoria Fantascienza, ma anche quella ripidissima di Azione e avventura
La vera sfida inizia adesso: con i tempi che corrono, riuscirà ASAP a raggiungere nuovi lettori, ora che questi dovranno pagare per procurarsela? Visti i segnali ricevuti finora, tra cui le recensioni dei lettori e i pareri di blogger e autori come Milena Vallero e Andrea Viscusi, io penso che ne valga assolutamente la pena: questa storia se lo merita. Ma il mio parere non conta nulla, ormai: siete voi che dovrete deciderlo! 
A questo link troverete l’ebook di ASAP: Tempi che corrono. Ricordatevi che stelline e recensioni sono contributi preziosi per favorire la visibilità della storia, non costano nulla e permettono a tutti i lettori di esprimere un parere personale sulle loro esperienze di lettura.
Dulcis in fundo: con ogni probabilità questa sarà la prima, tra le mie storie, che avrà delle opere derivate. Siamo ancora in fase preparatoria, ma già altre due storie sono in cantiere presso altri due scrittori, che con le loro penne e i loro stili tributeranno degli spin-off ad ASAP. Penso che sia superfluo descrivere quanto grandi siano l’orgoglio e la gioia che uno scrittore può provare per una cosa del genere!

Augurando a tutti voi che mi seguite delle buone letture, vi mando un grandissimo abbraccio e vi do appuntamento a prestissimo con un nuovo post!

FantArona – I Edizione

Gli impegni aumentano e i post da scrivere si accumulano in questo frenetico inizio d’autunno, ricco di novità e iniziative. Un sacco di persone da ringraziare, un sacco di eventi da segnalare… Tuttavia oggi metterò da parte le cose serie per condividere alcune fotografie semplicemente spettacolari.

Un passo alla volta: stiamo parlando di FantArona, la convention a cui ho partecipato nel weekend 27-28 alla Biblioteca Civica e il Palazzo dei Congressi di Arona – Novara -in quello stesso Novarese che diede i natali a Fra Dolcino e alla setta degli Apostolici… 
Ma non è di eresia che si è parlato in questa convention organizzata dalla Compagnia dei Bardi, bensì di fumetti, libri, cosplay e altre cose ancora, forme artistiche contemporanee che non mi stancherò mai di difendere e promuovere.
Tra i volti noti, i sodali scrittori Luca Tarenzi (Godbreaker) e Aislinn (Angelize); insieme a loro anche diversi degli amici con cui condivido la passione e la follia ululante per il Gioco di Ruolo live di Werewolf – WoD a Milano (Erika, Elia e Mauro). Ma non erano i soli: è stato un piacere rivedere Marika Michelazzi, scrittrice e disegnatrice bravissima; il famoso Dario Tonani (Mondo9); l’immancabile blogger Alex Hastur indagatore di manifestazioni ludiche e non, e naturalmente la nostra ospite in terra aronese nonché organizzatrice del FantArona, Francesca d’Amato (Draghi randagi): forse in assoluto la persona più creativa che conosco, oltre a essere un’abile scrittrice e una splendida persona.
Totoro con sottoveste di Nerini del Buio!
In questa novella convention, che ha sbalordito tutti per ricchezza di programma e affluenza di pubblico, per la prima volta ho tenuto un panel come autore. L’argomento in questione è stato A tavola con un libro nel piatto, ovvero il tema del cibo nelle varie declinazioni del fantastico, dalle asettiche pillole nutrienti della vecchia fantascienza all’esuberanza gastronomica di una recente corrente narrativa, fino al disgusto generato dalla lettura di pasti atroci, come un cervello umano da parte di uno zombie. Neanche a dirlo, è stato… fantastico! 
Lo speed date psichiatrico dei personaggi è stato forse addirittura più divertente: poter porre domande a raffica sui problemi e le paure di Liathàn, protagonista del fenomenale romanzo urban fantasy Godbreaker, e sentirlo rispondere per bocca del suo autore… impagabile! Da parte mia, ho interpretato prima Nera da Vertova e poi Jacopo “Crotto” de Apibus.
Ma il FantArona è stato anche occasione per un sacco di incontri nuovi e interessanti: Michela Piazza, autrice della dilogia storico-avventurosa della piratessa Mary Read, il blogger Marco (in arte Solomon Xeno), la scrittrice Rizzoli Gisella Laterza, il giallista di taglio supernatural Daniele Ramella, il simpaticissimo Emanuele Delmiglio (che mi ha regalato una copia del suo romanzo fantascientifico L’alba di Arcadia, che non vedo l’ora di leggere!), la giovanissima e promettente Martina Cilento e tanti altri. 
Non posso passare sotto silenzio la cena con delitto a porte chiuse del sabato sera (in cui ho recitato il ruolo di un professore della Miskatonic University): un’indagine a tema lovecraftiano imbastita dagli organizzatori del FantArona per gli ospiti dell’evento. Senza scendere nei dettagli, l’ho trovata un’idea carina per creare un senso di comunità tra gli ospiti presenti e un bell’omaggio al mecenate dell’iniziativa, l’appassionatissimo (nonché folle) Mr. Savoini.
Queste foto sono invece state scattate il giorno successivo, domenica 28 settembre, quando ha avuto luogo la gara di Cosplay. Lunghissima la coda per ammirare la cinquantina di performer in gara, e a buona ragione: diversi di loro non avrebbero sfigurato sul palco del Lucca Comics and Games. Come il (e più del) giorno prima, gli scrittori ospiti hanno ricevuto uno spazio in cui esporre le proprie opere più recenti. In questo modo Le colpe dei padri ha potuto raggiungere molti nuovi lettori al di fuori del suo circuito solito. Come sempre, lo scambio di idee e opinioni con gli acquirenti è stata fonte di enorme gratificazione.
In questa galleria di costumi, volti truccati e armi gigantesche, non è mancato un tentativo di taccheggio al mio banchetto da parte di una banda di ladri d’eccezione…
Fermateli! Qualcuno chiami l’Interpol!
E tantomeno mi sarei aspettato di poter tornare utile a una compagnia di nani in armatura pesante, finiti ad Arona per sbaglio mentre facevano rotta verso Erebor… per fortuna grazie alle mie mappe hanno ritrovato il cammino!  

Chiuso questo indimenticabile weekend me ne torno a Milano, alla scrittura del romanzo fantasy d’ambientazione italica su cui sto lavorando attualmente, e alla complessa attività di documentazione storica per il seguito delle Colpe dei padri… ma ora il cuore è più leggero e sulle labbra ho un gran sorriso.

Ciao a tutti!

Foto by Perla Beltrame