FantArona – I Edizione

Gli impegni aumentano e i post da scrivere si accumulano in questo frenetico inizio d’autunno, ricco di novità e iniziative. Un sacco di persone da ringraziare, un sacco di eventi da segnalare… Tuttavia oggi metterò da parte le cose serie per condividere alcune fotografie semplicemente spettacolari.

Un passo alla volta: stiamo parlando di FantArona, la convention a cui ho partecipato nel weekend 27-28 alla Biblioteca Civica e il Palazzo dei Congressi di Arona – Novara -in quello stesso Novarese che diede i natali a Fra Dolcino e alla setta degli Apostolici… 
Ma non è di eresia che si è parlato in questa convention organizzata dalla Compagnia dei Bardi, bensì di fumetti, libri, cosplay e altre cose ancora, forme artistiche contemporanee che non mi stancherò mai di difendere e promuovere.
Tra i volti noti, i sodali scrittori Luca Tarenzi (Godbreaker) e Aislinn (Angelize); insieme a loro anche diversi degli amici con cui condivido la passione e la follia ululante per il Gioco di Ruolo live di Werewolf – WoD a Milano (Erika, Elia e Mauro). Ma non erano i soli: è stato un piacere rivedere Marika Michelazzi, scrittrice e disegnatrice bravissima; il famoso Dario Tonani (Mondo9); l’immancabile blogger Alex Hastur indagatore di manifestazioni ludiche e non, e naturalmente la nostra ospite in terra aronese nonché organizzatrice del FantArona, Francesca d’Amato (Draghi randagi): forse in assoluto la persona più creativa che conosco, oltre a essere un’abile scrittrice e una splendida persona.
Totoro con sottoveste di Nerini del Buio!
In questa novella convention, che ha sbalordito tutti per ricchezza di programma e affluenza di pubblico, per la prima volta ho tenuto un panel come autore. L’argomento in questione è stato A tavola con un libro nel piatto, ovvero il tema del cibo nelle varie declinazioni del fantastico, dalle asettiche pillole nutrienti della vecchia fantascienza all’esuberanza gastronomica di una recente corrente narrativa, fino al disgusto generato dalla lettura di pasti atroci, come un cervello umano da parte di uno zombie. Neanche a dirlo, è stato… fantastico! 
Lo speed date psichiatrico dei personaggi è stato forse addirittura più divertente: poter porre domande a raffica sui problemi e le paure di Liathàn, protagonista del fenomenale romanzo urban fantasy Godbreaker, e sentirlo rispondere per bocca del suo autore… impagabile! Da parte mia, ho interpretato prima Nera da Vertova e poi Jacopo “Crotto” de Apibus.
Ma il FantArona è stato anche occasione per un sacco di incontri nuovi e interessanti: Michela Piazza, autrice della dilogia storico-avventurosa della piratessa Mary Read, il blogger Marco (in arte Solomon Xeno), la scrittrice Rizzoli Gisella Laterza, il giallista di taglio supernatural Daniele Ramella, il simpaticissimo Emanuele Delmiglio (che mi ha regalato una copia del suo romanzo fantascientifico L’alba di Arcadia, che non vedo l’ora di leggere!), la giovanissima e promettente Martina Cilento e tanti altri. 
Non posso passare sotto silenzio la cena con delitto a porte chiuse del sabato sera (in cui ho recitato il ruolo di un professore della Miskatonic University): un’indagine a tema lovecraftiano imbastita dagli organizzatori del FantArona per gli ospiti dell’evento. Senza scendere nei dettagli, l’ho trovata un’idea carina per creare un senso di comunità tra gli ospiti presenti e un bell’omaggio al mecenate dell’iniziativa, l’appassionatissimo (nonché folle) Mr. Savoini.
Queste foto sono invece state scattate il giorno successivo, domenica 28 settembre, quando ha avuto luogo la gara di Cosplay. Lunghissima la coda per ammirare la cinquantina di performer in gara, e a buona ragione: diversi di loro non avrebbero sfigurato sul palco del Lucca Comics and Games. Come il (e più del) giorno prima, gli scrittori ospiti hanno ricevuto uno spazio in cui esporre le proprie opere più recenti. In questo modo Le colpe dei padri ha potuto raggiungere molti nuovi lettori al di fuori del suo circuito solito. Come sempre, lo scambio di idee e opinioni con gli acquirenti è stata fonte di enorme gratificazione.
In questa galleria di costumi, volti truccati e armi gigantesche, non è mancato un tentativo di taccheggio al mio banchetto da parte di una banda di ladri d’eccezione…
Fermateli! Qualcuno chiami l’Interpol!
E tantomeno mi sarei aspettato di poter tornare utile a una compagnia di nani in armatura pesante, finiti ad Arona per sbaglio mentre facevano rotta verso Erebor… per fortuna grazie alle mie mappe hanno ritrovato il cammino!  

Chiuso questo indimenticabile weekend me ne torno a Milano, alla scrittura del romanzo fantasy d’ambientazione italica su cui sto lavorando attualmente, e alla complessa attività di documentazione storica per il seguito delle Colpe dei padri… ma ora il cuore è più leggero e sulle labbra ho un gran sorriso.

Ciao a tutti!

Foto by Perla Beltrame

Il romanzo è pubblicato… e adesso?

Le armi promozionali dello scrittore esordiente. 

Sei ancora troppo “piccolo” per avere un vero agente letterario. Però sei bravo.
Ti sei fatto il mazzo sulla tastiera, rincorrendo personaggi e fili di trama. Hai trovato finalmente un editore onesto, che ha creduto in te e ti ha proposto un regolare contratto di edizione. Hai lavorato a contatto con l’editor, stringendo i denti quando le modifiche erano dure da mandare giù. E finalmente ce l’hai fatta: il tuo libro è nel catalogo delle librerie.
E adesso?

Il luogo comune vorrebbe che, da adesso in poi, il tuo lavoro di autore sia finito e che la palla passi all’editore. Bizzarramente, di questo luogo comune sembrano convinti anche parecchi addetti ai lavori (tipicamente, quei privilegiati che lavorano con grandi case editrici, che possono contare su uno specifico ufficio di pubblicità e marketing). Beh, a quanto vedo sedersi e aspettare che il libro diventi un successo non è una scelta furba.

L’autore è parte fondamentale del processo promozionale: nei mesi successivi alla pubblicazione, devi investire il tuo tempo libero e fare del tuo meglio per aiutare la tua creatura a muovere i primi passi. L’editore è senza dubbio la principale figura di riferimento per consigli e organizzazione, ma (salvo casi eccezionali) sarà poi felicissimo se prenderai iniziative personali che non richiedano il suo intervento, e ti ricompenserà in ogni modo che gli sarà possibile. Ma quali sono le armi promozionali dell’intraprendente scrittore?

1) Conquistare una libreria importante

Sii preparato: i piccoli editori raramente si agganciano ai maggiori distributori (Messaggerie Libri, Pde, Cda, Nda), quindi i loro titoli non raggiungono spontaneamente gli scaffali delle grandi librerie, dove si prediligono best-seller e autori più affermati. L’editore deve spesso muoversi in prima persona per persuadere le singole librerie a esporre i propri titoli di punta. Non sempre è sufficiente.
Dove posso comprare il tuo libro?” è la prima domanda a cui tu, autore, devi avere una risposta che non ti faccia vergognare. Sempre nel caso di piccoli editori, la tua risposta base sarà “In alcune librerie della mia zona, e lo puoi anche ordinare via internet o nelle librerie più grandi: in un paio di settimane arriverà.
Strategicamente parlando, questa risposta è molto rischiosa. La gente è pigra, sapere che ordinare il libro è così complicato dissuaderà molti dal comprarlo. Ecco perché è importante avere almeno una grande libreria che esponga il tuo libro a scaffale. E non deve necessariamente occuparsene l’editore: puoi presentarti tu stesso alla libreria con una una scheda libro (che puoi far preparare alla casa editrice) e una demo, e chiedere di parlare con il responsabile degli ordini. A quel punto, proponigli di ospitare il tuo libro nella sua libreria, esponendo qualche buon motivo che ti sarai preparato in anticipo. Punta sul fatto che manderai lì i tuoi amici a comprarlo.
Alcune librerie risponderanno di no prima ancora di aver ascoltato di che si tratta (soprattutto le Mondadori), altre invece potrebbero darti un’occasione e dare un’occhiata alla scheda e alla demo. Ricorda che non sono tenuti ad ascoltarti. Hanno canali specifici per la selezione dei libri: ascoltandoti ti fanno un favore e per questo meritano la tua gratitudine a prescindere dall’esito del tentativo. Se il tuo libro farà una buona impressione, il responsabile potrebbe decidere di ordinarne alcune copie dal distributore. Il numero più comune è 3 (che potranno essere ri-ordinate quando finiranno), ma alcune librerie potrebbero ordinarne 4, 5 o in alcuni casi addirittura 10 o 20.

2) Esistere online

Crea un luogo in cui condividere contenuti, raccogliere i link utili e postare gli aggiornamenti per chi ti segue da lontano. Il tuo spazio può essere specificamente dedicato al libro, oppure a te come autore; può essere un sito web, un blog o una pagina scrittore su FB. O anche ciascuna di queste cose, se riesci. Aggiornali più spesso che puoi.

3) Recensioni, interviste, notizie di pubblicazione

Nel millennio dell’informazione, più si parla di una cosa e più la si fa crescere, ma procurarti notizie di prestigio è difficile: ti richiederà grande impegno e dedizione. Come regola generale, è meglio il poco che il nulla; anche semplici comunicati stampa e notizie di pubblicazione aiutano (un pochino) il tuo libro: non disdegnarli. Quanto alle recensioni, molti sostengono che vengano lette poco, mentre le interviste totalizzano click maggiori – specialmente se contengono qualche spunto curioso, bizzarro e in qualche modo originale. Ciascuna di queste cose è un canale potenziale che i lettori hanno per giungere a conoscenza dell’esistenza del tuo libro.

4) Presentazioni 

La prima presentazione del romanzo di un esordiente è quasi sempre gremita di pubblico, talvolta lo è anche la seconda. I problemi cominciano quando amici e parenti hanno già tutti comprato la loro copia.
Un tavolo, un presentatore, alcune sedie per il pubblico e qualche copia da vendere: forse un tempo bastavano queste cose per organizzare raffiche di presentazioni di successo, io questo non lo so. So per certo che oggi devi cercarti (meglio ancora, crearti) in anticipo il pubblico di un evento simile, se non vuoi parlare a una stanza deserta. Per questo occorre pianificare attentamente e in modo creativo una presentazione: rifletti bene sul tuo target e cerca di coinvolgere uno o più enti che abbiano a che fare con il tuo libro. Ad esempio, il mio libro d’esordio Le colpe dei padri è un romanzo storico, con un’attenta documentazione alle spalle e ambientato in luoghi ancora ben riconoscibili: Comuni, assessorati alla cultura ed enti legati al territorio sono quindi i partner ideali per l’organizzazione di presentazioni, e spesso bastano da soli a garantire un egregio afflusso di pubblico. Ma qualunque storia ha il suo pubblico prediletto: hai scritto un romanzo che parla di animali? Proponi una presentazione a canili, gattili e ONLUS ad essi legate. Hai scritto un romanzo fantasy? Cerca di partecipare alle tante rassegne di narrativa fantastica che ci sono in Italia. Spesso, anche scuole medie e superiori sono in cerca di spunti e diversivi per motivare gli alunni, e qualcosa di simile fanno la maggior parte delle biblioteche. Non chiedere compensi e cerca di non pagare mai (a meno che tu ritenga che sia il caso), ma assicurati che alla fine ci sia un rinfresco!
E quando si parla di pubblico, non aspettarti grandi numeri: se una presentazione con meno di otto persone è probabilmente un flop (a meno che si parli di un libro di nicchia) tra le dodici e le quindici è un discreto risultato. Dai venti in su è già un successo; dì al tuo editore che a una presentazione hai avuto più di quaranta persone e lo vedrai fare veri e propri salti di gioia!
Quanto alle copie vendute nelle presentazioni, si tratta di un numero molto variabile; nella mia esperienza si aggira attorno alla metà del numero dei presenti, che può arrivare all’80% se l’interesse è eccezionalmente alto oppure scendere sotto il 20 in presenza di fattori detrattori, come un costo elevato, una copertina brutta, una presentazione poco efficace o (ovviamente) una presenza elevata di persone nel pubblico che hanno già acquistato altrove il romanzo.

5) Firma copie

Un qualsiasi negozio che vende libri a ospitarti, un banchetto, un vestito decente; a quel punto basti tu: quando passa qualcuno, lo saluti e gli proponi di leggere il tuo romanzo. Alcuni non sono interessati, altri vanno di fretta, ma diversi saranno incuriositi dalla possibilità di parlare con un vero scrittore: più sarai accattivante nel presentargli il tuo libro e il suo percorso, più futuri lettori usciranno dal negozio con il sorriso sulle labbra e il tuo lavoro autografato tra le mani.

05/07/2014 – Carto-libreria Marceca – Ponte Chiasso (CO)
Tra le 9 e le 12 di mattina ho venduto dodici “Le colpe dei padri”

Non conoscevo il sistema del firma copie fino a pochi mesi fa. Ora che il mio editore me ne ha organizzati un paio, e che ho partecipato ad alcune fiere con un banchetto, penso che il firma copie sia uno strumento formidabile per far girare il libro: richiede pochissima preparazione, può essere organizzato in modo quasi estemporaneo ed è un sistema grandioso per ingaggiare il pubblico faccia a faccia. Inoltre, può durare esattamente quanto tempo puoi dedicarci. Stando a quanto riportano i negozianti che ospitano i firma-copie (librai o giornalai, per lo più), con questo sistema si vendono in media due o tre copie all’ora. In altre parole, in un pomeriggio libero di un qualsiasi weekend si può vendere lo stesso numero di libri di una presentazione ben riuscita, senza coinvolgere presentatori, enti estranei, amici, parenti. Autonomia completa: meraviglioso! L’unico requisito è disporre di un numero sufficiente di copie, ma per questo basta accordarsi con un minimo di anticipo con il negoziante e/o l’editore.

In effetti, gli ostacoli maggiori sono di natura psicologica. Non saprei fare una vera e propria stima, ma la quasi totalità degli scrittori che conosco è costituita da persone di grandissima sensibilità, e questo spesso comporta una natura timida, permalosa e introversa. Al contrario, per convincere il potenziale lettore della bontà della propria storia occorre essere simpatici e sicuri di sé, spesso anche sfacciati. Nulla che non si possa ottenere con un po’ di volontà e di pratica: i risultati ti ripagheranno più che ampiamente!

Buona estate e in bocca al lupo per il tuo libro!

Creato il blog di Le colpe dei padri!

Ciao a tutti!

Dopo la lunga latitanza dal blog, cagionata da un intenso lavorio a “Le colpe dei padri” e alla preparazione alle attività di promozione successive, finalmente sono di nuovo online!

Non so esprimervi quale gioia sia lavorare a fianco dell’editore per migliorare il più possibile l’impatto e la visibilità del mio romanzo. Anche se non ho figli, penso di stare vivendo una versione ridotta di ciò che prova un genitore: l’amore, la gestazione, il parto, lo svezzamento, la cura e l’amorevole insegnamento. Per ora il romanzo è piccolo e non cammina da solo, quindi è un compito anche mio tenerlo per mano finché crescerà abbastanza da diventare indipendente.

Ho creato un nuovo blog, in cui postare tutti gli aggiornamenti e gli approfondimenti relativi a Le colpe dei padri: invito tutti gli amanti del medioevo e dei romanzi storici a dargli un’occhiata! Anche se rimbalzerò qui i post più importanti, ho deciso di tenere separati i due blog perché nel prossimo paio di mesi qui inizierò a parlare di altri progetti che ho in cantiere, e non voglio creare confusione… altre informazioni a riguardo arriveranno quanto prima!

Un grande saluto e un abbraccio agli amici che mi seguono!

Un ebook per San Valentino!

Ciao a tutti gli innamorati e le innamorate di libri e storie!

Siccome è un amore che condividiamo, in questo giorno all’insegna dell’ammmore vi faccio un regalo. Si chiama Cuore Trafitto, ed è un ebook che si può scaricare gratuitamente dal sito LaTelaNera.com, cliccando su questo link.

L’ho curato personalmente: è la raccolta delle migliori otto storie uscite dall’edizione di gennaio di 666 Passi nel Delirio, il concorso di narrativa ultra-breve di cui sono moderatore per il forum della Tela Nera. Devo dire che sono storie davvero carine e molto variegate, sfido qualunque palato a non trovarne nemmeno una di suo gradimento.

Avrei voluto contribuire anch’io con una storiella, ma il tempo a mia disposizione è pochissimo e non volevo sottrarre spazio agli autori (di solito le storie selezionate sono solo 6, ma in questa edizione ne sono state scelte 8 perché ce n’erano troppe davvero carine). Segnalo una strana coincidenza: degli 8 autori selezionati, ben 3 (più io) facevano parte della rosa dei finalisti dell’importante concorso Chrysalide di Mondadori, convocati a Lucca Comics & Games 2013 per incrociare le dita in attesa del verdetto della scuderia degli autori Mondadori ragazzi.

C’era Serena Bertogliatti, finalista della sezione Racconti realistici (con la quale ho avuto un interessante scambio di opinioni);
C’era Federica Soprani, l’unica scrittrice finalista di Chrysalide in ben due sezioni diverse (Urban fantasy e Paranormal Romance) e campionessa della VI edizione del mio contest; una scoperta sia come scrittrice che come persona.
E infine c’era Alessandro Renna, compagno di penna e frequentatore fisso del forum, nonché vincitore assoluto di Chrysalide Mondadori e selezionato come me nella categoria Fantascienza.

La copertina dell’ebook gratis con i cinque vincitori di Chrysalide. Però la copertina di Cuore trafitto mi piace di più!

Tra l’altro, questa esperienza mi ha permesso di conoscere di persona Barbara Baraldi, una delle scrittrici urban fantasy di maggior successo in Italia. Purtroppo, e me ne vergogno, non ho ancora letto nulla di suo; appena terminerò la clausura mentale di medioevo, colmerò anche questa lacuna.

Un saluto a tutti!

Feudi in Scozia, Gamberi e Baionette

BUON 2014 A TUTTI!

Prima di tutto un annuncio: alcuni nobili amici e benefattori mi hanno fatto dono per il mio compleanno di un feudo in Scozia, con il titolo a esso connesso di Laird, che nel resto del mondo è legalmente tradotto con Lord.

Pertanto, è con sommo piacere che annuncio la mia nomina a voi del popolo, in questo fausto giorno di gaudio (come diceva il prete di Balle Spaziali); va da sé che mi aspetto che tutti voi utilizziate il mio titolo quando vi rivolgerete a me, da oggi in poi, per verbo e per missiva. Sto altresì informandomi circa la possibilità di creare cavalieri, e non escludo una cerimonia di investitura per i miei più fidi scherani e sergenti, la prossima Pentecoste.

Ma non è questa l’unica novità che sono ad annunciarvi. Intanto, la mia operazione alla spalla è ormai compiuta: il mio braccio destro penzola inutilizzabile e in questo momento sto dettando queste parole a un programma speech to text che le converte in righe di scrittura, mentre muovo il mouse con la mano sinistra. A questo si aggiunge un raffreddore colossale e una generale mancanza di forze: per un po’ sarò poco recettivo a qualunque proposta che mi spinga fuori di casa. Colgo l’occasione per ringraziare e salutare quanti mi hanno fatto visita negli ultimi giorni: Dario Giubileo, Gea Beltrame (che il programma speech to text aveva convertito in bugia del tram), Marco Lomonaco, Ivan Danesi, Marco Redaelli, Federica Berlanda, Nicola Gelmi, Christoph Cirillo, Flaminia Mocanu, Lisa e Francesco Gambarini e naturalmente Clara Beltrame. Un ringraziamento anche ai moltissimi amici che mi hanno scritto, messaggiato e recapitato in vari modi i loro auguri e saluti: grazie a voi questa dolorosa convalescenza è stata un po’ meno dura.

E ora veniamo al vero motivo di questo post. Chiunque in Italia bazzichi nell’ambiente della narrativa fantastica, presto o tardi avrà sentito parlare di due personaggi sospesi tra realtà e mito.


Alcuni li idolatrano, altri li aborriscono. In alcuni degli ambienti con cui sono in contatto, ho sentito persone che evitavano persino di nominarli, ricorrendo a pseudonimi tipo “Quello”, “Quella” e “Tu sai chi”, ma i loro veri nickname sono Gamberetta e Duca di baionette. Questi i loro spazi: Gamberi fantasy e Baionette librarie.

I due blog sono diversi sia per grafica che per impostazione, ma coloro che li gestiscono sono sodali fra loro. Personalmente, io sprono qualunque amante della lettura e qualunque aspirante scrittore a sfogliare questi due blog, lasciandosi guidare dall’ispirazione e dagli argomenti trattati nei post. Credo che chiunque troverà qualcosa di proprio interesse. Si parla di libri, naturalmente, di TUTTI i libri. E li si tratta molto, MOLTO MALE. Anche i vostri preferiti. Anche quelli che considerate più sacri di Nanto e più divini di Hokuto. Ma non lo si fa a caso, attenzione: c’è molto criterio nel procedimento. Un criterio spietato, chirurgico e brutale, senza dubbio; non privo di una certa nota di sadismo, non potrei escluderlo. Ma…


…so già che qualcuno mi odierà per quanto sto per dire…


…Ma sticazzi. Questi qui (e i loro collaboratori) sanno ciò che dicono. Se avete scritto un libro e quel libro ha qualche punto debole, loro lo beccano a occhi chiusi. Non fate affidamento su motivazioni “d’autore” o licenze stilistiche: se capitate sotto le loro mani non verrete perdonati per nessuna forma di incoerenza, inverosimiglianza e ridondanza a nessun livello, mai. Sono dei segugi. Hanno un loro metodo per giudicare i libri, un metodo stringente e doloroso come un cilicio, che a quanto ho capito si ispira primariamente a Flaubert e alla Scuola di Chicago. Io non sono un teorico e discutere di critica letteraria e ideologia narrativa mi interessa solo fino a un certo punto. Mi limito a rilevare questo: il loro metodo di concepire le storie funziona.

Immaginate dei Grammar Nazi che conducano i loro Panzer fuori dalla grammatica per invadere la sintassi, la struttura narrativa e qualsiasi altra cosa sulla pagina. Ecco, ora state cominciando a farvi un’idea su questi qui. I loro giudizi non fanno prigionieri nemmeno tra le realtà editoriali piccole o in difficoltà, sono dannatamente pignoli, dannatamente motivati e hanno una preparazione teorico/tecnica adamantina.

Io che sono un disordinato cronico, uno smemorato patologico e un profondo empatico, in passato ho avuto moti di raccapriccio leggendo le crudeli recensioni che bastonavano errori e scelte che avrei potuto fare io stesso.

“Se mai pubblicassero il libro che ho scritto e in cui ho versato tutto me stesso, e Gamberetta lo distruggesse in questo modo, riuscirei mai a riprendermi dallo shock? Riuscirei a ritrovare qualche brandello di autostima?”

Questa domanda a me pare legittima. La risposta di parecchi esordienti che conosco è quella di partire in opposizione di principio, mettendo le mani avanti a identificare questo ambiente come “il nemico”, nella paura/speranza di essere un giorno nel loro mirino (perché vorrebbe dire che hanno pubblicato per davvero). Io ho deciso di tentare una strada diversa.

A breve parteciperò al corso di scrittura creativa del Duca, e sentirò cos’hanno da dire di costruttivo gli esponenti di questa scuola di pensiero. Vorrei che fosse chiaro che non si tratta di una scelta di campo. Non mi farei alcun problema a dirlo, se così fosse. Semplicemente questa esperienza potrebbe insegnarmi moltissimo, così come il recente seminario di Raul Montanari, e prima ancora le lezioni di sceneggiatura con Adriano Barone (tappe principali della mia formazione di narratore nell’ultimo anno).

A volte capita che a poterci insegnare qualcosa siano persone di cui non condividiamo i metodi, o che non hanno alcun punto di contatto con noi. È mia ferma convinzione che in questi casi la cosa migliore sia mettere da parte ego e preconcetti, aprire la mente con umiltà e rimandare qualunque giudizio personale a dopo l’esperienza. Certo, si prevedono dolori; ma se c’è una cosa che il forum de LaTelaNera insegna ai suoi utenti è questa: le cinghiate sui denti non devono spaventare uno scrittore esordiente, ma fargli venire l’acquolina in bocca.

Sprono chiunque abbia intrapreso questo difficile percorso ad abbracciare una metafora piratesca che ho coniato l’anno scorso (e di cui vado molto orgoglioso): ricevere un complimento è un doblone, ricevere una critica è la mappa di un tesoro. Una mappa non riempie la pancia e prelude a un viaggio duro, ma in potenza vale infinitamente più di una moneta. Il parere altrui è sempre preziosissimo, qualunque sia. Sta poi a chi riceve la critica scegliere se intraprendere l’impresa oppure no, perché uno scrittore è come un pirata: è libero di fare quel che vuole e fa quel che vuole perché è libero.

e così ho anche una scusa per postare questo video a tema piratesco che fa scompisciare!! XD

E con questo, auguro a tutti un buon 2014 e saluto gli amici, i colleghi esordienti e tutti gli onorati visitatori e ospiti del blog. Passate a dare un’occhiata alla sezione Racconti ad Alta voce, se vi capita diffondete la notizia: il progetto ha bisogno di buone penne per decollare!

Aggiornamento Dicembre 2013

Il mese di novembre si è chiuso solo da alcuni giorni, ma sono sicuro che sarà difficile da dimenticare per 6 motivi:

1) I miei meravigliosi baffi. It’s Movember, guys!

2) Il mio romanzo. Dopo mesi e mesi di approfondite ricerche storiche, finalmente il 5 novembre 2013 mi sono costretto davanti al PC e ho iniziato a scrivere la mia storia. Il progetto internazionale del NaNo writing month mi ha aiutato a restare concentrato. Nell’arco di 30 giorni ho scritto le prime 90 pagine. Forse avrebbero potuto essere di più, ma sono molto soddisfatto di come sono uscite. Spero di riuscire a produrre le altre 210 entro la metà di febbraio, come pianificato. Nuovi aggiornamenti seguiranno, per chi volesse seguire gli sviluppi della mia avventura nel medioevo lombardo. ^_^

3) Finalmente ho affronto le lussazioni frequenti alla spalla destra e ho prenotato un’operazione risolutiva. Per questo problema avevo dovuto interrompere la pratica delle arti marziali, quindi la questione mi sta particolarmente a cuore. E tuttavia, significa che dal giorno dell’operazione, Venerdì 13 dicembre (BRRR…), fino a metà gennaio avrò un braccio praticamente inservibile. Non potrò guidare, non potrò trasportare pesi, dovrò fare solo il movimento indispensabile e avrò difficoltà a digitare sulla tastiera. Il romanzo? Ho approntato un programma di dettatura digitale che supplirà alla mia mancanza convertendo la mia voce in parole scritte. Non sarà la stessa cosa, ma meglio di niente!

4) Ho letto ad alta voce Capolinea, il racconto urban fantasy pubblicato nella raccolta Dieci passi nell’aldilà (Liberodiscrivere). Gli amici del canale web Twentyz radio mi hanno messo a disposizione la loro abilità e i loro strumenti di incisione, letteralmente, per dare voce a quello che finora è stato il mio racconto di punta. Ci abbiamo messo un pomeriggio intero ma è stato divertentissimo! 😀 Non so quanto ci vorrà perché l’audiolibro sia pronto, pubblicherò le novità. Ne abbiamo anche approfittato per discutere i dettagli del nostro progetto Racconti ad alta voce.

5) Mia mamma ha partecipato alla trasmissione Sconosciuti su RAI 3 per parlare delle dolorose esperienze passate dalla nostra famiglia. Chi mi conosce sa (o immagina) cosa abbiano significato quegli anni per me e i miei fratelli; io amo più di ogni altra cosa la serenità, per questo ho scelto di  non partecipare a quella trasmissione, anche se poteva essere un’occasione per farmi pubblicità. Avrei fatto volentieri a meno di mettere a repentaglio gli instabili equilibri su cui si regge la mia famiglia; d’altra parte sono il primo a riconoscere l’importanza della parola e della denuncia. Se quella trasmissione ha fatto stare meglio mia madre e mio fratello (che ha voluto partecipare a sua volta), sono solo contento per loro. Ciascuno si confronta con il passato nel modo e nel momento che preferisce. Io conosco il mio approccio alla questione, quello degli altri non lo giudico. Lascio le considerazioni a chi vuole farle.

6) Infine, per chiudere con una buona notizia, novembre mi ha portato una vera e propria valanga di conferme e successi letterari!

  • Tutto è cominciato con il concorso Chrysalide, organizzato nientemeno che da Mondadori. Su oltre 700 partecipanti divisi in cinque sezioni, sono risultato uno dei 5 finalisti grazie al racconto di fantascienza Succo d’Insetto, ambientato in una Vicenza sotterranea all’alba della fine del mondo. A inizio novembre ero a Lucca alla proclamazione dei vincitori. La dea bendata non mi ha sorriso più di così, ma ho fatto conoscenze interessanti e posso comunque fregiarmi dell’ottimo piazzamento.
  • Due settimane dopo Lucca, ecco i risultati di un altro agguerritissimo concorso a cui avevo partecipato mesi fa: indetto da Nero Press Edizioni, trattavasi del Premio Polidori per la letteratura horror. Il mio racconto Il bello della diretta, che mescolava ipnosi e zombie nel calderone di una Milano impazzita, si è aggiudicato una medaglia d’argento!
  • Nel frattempo, al corso di scrittura creativa che da ormai un anno frequento presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, avevano richiesto la parte iniziale di un romanzo da esaminare e commentare in classe. Non potevo che sottoporre l’inizio del romanzo che stavo stendendo. Grandissima la tensione: prima di me, l’insegnante (il famoso Raul Montanari) aveva già abbattuto parole a mannaia sugli incipit dei miei compagni di corso, senza risparmiare nemmeno quelli più bravi. Lietissima sorpresa sentirgli dire “Eccellente l’ambientazione, vale il biglietto” e “la scrittura è ordinata ed elegante, pressoché impeccabile”. Pur non essendo d’accordo sul secondo punto – del resto è una prima stesura, ancora da rivedere sul piano stilistico – è stata una fantastica conferma. 
  • Ultimo in ordine cronologico ma primo per risultato, nella gara Matrix Anthology organizzata dal grande Diego Di Dio per conto di Homo Scrivens è stato vincitore assoluto il mio racconto Prologual Rhapsodix. Il tema della gara? Storie brevissime basate sulla trilogia dei film di Matrix. Per me, tutto era cominciato con questo pensiero: “Che cacchio potrei mai aggiungere all’universo di Matrix, che è un concentrato di ogni figata mai concepita dall’uomo?” E in effetti pensateci: dalla filosofia alle armi da fuoco, dalle leggende sul sovrannaturale al cyberpunk, e poi amore, libero arbitrio, arti marziali, teorie complottiste, inseguimenti in auto, superpoteri, una realtà fittizia da cui risvegliarsi e chi più ne ha più ne metta. C’è praticamente tutto. Intanto andava la playlist del cazzeggio, e la riproduzione casuale decideva che dovevo ascoltare Bohemian Rhapsody dei Queen. Cliccate sul link e ascoltate le prime quattro frasi:


Is this the real life?
Is this just fantasy?

Caught in a landslide,
No escape from reality.
Dai, non avreste pensato anche voi che sembrasse fatto apposta per Matrix? 😀 Io ho pensato: “Puttana Eva, ecco cosa manca a Matrix: i Queen!” Quindi mi sono messo a riscrivere B. R. in chiave matrixosa, intervallando righe dal testo della canzone con brani scritti da me, in modo che il tempo di lettura dei brani fosse più o meno lo stesso della parte di canzone che sovrascrivevano. Poteva uscire una boiata colossale, ma pare che anche questa volta la fortuna sia stata dalla mia parte! 😀 Hurrah!!!
Cosa porterà questo dicembre? La mia prima operazione chirurgica, la mia prima anestesia totale, un Natale in famiglia più teso del solito, un romanzo da portare avanti e un lavoro milanese da trovare. Il resto, lo sa il cielo. 
Mi sa tanto che la pacchia è bell’e finita. E non ho nemmeno più i miei bellissimi baffi.
Stupido dicembre. 
Ma non è il momento di farsi prendere dal magone. Facciamo un respiro profondo, teniamo uno sguardo critico su noi stessi e concentriamoci solo sui problemi che possiamo risolvere. Non esiste ostacolo più duro del cranio di una persona determinata. E io sono già svampito e ho la memoria di una bistecca di alpaca: non ho alcun motivo per andarci leggero con le testate. 
Un grande saluto agli amici e i famigliari che hanno fatto il tifo per me in questo periodo di grande attività e scarsa presenza sociale. Non ce l’avrei fatta senza di voi. 
Alla prossima!

Benvenuti!

Salve a tutti e benvenuti sul mio blog!

Sono Livio Gambarini – sul web Signore dei Benelli – e mi occupo di narrativa a quanti più livelli possibile.

Che ci sarà, su questo spazio? Un sacco di cose, prevalentemente legate alla lettura (che mi accompagna ormai da venti anni), alla scrittura (che spero mi accompagnerà sempre), e a tutte le diramazioni di queste due cose, spaziando dall’editing alla recensione, dall’audio-libro ai consigli di lettura, dalla segnalazione di concorsi alle iniziative con cui entro in conmio cammino di scrittore; cercherò quindi di menzionare tempestivamente apparizioni pubbliche, presentazioni, menzioni ecc.
tatto. Infine, anche per aggiornare chi mi conosce sull’andamento del

Apro infine questo blog per confrontarmi con altri che condividono le mie passioni. Spero che ciò che ho imparato possa essere di aiuto ad altri: la scrittura è un cammino difficile e complesso, che può elevare nei cieli e affondare negli abissi più profondi. Qualunque sia la destinazione di uno scrittore, l’importante è che abbia il controllo del proprio timone.
Un saluto e un abbraccio a tutti,

Livio