Le colpe dei padri è realtà!

L’aggiornamento di oggi è per festeggiare, dopo un lunghissimo e faticoso cammino, le prime due settimane di vita di Le colpe dei padri!

Difficile esprimere la gioia che si prova nel vedere le proprie fatiche ripagate dai like sulla pagina Facebook, dalle telefonate degli amici e dall’interesse e l’entusiasmo con cui la notizia viene accolta. 
Posso dire sinceramente di stare vivendo uno dei periodi più belli della mia vita. Mentre il libro comincia poco a poco a circolare nelle librerie e negli shop online, ogni giorno mi porta qualche sorpresa: una nuova fiera, un’intervista, una recensione o più semplicemente una persona che mi cerca per raccontarmi le sue impressioni sulla storia o i protagonisti del libro.
Parlando di numeri

Chi non è dell’ambiente molto di rado sa fare ipotesi sulla tiratura di un libro. Questo numero è determinato da quante di copie l’editore ritiene di poter vendere in un ragionevole arco di tempo, senza che rimangano invendute. Se non parliamo di nomi famosi o casi eccezionali, questo numero è proporzionale alle possibilità della casa editrice e alla “vendibilità” di quel libro: romanzi di generi diversi inducono aspettative di vendita diverse nell’editore. Ad esempio, molti piccoli editori rilevano che fantasy, fantascienza e horror vendono poco e di solito restano limitati a un pubblico che lo scrittore conosce personalmente. Se la cavano invece meglio il giallo, lo storico e l’avventura: proporre a un editore un romanzo di questi generi aumenta la probabilità di destare la sua attenzione e ottenere una dignitosa tiratura iniziale.

Genere a parte, vista la velocità dei moderni mezzi di stampa e composizione, per un editore è chiaramente più sicuro partire con numeri piccoli ed eventualmente ordinare una o più ristampe, piuttosto che ritrovarsi con pile di invenduti da mandare al macero. Alcuni portano all’eccesso questo ragionamento arrivando a proporre agli autori tirature contrattuali da 20 o 30 copie; spesso dietro proposte simili si celano vere e proprie truffe e fenomeni di editoria a pagamento. Occorre quindi la massima attenzione nella selezione di una casa editrice, soprattutto quando ci si ritrova a maneggiare un contratto. Silele edizioni è un piccolo marchio, e la prima edizione del mio romanzo ha avuto una tiratura di 250 copie. Parlando di case editrici di queste dimensioni si tratta di un numero superiore alla media, che di solito viene smaltito nell’arco di diversi mesi. 

Ebbene, dopo pochi giorni dalla pubblicazione ufficiale del romanzo, le prime 250 copie erano già esaurite! Gioia e tripudio!

Mentre i figli della prima ristampa (altre 250 copie) viaggiano verso il distributore e gli store online rimasti a secco per alcuni giorni, voglio condividere questo momento di gaudio con voi che seguite le mie avventure su questo blog e su quello ufficiale del romanzo http://lecolpedeipadri.blogspot.it 
A breve scriverò un altro post sulle presentazioni: finora ce ne sono state due, una a Milano e una a Vertova, entrambe bellissime e baciate dal successo. Speriamo che continui così! 
Un grande abbraccio e al prossimo aggiornamento!

Regalare un libro a Natale

Natale è ormai alle porte. Presto arriveranno le cene in famiglia e si rivedranno zii, nonni, figli (?) cugini, nipoti e parenti acquisiti. E, come sempre, molti di noi si ridurranno all’ultimo momento per procurarsi gli ultimi regali.
Prima o dopo, la disperazione vi farà venire in mente la “possibilità-libro”. Certo, un libro è sempre un bel regalo a Natale: ce ne sono di tutti i tipi, sono poco ingombranti, costano meno di altri regali possibili e, cosa da non sottovalutare, potete comprare in un solo negozio il regalo per TUTTE le persone che ancora dovete coprire. Ecco fatto, siete davanti alla vostra libreria rutilante di addobbi e allestimenti luccicanti. Ma quale libro scegliere?
Pensate alla persona a cui regalerete il libro. Avete varie possibilità:
1) Il libro che quella persona desiderava.
2) Un libro di cui avete parlato con quella persona, e che aveva solleticato la sua curiosità.
3) Un libro che potrebbe piacerle o di cui avrebbe bisogno.
Se tra gli scaffali vedete uno dei casi 1 e 2, allora probabilmente è la scelta migliore. Ma molto spesso ci troviamo invece a guardare gli scaffali con quel grande e vaghissimo “3” dipinto sul volto, seguito da un punto interrogativo grande come una pala da neve. Ma, a questo punto, ci sono alcune cose da considerare prima di gettarsi in un acquisto alla cieca:
1) I libri pubblicati sotto Natale sono quelli a più alto rischio cazzate. Perché? Perché a Natale tutti comprano dei libri, anche gli analfabeti e le scamorze affumicate. Libri ad alto contenuto di idiozia che farebbero storcere il naso a qualunque persona con un normale livello di intelligenza, a Natale intasano gli scaffali come le influenze stagionali intasano le gole. Siate consapevoli che a Natale le case editrici cessano di rivolgersi a un pubblico di QI sopra a 100 per rivolgersi invece a chiunque abbia 12 euro nel portafogli.
2) Le campagne pubblicitarie soprattutto a Natale puntano a vendere i libri più commerciali. Quali libri saranno oggetto degli allestimenti più massicci, dei cartelloni più brillanti e dei posizionamenti più visibili sotto Natale? Uno potrebbe pensare che siano i migliori libri fra le novità; beh, non è affatto così. Chi ama i libri li compra per tutto l’anno; chi li compra a Natale non li compra per leggerli, ma per regalarli. Fate bene attenzione a non assecondare la pubblicità natalizia. Vi verranno proposti libri dozzinali, banali, che hanno poco da offrire a parte una copertina ammiccante e strilli altisonanti sul numero di copie vendute (solitamente falso). Meglio prendere in mano i libri di cui sono presenti un numero inferiore di copie: è improbabile che appartengono alla schiera dei drogati natalizi.
3) Fabio Volo non è il più grande scrittore d’Italia. L’editoria italiana sta attraversando un periodo di crisi mostruosa. Un tempo i grandi editori dicevano: “Con gli introiti dei libri commerciali venduti dalla mia casa editrice, finanzio progetti di qualità”. Oggi invece dicono: “Già vendono poco i libri commerciali. I progetti di qualità li sacrifichiamo, e magari qualcuno di quelli commerciali lo travestiamo da libro d’autore.” Significa che abbiamo superato il punto di non ritorno, che per la letteratura italiana non c’è più scampo? Non ancora, per fortuna. Ma ora tutto è più markettizzato. Libretti come “La strada verso casa” vi verranno proposti come colti, libracci come “La verità sul caso Harry Quebert” vi verranno spacciati per capolavori. In generale, si avrà un alto grado di falsità pubblicitaria.


Va bene, ma allora come si sceglie?
Tenete a mente la persona a cui fate il regalo; Per quanto ovvia, questa è la prima raccomandazione. Quando fate la vostra scelta cercate di badare il meno possibile a tutto quello che vi distrae dal libro in sé. In generale, sarebbe salutare diffidare di tutto ciò che in questo periodo di recessione vi suona troppo entusiasta:
Approcciatevi ai libri come fareste con dei potenziali partner in un sito di incontri online. 
La rivelazione dell’anno (Giornale importante)
Mi ha fatto battere il cuore (Scrittore famoso) 
Il libro che cambierà le regole dell’editoria (Noto giornalista culturale).
Questi sono strilli pubblicitari che si possono leggere dietro qualunque libro drogato, e in particolar modo su quelli natalizi. Se fossimo su un sito di incontri, sarebbero il corrispettivo delle seguenti frasi di profilo:
Diciottenne vogliosa cerca cinquantenne con la pancetta.

Mezza giapponese, mezza brasiliana, tutta insaziabile. 

Sono una modella di intimo e cerco l’amore. Non voglio un uomo bello o ricco, mi basta che sia dolce.

Le probabilità che la realtà assomigli all’immagine qui sopra sono pericolosamente alte. Per evitare brutte sorprese, meglio passare oltre. Toh: Sono Luisa e studio Lettere, cerco nuove amicizie. Finalmente qualcuno che probabilmente è ciò che dice di essere. Vediamo che succede a scriverle un messaggio; si parte da un’amicizia ma da cosa nasce cosa no? 😀 Esattamente la stessa cosa vale coi libri.

Qualche idea pratica per regalare un libro un po’ diverso?

Personalmente non amo la poesia e salvo casi eccezionali non regalerei un saggio per Natale; d’altra parte, c’è un vasto sottobosco di splendide opere narrative italiane che aspettano solo di avere una possibilità. Intanto, non giudicate o disdegnate un libro solo perché appartiene a un genere letterario o viene da una casa editrice piccola o sconosciuta. Ma soprattutto ricordatevi che non ci sono solo i romanzi: aprite la mente a generi di acquisto che solitamente non considerereste. Fatevi consigliare dal libraio di fiducia qualche buon libro di storie brevi: in Italia i racconti sono snobbati maledettamente senza ragione. Oppure date un’occhiata al reparto Graphic novel e prendete tra le mani le opere di tre differenti autori italiani a vostra scelta. Se potete, date una possibilità anche a quegli autori che non occupano uno scaffale da soli. 
Probabilmente scoprirete cose che non sognavate neppure. 
Siamo ai saluti! Vista la sfortuna che mi affligge in queste settimane, cedo la parola a uno dei film natalizi che hanno segnato la mia infanzia, Mamma ho perso l’aereo!
Visto il tono dell’augurio, lo dedico in modo speciale a Luke, Gatto e Furlanaccio.