Fantarona – EXPO – Stranimondi

Amici lettori!

fantarona 2015L’autunno è arrivato, portando con sé vento freddo, foglie secche e una vagonata di impegni sovrapposti. Purtroppo non sono riuscito a ultimare I Segreti delle Madri nei tempi che mi ero preposto (anche a causa di un numero di pagine inaspettatamente alto); non so dire con esattezza quando il lavoro sarà pronto per la pubblicazione, speriamo il più presto possibile.

CaponeGambarini
Nobili ghiottoni a confronto: Il Conte (Andrea Capone) e Azzone Visconti (Livio Gambarini) – FantArona 2015
Nel frattempo non sono rimasto inoperoso: il weekend scorso sono stato invitato alla seconda edizione del FantArona, la convention sul lago Maggiore dedicata a fumetti, illustrazione, cosplay e narrativa fantastica. Vista la compagnia, inutile dire che è stato istruttivo e soprattutto stradivertente! Oltre ai ben noti Luca Tarenzi, Aislinn, Francesca d’Amato, Daniele Ramella e Marika Michelazzi, ho inoltre avuto il piacere di conoscere meglio Andrea Capone, un personaggio notevole e di grande simpatia, con cui ho diviso il palco nella presentazione -showcooking in cui interpretavo Azzone Visconti mentre lui interpretava il Conte, protagonista del suo romanzo Uomo mangia uomo.
Non sto a dilungarmi su quella presentazione o sulle altre conferenze dai concept giocosi e brillanti, come la rivendicazione dei diritti civili da parte dei mezzi angeli e i mezzi demoni… dirò solo che anch’io, come tutti gli altri ospiti presenti nella sala conferenze dell’Antares, a mezzanotte avevo le lacrime agli occhi e i crampi agli addominali per le troppe risate. Il FantArona si conferma come l’evento più simpatico dell’anno, soprattutto quando il grosso dei visitatori defluisce e rimangono solo gli irriducibili più motivati. Magari tutti gli eventi fossero così!
Per quanto riguarda il periodo a venire, venerdì 9 ottobre alle ore 19:00 avrò l’onore di partecipare a un evento di eccezionale importanza: una conferenza di giovani autori dal titolo Le diverse strade che portano alla scrittura: dalla passione per la narrativa alla pubblicazione.
Livio Gambarini, Federico Baccomo Duchesne, Giorgio Ponte and Marco Erba.
EDIT: una foto dell’incontro (aggiunta dopo la pubblicazione dell’articolo)

Già dal titolo chi mi conosce capirà quanto questo evento sia allineato con i miei interessi e il mio impegno quotidiano. A rimarcarne l’importanza c’è la caratura del cast: dividerò infatti il microfono con quattro autori del calibro di Marco Missiroli, Marco Erba, Federico Baccomo (in arte Duchesne) e Giorgio Ponte – quest’ultimo, amico e compagno di infinite discussioni sulla scrittura, l’etica e la vita, mio collega tutor al corso di Alta Formazione “Il Piacere della Scrittura” all’Università Cattolica di Milano. Sperando che l’emozione non mi giochi qualche brutto tiro, parlerò della trilogia in fieri delle Colpe dei padri, ma cercherò anche di dare testimonianza del mondo invisibile e un po’ bistrattato di cui fa parte Gli Eserciti dei Santi, quel sottobosco di narrativa fantastica made in Italy con le piccole grandi storie dei suoi abitanti, le rivalità, la volontà di rivalsa e le scintille inesauribili di speranza, intraprendenza e cocciutaggine che lo (e che mi) contraddistinguono.
Sto cercando di pensarci il meno possibile per non farmi prendere dal panico, perciò mi fermo qui e vi lascio la locandina dell’evento. Si può partecipare alla conferenza anche acquistando il solo ingresso serale delle ore 18:00, perciò spero di vedervi numerosi!

Non avrò certo tempo di riposare, visto che il giorno successivo all’incontro in EXPO parteciperò a un secondo evento importante: sto parlando di Stranimondi, la convention che il 10 e 11 ottobre si terrà alla UESM di via Sant’Uguzzone a Milano, nel solco di quei Delos Days che tanto materiale addussero nel 2011 alla mia tesi di laurea (in corso di stesura a quell’epoca), con tanti ospiti e iniziative nuove.

Zombie History
Zombie History, S. Kenemore e L. Gambarini
Non più solo visitatore come nel 2011 e 2013, ma questa volta anche ospite, sabato alle 17:00 sarà il momento di presentare il mio ultimo lavoro, Zombie History, una mini-raccolta che unisce la Storia ai morti viventi. Secondo numero della collana Incastri di Nero Press Edizioni, dei due racconti di questa antologia, il mio si intitola La grande moria, dal nome attribuito dai medievali alla Peste Nera del 1348, e narra del fortuito incontro tra Giovanni Boccaccio e Francesco Talenti nell’incompiuto campanile di Giotto. L’altro racconto è invece a firma di Scott Kenemore, noto autore americano di storie sugli zombie, e per protagonista ha nientemeno che George Washington.

Salvo imprevisti, conto di essere presente a Stranimondi per buona parte della giornata di sabato per partecipare ai Kaffeeklatsch e assistere alle altre conferenze e presentazioni. Se ci siete, ci incontreremo senz’altro!

Per concludere gli aggiornamenti di ottobre, si è chiuso in ritardo il giveaway di Eternal War – Armies of Saints; si è aggiudicato la copia cartacea in palio l’utente Amazon DH, autore di un commento che ho particolarmente apprezzato per il suo taglio personale, eppure analitico e competente. Eccolo qui di seguito, riportato per intero:

Pur avendo letto centinaia di libri fantasy, col tempo il mio interesse e’ scemato, in gran parte per la frequente ricorrenza di certi elementi. Qualcuno una volta disse che tutto il fantasy scritto negli ultimi 50 anni è stato in risposta a Tolkien, e sotto certi aspetti questo è molto vero: il 95% degli autori o lo imita, oppure cerca di andare nel verso opposto, ma senza apportare un elemento nuovo e originale. Solo negli ultimi 2 decenni sono spuntati scrittori che vanno per la loro strada ed effettivamente offrono qualcosa di nuovo.

Eternal War – Gli Eserciti dei Santi è uno di questi libri. Leggendolo, fin dall’inizio ti rendi conto che qui qualcosa di diverso c’è’: cerchi subito di trovare elementi familiari, ma ti rendi conto che per quanto alcuni nomi siano presenti, non hanno niente a che fare con la loro comune accezione, bensì fanno parte di una struttura logica nuova e internamente coerente – il che ti spinge a volerla capire di più e immergerti. Dopo le prime 50 pagine ti scordi completamente di Tolkien, e hai pure la sensazione che l’autore non l’abbia mai letto.

La premessa di base è che ogni famiglia nobile abbia uno spirito custode, il quale cerca di guidare le persone sotto la sua protezione, e la cui forza è legata alla forza e storia della casata. Il libro si concentra sulla storia di 3 generazioni della famiglia Cavalcanti, nel mezzo del medioevo italiano – ma il vero protagonista e’ il loro spirito custode, Kabal (da Kaballicantes, o Cavalcanti).
Kabal è il vero protagonista del libro, e le vicende spirituali sono molto più interessanti di quelle umane (chiedo perdono a chi invece è più interessato all’aspetto storico, che è gestito in maniera eccelsa – tutti i dettagli sono estremamente ben ricercati, e l’apparizione di certe figure storiche sicuramente sarà eccitante per chi è appassionato del periodo).
Ma torniamo al perché trovo questo nuovo e innovativo “sistema” così bello.
1. Si capisce subito che ci sono delle regole che governano il mondo degli spiriti, e come gli spiriti interagiscono con gli umani. Niente è lasciato a una vaga e non chiara spiegazione. Avendo capito questo, il lettore curioso subito si lancia a cercare di indovinare quali siano queste regole (cosa succede quando due persone di casate diverse si sposano – chi diventa lo spirito custode? Cosa succede quando una casata si divide in due rami?). E un lettore intelligente può essere ricompensato con il vedere la sua ipotesi confermata, 100 pagine dopo. Non ci sono Deus Ex Machina, solo elementi che non sono ancora stati spiegati, ma dopo la spiegazione hanno perfettamente senso.
2. Gli spiriti sono molto limitati sotto certi aspetti – e ciò li rende interessanti. Non hanno controllo perfetto dei membri della loro famiglia, molti di loro sono dei pessimi combattenti.
3. Invece dei lanciarsi a spiegare 100 cose nuove, l’autore introduce pochi elementi alla volta, e poi procede a spiegarli in dettaglio attraverso narrazione o implicazione, per poi far vedere come si collegano alle altre cose. In questo modo evita che il lettore diventi disinteressato, dopo l’ennesimo elemento nuovo non ben spiegato.
Tutto sommato, un libro eccelso. Ragione per la mancata stella è che a un certo punto mi sono trovato poco interessato alle vicende umane e i plot romantici dei giovani protagonisti, e volevo andare avanti fino alla prossima apparizione di Kabal. Gusto personale più che altro – (4 stelle su 5)
Sul podio insieme a questo commento, ci sono “L’intelligenza e l’ignoranza“, senz’altro uno dei più divertenti, e il recente “Le due anime della Storia” di Manuel Piredda. Voglio però ringraziare tutti i lettori che dopo aver letto il primo volume di Eternal War hanno investito del tempo per comunicarmi i loro feedback sulla mia fatica. Non sono mica poche 30 recensioni su Amazon, 9 su Goodreads e altre ancora su Anobii e Kobostore. Grazie mille, siete i migliori!!
Un saluto e un abbraccio stretto, spero di vedervi presto!
stranimondi

L’anima degli Eserciti dei Santi – GIVEAWAY!

Ciao a tutti! 
Le recensioni continuano a susseguirsi e con mia grande gioia i lettori manifestano il proprio apprezzamento su blog letterari, siti privati e social network a tema libri. Per manifestare il mio apprezzamento e incoraggiare questa bellissima tendenza, in accordo con Acheron Books ho deciso di indire un GiveAway di Eternal War – Gli Eserciti dei Santi
Guelfi fiorentini sotto assalto (diorama di Marco Venturi)
Il premio 
In palio per questo gioco metterò una copia cartacea del romanzo in brossura (formato PoD), con firma, dedica personalizzata e uno speciale commento cinico di Kabal riguardo un argomento a vostra scelta o, nel caso vogliate fare un regalo, anche su un argomento a caso
Come si partecipa
Per partecipare è sufficiente scrivere un commento personale a Eternal War sulla pagina Amazon dell’ebook, oppure su quella del libro cartaceo (a seconda che abbiate acquistato l’ebook o il PoD su Amazon; altrimenti, vanno bene entrambi). Il commento deve essere ben argomentato e sincero; non è necessario possedere competenze di storia o di critica letteraria, bensì la capacità di trasmettere le emozioni, sensazioni e riflessioni suscitate dalla lettura di EWgEdS. In altre parole, vincerà chi secondo noi avrà meglio catturato l’anima del romanzo (per usare un’espressione di Chiaranima).
Giudici del gioco saremo io e il mio editor, Adriano Barone. Se qualcuno avesse già scritto un commento su Amazon, è sufficiente che mi avverta di voler partecipare al GiveAway segnalando il proprio commento entro la data di scadenza. Per farlo, può scrivere in coda a questo post, sulla mia pagina Facebook o via messaggio privato su Facebook.
Cavalleria ghibellina all’assalto a Montaperti (diorama di Marco Venturi) 
Tempistiche
Il GiveAway avrà termine il 31 luglio alle ore 23:59 (vedi Edit), di conseguenza verranno considerati in gioco solo i commenti pubblicati su Amazon entro quella data. Il vincitore verrà comunicato nei giorni successivi. 
EDIT: vista la mia collaborazione in veste di Guest Star con Minuti Contati, (come descritto in questo post) il tempo utile per il Giveaway viene prolungato fino al giorno 15 settembre alle ore 23:59!

Buona estate a tutti! 

Pubblicazione EW-Gli Eserciti dei Santi

Ciao a tutti!
Un post per aggiornare chi mi segue sulla pubblicazione della mia ultima fatica, Eternal War – Gli Eserciti dei Santi.

Siccome da oggi è disponibile la versione cartacea in Print on Demand, ne approfitto per tirare le somme dei primi venti giorni di vita del romanzo su Amazon, esclusivamente in formato ebook. Ebbene, durante la prima settimana le vendite sono state altissime, al punto che il libro ha raggiunto le prime posizioni delle categorie “fantasy” (è stato a un passo alla top ten, sgomitando con Martin e Collins!) e “narrativa storica” (qui è arrivato in settima posizione!) Mentre nella classifica assoluta di Amazon, che comprende tutti i generi e i formati, cartaceo incluso, l’ho visto con orgoglio alla 316a posizione, ma qualcuno riferisce di averlo visto addirittura in area 200.

Ovviamente, questo boom iniziale non è durato a lungo: dopo una prima settimana di su e giù nelle prime 2000 posizioni (a fronte di un catalogo Amazon di più di un milione di titoli, a quanto afferma il sito), e una seconda settimana a oscillare tra la 3 e la 7000esima, il titolo è poi sceso progressivamente fino a stabilizzarsi intorno alla 20.000esima posizione.
Io ho pochissima esperienza in fatto di classifiche, ma ascoltando un po’ di pareri in giro e considerando che Acheron è una realtà abbastanza piccola, che esiste da soli sei mesi e ha un seguito ancora ristretto, e considerando soprattutto che nel genere fantasy non avevo praticamente nessun lettore fino a questo momento, si tratta di un risultato di vendita che definirei molto incoraggiante!
Stiamo parlando dei soli utenti Amazon: non appena l’editore renderà disponibile l’ebook anche sulle altre piattaforme e sul sito di Acheron Books, mi auguro che il circolare della voce permetta a EWgEdS di raggiungere altri lettori!
Ma se le vendite di queste prime settimane sono promettenti, i feedback di gradimento sono proprio su un altro livello!

I commenti sono pazzeschi. Ogni volta che ne arriva uno nuovo, mi migliora subito l’umore! Li potete sfogliare cliccando qui. Ci altri miei lavori online, per chi volesse fare un confronto: ASAP, Le Colpe dei Padri, le antologie… la media di stelline è sempre stata piuttosto favorevole, ma nessuna mia storia ha mai ricevuto un’accoglienza calda come quella di EWgEdS. Mi ha fatto un piacere immenso leggere nelle recensioni di aver raggiunto esattamente gli scopi narrativi che mi ero prefissato, e mi hanno addirittura commosso le parole di uno scrittore che è stato tra i miei punti di riferimento negli ultimi anni, e non solo sul piano della narrativa. Sto parlando di Luca Tarenzi, portabandiera dell’urban fantasy italiano, che a EWgEdS ha fatto da illustre gamma reader, e che più di tutti ha creduto nelle potenzialità di questa storia, al punto da arrivare scrivere questo sul suo wall di Facebook. Non ci sono parole per ringraziare.
Ma penso che la buona partenza di EWgEdS sia stata favorita anche dalle recensioni dei blogger e dei lettori che avevano optato per il pre-buy (numeri peraltro non conteggiati da Amazon), che alla data di uscita avevano già iniziato a comparire sul web permettendo ad altri potenziali lettori di cominciare a considerare l’acquisto. Ci sono state anche menzioni ed esortazioni alla lettura, da Fantasy Magazine a Vaporteppa. Che altro dire? Spero che il libro continui su questa rotta, che possa intrattenere e coinvolgere sempre più persone.
Sono arrivati anche i segnalibri con il QR code!

Alcuni ringraziamenti speciali:

  • Gabriele Zweilawyer, editor, autore e cultore storico di ferrea preparazione conosciuto di recente, per avermi segnalato un anacronismo nella preview di EWgEdS  sopravvissuto alle varie stesure e revisioni. Alcuni ringraziamenti speciali.
  • Timoty Horgan, giovane e talentuoso scrittore australiano, per aver accettato a scatola chiusa di fungere da beta reader supplementare alla versione inglese del romanzo, e avermi dato consigli eccellenti. Thank you Tim, you’re the best!
  • A tutti i lettori che hanno sostenuto il libro con l’entusiasmo, le recensioni e il passaparola: questi rimangono senza dubbio i migliori strumenti per far vivere una storia. Un abbraccio speciale a Stefano Cariddi per la dedizione, gli incoraggiamenti e la condivisione di idee.
Per ora è tutto, buone letture e che il vostro Ancestrarca vi guidi!

Anticipazioni: Eternal War – gli Eserciti dei Santi

Dopo l’anteprima del Cartoomics 2015, è arrivato il momento di dare qualche anticipazione in più sul mio nuovo romanzo, la cui pubblicazione è imminente! Partiamo con qualche informazione sparsa:
Titolo: Eternal War – Gli Eserciti dei Santi
Titolo inglese: Eternal War – Armies of Saints
Editore: Acheron Books
Lunghezza della versione italiana: 333k caratteri (circa 185 pagine), pilota autoconclusivo.
Genere: Historic fantasy
Ambientazione: Toscana e Roma XIII secolo; Lande dello Spirito
Pubblicazione: giugno 2015
Anteprima gratuita: Link
Acquistalo su Amazon: Link

Pitch in tre righe

Eternal War: Gli Eserciti dei Santi è un historic fantasy con protagonista il politico-poeta Guido Cavalcanti: magia, ambizione e creature sovrannaturali si mescolano con le tensioni della Firenze del XIII secolo, nell’immortale cornice storica della Divina Commedia di Dante Alighieri

Un fantasy storico?

La battaglia di Montaperti

Sì. Eventi reali plasmano e sostengono questa storia: si parte dalla celebre battaglia di Montaperti del 1260 e si arriva a un’altra battaglia cruciale, quella di Campaldino del 1289. Entrambi questi eventi bellici videro contrapposte le fazioni dei guelfi e dei ghibellini di Firenze, con varie altre città schierate a sostegno dell’una e dell’altra parte (sulla cornice storica, scriverò a breve un articolo sul blog di Acheron Books). Rivalità tra fazioni, guerra e politica medievale; potrebbe sembrare evidente la somiglianza con il mio primo libro, il romanzo storico Le colpe dei padri. In realtà le somiglianze sono del tutto superficiali: benché la Storia e la letteratura medievale abbiano un certo peso anche qui, questa volta l’aspetto che ho messo al primo posto è invece il Sense of Wonder. In questo romanzo la magia esiste oltre ogni dubbio, è ovvia e attiva, è una magia intessuta di miracologia cristiana, psicologia e superstizione – un po’ come lo era per gli uomini e le donne del medioevo. Gli esseri umani sono l’oggetto di questa narrazione, ma i soggetti veri sono gli…


Ancestrarchi
Un Ancestrarca è un essere nascosto. Un plurisecolare burattinaio di anime, legato a una specifica famiglia umana. Dalle Lande dello Spirito questo “custode” manovra per i propri scopi gli uomini e le donne della sua stirpe, che non si rendono conto né della sua esistenza né tantomeno di esserne manipolati. Gli Ancestrarchi discendono dai Penati della mitologia romana e sono i responsabili degli schemi di comportamento ereditari, dei vizi e delle virtù famigliari, di tutti quei traumi che superano il confine di una generazione e obbligano i figli a ripetere le stesse azioni e gli stessi errori dei genitori. Ma non voglio anticipare troppo, sennò vi toglierei il piacere di leggerlo (per chi non ce la fa ad aspettare, è già disponibile un’anteprima online).
Essendo una storia su commissione, non si può parlare degli Eserciti senza parlare della realtà editoriale all’interno della quale è stato concepito, e di cui ho già fatto qualche accenno qui e là in altri post del blog.


L’editore e la sua scuderia

Il logo di Acheron Books

Acheron Books è una start-up, presente sul mercato da pochi mesi. Si tratta di una realtà innovativa e ambiziosa, che si prefigge nientemeno che di diffondere nel mondo la migliore narrativa fantastica made in Italy uscendo dalle meccaniche discutibili della grande editoria. Per raggiungere questo obiettivo ha radunato da un lato elementi blasonati del fantasy, il pulp e l’horror nostrano, come Luca Tarenzi, Davide Mana Samuel Marolla; dall’altro, scommette anche su alcuni scrittori alle prime esperienze come Alessio Lanterna e il sottoscritto. 


La mission

Il vivaio nostrano della narrativa fantastica boccheggia. Viviamo in una grave condizione di esterofilia: gli autori italiani vendono una frazione ridicola di quanto vendono gli stranieri. Colpa della mancanza di idee originali? Della mancanza di talento? Acheron è convinta che più che degli autori, la colpa sia della triste situazione del mercato tradizionale. Per questa ragione non è sulle piazze italiane che si punta con questo progetto, ma su quelle mondiali in lingua inglese. Tutti i libri Acheron, incluso il mio, vengono tradotti e pubblicati in doppia lingua in formato digitale (per i fanatici della carta, c’è il comodo Print on Demand).

Fantasy italiano

Riducendo in dieci righe un argomento che richiederebbe almeno cento pagine (spero mi perdonerete per questo), quando Tolkien fondò l’epica che consacrò il genere fantasy, fece sostanzialmente un’operazione di recupero e rielaborazione culturale: folklore e suggestioni della letteratura antica della sua terra furono rivitalizzate e infuse di contenuti e morali nuove, adatte ai suoi tempi e ai suoi lettori. Bizzarramente, quando gli autori di mezzo mondo presero a scrivere fantasy sull’onda di Tolkien, invece di recuperare ciascuno la propria tradizione fantastica tutti si accalcarono a riciclare i draghi, gli elfi e i nani del nord Europa del professore di Oxford.
Geralt, protagonista del celebre videogioco tratto da The Witcher

Ora, questo è uno degli aspetti che più apprezzo e in cui credo maggiormente del progetto editoriale Eternal War – gli Eserciti dei Santi: da me in poi, tutti gli autori Acheron vengono infatti invitati a elaborare storie fantastiche italiane, approfittando dello sconfinato patrimonio storico, folklorico e immaginifico legato all’Italia, da Omero a Calvino passando per Apuleio, Dante, Ariosto, Tasso, Collodi e tanti altri. Altrove questo processo ha funzionato bene anche in tempi vicini a noi: Andrzej Sapkowski più di tutti ha dimostrato che questa strada è praticabile e può portare addirittura a un successo commerciale mondiale (mai sentito parlare di The Witcher?). Resta da verificare se Acheron abbia fatto bene o meno a riporre la sua fiducia in me e nel mio Eternal War.
di cui fa parte

Io lo spero. 
Spero con tutto me stesso che questo romanzo riuscirà a superare lo scoglio granitico dell’indifferenza del web e creare quel passaparola che è l’arma più potente tanto per i lettori quanto per gli scrittori. Spero di sorprendere e intrattenere chi prenderà in mano il mio libro, spero di regalargli la meraviglia che si prova osservando qualcosa di familiare da un altro punto di vista. Insomma, spero tanto di essere all’altezza di questa occasione: è una di quelle che non capitano spesso, nella vita. 
Io voglio crederci. 
Buone letture a tutti, un abbraccio!

Dopo l’esordio – i prossimi passi

Ci si immagina sempre uno scrittore come una creatura pensosa e un po’ fuori di testa, incline a perdersi in riflessioni sul presente, sul passato… e il futuro.

Nel corso dell’ultimo anno, molte cose sono cambiate per me. Pubblicare un romanzo, il primo romanzo, è diverso rispetto a pubblicare racconti in antologie, per quanto prestigiose. Molto diverso.
Per me è stato un battesimo del fuoco, l’inizio di un viaggio di cui avevo nozioni quasi solo teoriche; qualcosa di ciò che sapevo ha avuto conferma, qualcosa invece è stato smentito, molto di ciò che era nebuloso è diventato brutalmente chiaro. Condividere queste lezioni con gli amici e le amiche che condividono il mio sogno è uno dei motivi principali per cui ho aperto questo blog, e per cui conduco le mie attività di tutor di un corso universitario di scrittura e moderatore di un forum per aspiranti scrittori.

Ma ci sono anche domande a cui devi risponderti da solo, amico aspirante scrittore. E naturalmente, ci sono domande a cui non riuscirai a rispondere mai. La gente chiede a uno scrittore “perché scrivi?” senza accorgersi che è una domanda simile a “perché hai sposato tua moglie?”, ovvero qualcosa di dannatamente confidenziale e che non si presta proprio a una risposta di due parole, che non sia “per amore”.

Però.
Pubblicare il primo romanzo significa realizzare un sogno. Si parla di passione e di auto realizzazione; per qualcuno questo ha una sfumatura romantica, per altri goliardica, per altri ancora agonistica; ma tutti, con il primo romanzo, sono convinti di dimostrare il proprio valore al mondo. Il dopo, è un’altra questione. La prospettiva cambia radicalmente quando il successo e l’entusiasmo per l’uscita del primo romanzo si esauriscono; è fisiologico che succeda, come è successo a me.

Giuseppe Culicchia, nel suo divertente libro “E così vorresti fare lo scrittore?”, dice che in questa fase delicata lo scrittore si trasforma da Brillante promessa a Solito stronzo, uno status che gli rimarrà incollato fino alla tarda età, in cui diventerà Venerato maestro.
Una volta acquisito lo status di Solito stronzo, la prima domanda naturalmente è:

Voglio andare avanti a scrivere, ora che mi sono tolto lo sfizio e ho visto di che si tratta?

Nel mio caso, la cosa non è nemmeno in discussione: scrivere è il sogno della mia vita, e ne sono convinto ora più che mai.

Ma che tipo di scrittore vuoi essere?

Ecco, qui cominciano i problemi. Sì, perché il secondo romanzo sarà quello che determinerà l’etichetta con cui l’autore dovrà convivere per il resto della sua vita (insieme a quella di Solito stronzo). Continuerà sulla scia del primo romanzo, oppure tenterà qualcosa di completamente diverso? Non è una scelta che diventi più semplice con il confronto con gli altri: Culicchia avverte che entrambe le vie condurranno alla stessa dose di critiche, lamentele e problemi.

Quanto a me…
Da ragazzino sognavo di scrivere romanzi fantasy. Crescendo ho conosciuto un mondo molto più vasto, complesso e sfaccettato di quanto mi aspettassi, e ho scelto di mettere in discussione le mie priorità. Per prima cosa mi sono concentrato sul formato del racconto, che mi ha insegnato a scrivere meglio, poi ho tentato molti generi letterari, sia in voga che di nicchia, per imparare ad ascoltare il lettore e capire cosa vuole dalle storie, cosa non sa di volere e cosa crede di volere. Quando è stato il momento di scegliere che tipo di romanzo d’esordio scrivere, non ho scelto il fantasy ma la narrativa storica. Spesso me ne chiedono il perché, e io non ne faccio mistero: il motivo è che si trovava alla convergenza tra l’arco delle mie passioni personali e quello dell’opportunità di mercato.

Uno scrittore non deve mai smettere di sognare, ma deve sognare con i piedi per terra.

A posteriori posso forse rimpiangere di non aver scelto un differente corso di studi universitari, ma sono pienamente soddisfatto di aver esordito con “Le colpe dei padri” e non con un romanzo di narrativa fantastica. Le Colpe mi ha dato enormi soddisfazioni sotto molti punti di vista, mi ha messo alla prova e, cosa non trascurabile, mi ha dato un grado di successo e notorietà non comune tra gli esordienti della mia età. E sono piuttosto sicuro che un risultato del genere sarebbe stato molto, molto più difficile da raggiungere se avessi assecondato il mio antico impulso.

Ma ora che bisogna mettersi a fare sul serio, non voglio nemmeno dimenticare quella parte profonda, sincera e squisitamente fanciullesca di me che mi ha dato l’energia e lo stimolo per diventare scrittore. Non voglio tradire né sconfessare quella parte che si ricorderà per sempre la meraviglia alla vista dei dardi di fuoco azzurro che saettavano dalle dita di Allanon ne “La spada di Shannara”, al bagliore invincibile della Spada del Sole in “Lupo Solitario”, alla rigida tenebra che albergava nell’inquisitore Eymerich di Valerio Evangelisti, ai mondi complessi e geniali costruiti da George Martin e Terry Pratchett…

È il principale motivo per cui il mio secondo romanzo è un fantasy. Un fantasy storico, per la precisione, intessuto di cultura e ambientato nella Firenze del Duecento, con protagonista il poeta, politico e guerriero Guido Cavalcanti e lo spirito custode della sua famiglia; tra i personaggi storici in azione non poteva ovviamente mancare Dante Alighieri.
Di questo romanzo, terminato a novembre 2014 e attualmente in fase di traduzione, parlerò diffusamente in un prossimo post di anticipazioni.

Torniamo a Le colpe dei padri. Alcuni dei lettori se ne sono resi conto: per suoi personaggi e gli eventi storici di cui parla, si presta naturalmente per avere un seguito, che mostri la vita dei personaggi e dei fatti successivi al 1329. A essere sincero, una parte di me desiderava fin dall’inizio che “Le Colpe” fosse il primo volume di una trilogia dedicata alla Lombardia in quel turbolento arco di anni che andava dal 1325 al 1339. Tuttavia, esordire con un romanzo dal finale aperto comportava parecchi rischi.
Senz’altro occorre avere ottimismo e fiducia in quello che si fa, ma non per questo si può essere ingenui. Come in tutti i campi, occorre considerare che le cose potrebbero non funzionare come si vorrebbe:

Cosa sarebbe successo se io, un esordiente allo sbaraglio, avessi scritto un romanzo aperto e l’avessero letto in pochi? Se dopo le solite cento, centocinquanta copie comprate da amici e parenti, il libro si fosse arenato senza destare interesse nel pubblico degli sconosciuti (che è il pubblico vero), a chi sarebbero serviti i due libri successivi? Al mio ego? Avrei dovuto piantare una storia a un terzo, lasciarla incompleta, e ci sono un milione di buoni motivi per cui questa cosa non si fa. Primo fra tutti, il rispetto per il lettore.
Quindi occorre essere cauti. Ecco che ritorna uno dei miei motti:

Uno scrittore non deve mai smettere di sognare, ma con i piedi per terra.

Come ho resistito all’impulso del fantasy, ho resistito anche a quello della trilogia. Ho quindi impostato “Le Colpe” come un romanzo autoconclusivo che però non risolve alcuni dei misteri emersi e lascia aperte le vicende dei personaggi a successivi sviluppi. In questo modo, se in pochi avessero apprezzato il romanzo, avrei potuto fermarmi lì e passare ad altro; se invece fosse andato bene, avrei potuto scrivere un seguito.

Ebbene, dopo nove mesi dall’uscita i risultati parlano da soli: è appena partita la quarta ristampa del romanzo, e il gradimento il supporto e l’entusiasmo del pubblico è stato davvero incoraggiante; l’ultima, emozionante conferma è stata la lettera che ho ricevuto dalla giornalista e scrittrice storica Gabriella Magrini, che ho pubblicato con il suo permesso alcuni giorni fa.

Quindi ormai è ufficiale: proprio in questi giorni, esaurita la fase di documentazione, sto per iniziare a scrivere il seguito de “Le Colpe”! Gli aggiornamenti a riguardo verranno postati sul blog dedicato, ma posso già dirvi che non vedo l’ora di gettarmi di nuovo a capofitto nel medioevo e accompagnare i miei personaggi in una nuova, grandiosa avventura.

Buone letture, gente!