Anticipazioni: Eternal War – gli Eserciti dei Santi

Dopo l’anteprima del Cartoomics 2015, è arrivato il momento di dare qualche anticipazione in più sul mio nuovo romanzo, la cui pubblicazione è imminente! Partiamo con qualche informazione sparsa:
Titolo: Eternal War – Gli Eserciti dei Santi
Titolo inglese: Eternal War – Armies of Saints
Editore: Acheron Books
Lunghezza della versione italiana: 333k caratteri (circa 185 pagine), pilota autoconclusivo.
Genere: Historic fantasy
Ambientazione: Toscana e Roma XIII secolo; Lande dello Spirito
Pubblicazione: giugno 2015
Anteprima gratuita: Link
Acquistalo su Amazon: Link

Pitch in tre righe

Eternal War: Gli Eserciti dei Santi è un historic fantasy con protagonista il politico-poeta Guido Cavalcanti: magia, ambizione e creature sovrannaturali si mescolano con le tensioni della Firenze del XIII secolo, nell’immortale cornice storica della Divina Commedia di Dante Alighieri

Un fantasy storico?

La battaglia di Montaperti

Sì. Eventi reali plasmano e sostengono questa storia: si parte dalla celebre battaglia di Montaperti del 1260 e si arriva a un’altra battaglia cruciale, quella di Campaldino del 1289. Entrambi questi eventi bellici videro contrapposte le fazioni dei guelfi e dei ghibellini di Firenze, con varie altre città schierate a sostegno dell’una e dell’altra parte (sulla cornice storica, scriverò a breve un articolo sul blog di Acheron Books). Rivalità tra fazioni, guerra e politica medievale; potrebbe sembrare evidente la somiglianza con il mio primo libro, il romanzo storico Le colpe dei padri. In realtà le somiglianze sono del tutto superficiali: benché la Storia e la letteratura medievale abbiano un certo peso anche qui, questa volta l’aspetto che ho messo al primo posto è invece il Sense of Wonder. In questo romanzo la magia esiste oltre ogni dubbio, è ovvia e attiva, è una magia intessuta di miracologia cristiana, psicologia e superstizione – un po’ come lo era per gli uomini e le donne del medioevo. Gli esseri umani sono l’oggetto di questa narrazione, ma i soggetti veri sono gli…


Ancestrarchi
Un Ancestrarca è un essere nascosto. Un plurisecolare burattinaio di anime, legato a una specifica famiglia umana. Dalle Lande dello Spirito questo “custode” manovra per i propri scopi gli uomini e le donne della sua stirpe, che non si rendono conto né della sua esistenza né tantomeno di esserne manipolati. Gli Ancestrarchi discendono dai Penati della mitologia romana e sono i responsabili degli schemi di comportamento ereditari, dei vizi e delle virtù famigliari, di tutti quei traumi che superano il confine di una generazione e obbligano i figli a ripetere le stesse azioni e gli stessi errori dei genitori. Ma non voglio anticipare troppo, sennò vi toglierei il piacere di leggerlo (per chi non ce la fa ad aspettare, è già disponibile un’anteprima online).
Essendo una storia su commissione, non si può parlare degli Eserciti senza parlare della realtà editoriale all’interno della quale è stato concepito, e di cui ho già fatto qualche accenno qui e là in altri post del blog.


L’editore e la sua scuderia

Il logo di Acheron Books

Acheron Books è una start-up, presente sul mercato da pochi mesi. Si tratta di una realtà innovativa e ambiziosa, che si prefigge nientemeno che di diffondere nel mondo la migliore narrativa fantastica made in Italy uscendo dalle meccaniche discutibili della grande editoria. Per raggiungere questo obiettivo ha radunato da un lato elementi blasonati del fantasy, il pulp e l’horror nostrano, come Luca Tarenzi, Davide Mana Samuel Marolla; dall’altro, scommette anche su alcuni scrittori alle prime esperienze come Alessio Lanterna e il sottoscritto. 


La mission

Il vivaio nostrano della narrativa fantastica boccheggia. Viviamo in una grave condizione di esterofilia: gli autori italiani vendono una frazione ridicola di quanto vendono gli stranieri. Colpa della mancanza di idee originali? Della mancanza di talento? Acheron è convinta che più che degli autori, la colpa sia della triste situazione del mercato tradizionale. Per questa ragione non è sulle piazze italiane che si punta con questo progetto, ma su quelle mondiali in lingua inglese. Tutti i libri Acheron, incluso il mio, vengono tradotti e pubblicati in doppia lingua in formato digitale (per i fanatici della carta, c’è il comodo Print on Demand).

Fantasy italiano

Riducendo in dieci righe un argomento che richiederebbe almeno cento pagine (spero mi perdonerete per questo), quando Tolkien fondò l’epica che consacrò il genere fantasy, fece sostanzialmente un’operazione di recupero e rielaborazione culturale: folklore e suggestioni della letteratura antica della sua terra furono rivitalizzate e infuse di contenuti e morali nuove, adatte ai suoi tempi e ai suoi lettori. Bizzarramente, quando gli autori di mezzo mondo presero a scrivere fantasy sull’onda di Tolkien, invece di recuperare ciascuno la propria tradizione fantastica tutti si accalcarono a riciclare i draghi, gli elfi e i nani del nord Europa del professore di Oxford.
Geralt, protagonista del celebre videogioco tratto da The Witcher

Ora, questo è uno degli aspetti che più apprezzo e in cui credo maggiormente del progetto editoriale Eternal War – gli Eserciti dei Santi: da me in poi, tutti gli autori Acheron vengono infatti invitati a elaborare storie fantastiche italiane, approfittando dello sconfinato patrimonio storico, folklorico e immaginifico legato all’Italia, da Omero a Calvino passando per Apuleio, Dante, Ariosto, Tasso, Collodi e tanti altri. Altrove questo processo ha funzionato bene anche in tempi vicini a noi: Andrzej Sapkowski più di tutti ha dimostrato che questa strada è praticabile e può portare addirittura a un successo commerciale mondiale (mai sentito parlare di The Witcher?). Resta da verificare se Acheron abbia fatto bene o meno a riporre la sua fiducia in me e nel mio Eternal War.
di cui fa parte

Io lo spero. 
Spero con tutto me stesso che questo romanzo riuscirà a superare lo scoglio granitico dell’indifferenza del web e creare quel passaparola che è l’arma più potente tanto per i lettori quanto per gli scrittori. Spero di sorprendere e intrattenere chi prenderà in mano il mio libro, spero di regalargli la meraviglia che si prova osservando qualcosa di familiare da un altro punto di vista. Insomma, spero tanto di essere all’altezza di questa occasione: è una di quelle che non capitano spesso, nella vita. 
Io voglio crederci. 
Buone letture a tutti, un abbraccio!

Perché le case editrici GRANDI pubblicano libri BRUTTI?

L’editoria tradizionale è in crisi nera, il mercato librario è in forte contrazione, in Italia si legge poco e male. Perché?

“Colpa della televisione” dice Tizio.
“Colpa dei videogiochi, di internet, degli smartphone e degli ebook.” dice Caio.
“Colpa dei politici, che danno risalto a cose frivole per distrarci dalle cose gravi” dice mio cuggino.

Avete dato un’occhiata ai libri di autori italiani che affollano le grandi librerie? Avete notato che quelli mediocri e insapori (spesso scritti da gente già ben inserita o proveniente dal mondo dello spettacolo o della musica, che non ha nulla a che fare con la scrittura) si prendono sempre più spazio sugli scaffali, mentre i libri di qualità tendono a scomparire?

Aveva ragione mio cuggino? Dunque è un complotto dei potenti?

No, calma. Sono semplici strategie di marketing. Ci sono degli accorgimenti specifici nella selezione dei libri da proporre al pubblico, è ovvio, ma i principi di base sono gli stessi che guidano la disposizione dei prodotti al supermercato: vicino alle casse alcuni, in cima a scaffali remoti altri.

Bisogna partire da un assunto molto importante, una cosa su cui forse non vi eravate mai soffermati a pensare. Che si tratti di libri di attualità, di narrativa o quant’altro, in libreria i prodotti più sbandierati non sono i più buoni o i più freschi: sono quelli che hanno più probabilità di essere presi in mano da coloro che erano venuti in libreria a cercare altro.
Fermatevi un attimo e rileggete questa frase, perché è davvero importante.

Ecco un ragionamento tipico e casuale di una persona appena entrata in libreria.
“Chissà dov’è il reparto di cura degli animali domestici… oh guarda, il cantante che mi piace tanto ha scritto un libro! Quasi quasi per Natale lo regalo alla mia amica, anche lei ama quel cantante.”

Un esempio a caso

Ragioniamo così, è vero o no?
E così, quel libro lo comprate. E date un’occhiata anche al libro che gli sta di fianco, in super sconto: ce ne sono almeno cento copie, impilate a elica uno sopra all’altro. Che spettacolo! Ne avete sentito parlare in TV: ha una bella copertina, sarebbe un regalo ideale per vostra zia, da cui andrete a cena proprio settimana prossima. Però, ecco, più di due libri in una volta non potete mica permetterveli, con questa crisi… In effetti il libro che stavate cercando lo potrete sempre prendere un’altra volta, o magari farvelo prestare da qualcuno.

Ecco fatto: avete appena completato la catena di ragionamenti incriminata.
Senza accorgervene, avete appena contribuito all’anti-meritocrazia dei libri in libreria.

Aprite il vostro profilo di Facebook. Scrivete uno status interessante e arguto, su un argomento che vi sta a cuore. Riceverete dieci o venti like; il doppio sarà un grande successo. Se la stessa frase la scrivesse un calciatore, in un’ora ne riceverebbe varie decine di migliaia.
Questa cosa vi stupisce? A me no.
Ora preparatevi, perché state per scoprire la risposta alla domanda per la quale avete aperto questo articolo. Forse vi capiterà una di quelle strane sensazioni, in cui una parte di voi dirà “porca miseria, è vero!” e contemporaneamente un’altra “grazie al piffero, è una cosa ovvia”. In ogni caso tenetela in mente, perché per quanto banale è una realtà potente.

In Italia i libri vengono creati, distribuiti e pubblicizzati con lo stesso criterio di un post su Facebook. Le vendite sono come i like: il 95% non vengono mobilitate dalla qualità intrinseca del libro, ma dalla sua appetibilità superficiale, la sua capacità di attrarre. Il fattore più importante è il nome dell’autore, e ai fini del successo è del tutto ininfluente che il libro sia bello, o che l’autore abbia a che fare con i libri. 

Pensate alle grandi librerie di catena un po’ come al wall Facebook dell’Italia.
Ogni prodotto è pensato, gerarchizzato e proposto come un post di FB, perché le case editrici si sono accorte da tempo che noi siamo sostanzialmente superficiali. Non possiamo lamentarci se quattro volte su cinque, questi “best seller” di celebrità italiane si rivelano libri mediocri o peggio. Se ne accorgono invece all’estero, dove il nostro mercato indigeno è considerato povero (una piazza golosa per i loro libri in traduzione); inconsciamente forse ce ne accorgiamo anche noi, visto che quando si parla di prodotti culturali siamo una delle nazioni più esterofile dell’intero Occidente.

Come spesso accade, la colpa è nostra e non ce ne accorgiamo. Molti tra autori e lettori danno la colpa alle case editrici; ma in questa crisi gli editori non fanno altro che analizzare il mercato e cercare di adattarvisi al meglio delle loro possibilità. Per non colare a picco. E il modo in cui lo fanno è prima di tutto selezionare i libri che meno probabilmente saranno un flop di acquisti: i pochissimi soldi che avanzano nel loro budget vengono poi impiegati per dotarli di belle copertine, recensioni positive sui giornali e spazio mediatico ovunque possibile.
Chiedete a un qualsiasi professionista (onesto) del grande mondo editoriale se sia vero che il criterio odierno è questo. Non vi dirà né sì né no, ma allargherà le braccia e sospirerà: “Questione di sopravvivenza.”

Ma allora come si esce da questa situazione? Come si può invertire questa tendenza? E, nel nostro piccolo, come facciamo a essere sicuri che il romanzo italiano che stiamo per comprare valga il nostro tempo e i soldi dell’acquisto, in mezzo a questa marea di ciofeche luccicanti?
In realtà non è così difficile. Basta seguire alcuni semplici accorgimenti.

  1. Guardate con sospetto le proposte troppo sbandierate: se un autore italiano è in pole position in libreria senza essere già stato autore di un capolavoro, allora al 99% non è lì per merito suo, soprattutto se è già famoso o se appartiene al mondo della politica o dello spettacolo. Giorgio Faletti è l’eccezione (almeno secondo qualcuno); sicuramente non è la regola. 
  2. Oltre a Facebook, createvi un account su siti come Anobii o Goodreads, che vi suggeriscono letture mirate sui vostri gusti semplicemente confrontando con il loro database i voti che avete dato ai libri che vi sono piaciuti di più in passato. Quando un libro vi piace, commentatelo ovunque potete; questo è molto più importante di quanto si pensi normalmente.
  3. Il passaparola di amici che hanno gusti simili ai vostri è (e resterà sempre) uno dei sistemi più affidabili. Inoltre, i blog letterari abbondano: cercate quelli con cui vi sentite in sintonia e fidatevi del giudizio e dei consigli che vi daranno i blogger. 
  4. Cercate di resistere agli acquisti superficiali in libreria. Non è questione di avere la puzza sotto il naso, è questione di conoscere i fattori per cui vi vengono proposti. Ora, quanto sto per dirvi ha diecimila eccezioni e andrebbe sicuramente valutato caso per caso, ma se una grande libreria cerca di convincervi a comprare un libro di un italiano (con fascette gialle roboanti o pile di libri alte come totem, gadget, sconti o quant’altro), ci sono buone possibilità che non sia un libro adatto a un lettore esigente. Le librerie sanno che i lettori che cercano i libri belli non hanno bisogno di essere convinti a comprarli, perché li compreranno in ogni caso, quindi spingono quelli più popolari, nella speranza di agganciare coloro che leggono poco e hanno gusti semplici.
  5. Se leggete un libro che vi fa dire: “Oh, questo sì che è bello davvero!”, compratene un’altra copia e mettetela da parte per regalarlo alla prima occasione. Non aspettate che arrivi Natale o il compleanno della vostra amica: la maggior parte dei libri belli purtroppo non diventano best seller, e solo i best seller restano a lungo sugli scaffali. Con il vostro secondo acquisto, inoltre, starete dando un diretto contributo al successo di un bel libro.
  6. Non abbiate timore di ordinare un libro, se non lo trovate in libreria. Spesso i libri belli non sono a scaffale, e il fatto che non siano reperibili non vuol dire affatto che non siano belli. Se volete evitare un viaggio a vuoto, basta fare prima un colpo di telefono. 
  7. (Dulcis in fundo) Considerate di iniziare a leggere ebook: potrete trovarli, acquistarli e leggerli ovunque siate, e siccome la grande editoria ci crede meno che nei libri stampati, le classifiche degli ebook tendono a rispecchiare maggiormente la qualità effettiva rispetto alle classifiche dei libri cartacei. Lo so, lo so: voi preferite i libri fisici. Se non sentite l’odore della carta o la consistenza della pagina non riuscite ad amarlo come un libro “vero”: non preoccupatevi, non siete gli unici: circa il 90% degli italiani la pensano come voi. Credetemi, sono solo schemi mentali dettati dall’abitudine: scommetto che frasi simili erano pronunciate dai viaggiatori in calesse al diffondersi delle automobili. Non dico che dovremmo abbandonare il libro cartaceo, ma che farebbe bene provare anche il libro elettronico. In quasi tutte le nazioni in cui si leggono molti ebook, si legge di più in generale. Non è un caso. Tra le varie ragioni per dare una possibilità a questo misterioso oggetto/non-oggetto, c’è anche il fatto che, senza che voi ve ne accorgiate, l’attaccamento al supporto fisico vi rende più suscettibili alle lusinghe dei libri ad “alto richiamo” di cui si parlava prima, ovvero i libri-come-post-su-facebook.
Nell’ambiente degli autori esordienti o pre-esordienti, molti covano un rancore profondo verso le grandi case editrici per le loro politiche di selezione dei libri da pubblicare.
La trovo una cosa sciocca. Certo, in un mondo perfetto gli autori bravi finirebbero automaticamente col ricevere lo spazio e i lettori che meritano, ma questo mondo non è perfetto e le case editrici devono viverci, così come dobbiamo viverci noi.
Invece di lamentarci, possiamo avviare il cambiamento nella piccola fetta di mondo che compete a noi: non rassegnamoci alla tentazione di incolpare gli altri e cominciamo a risolvere le cose, mostrandoci meno superficiali nei nostri acquisti. Magari saremo solo una goccia nel mare, magari invece saremo la goccia che farà traboccare il vaso, prima o poi.

Buone letture a tutti, e non perdetevi il prossimo post di anticipazione sul mio romanzo fantasy che tra un mese vedrà la luce per Acheron Books!
Un grande abbraccio!

Il romanzo è pubblicato… e adesso?

Le armi promozionali dello scrittore esordiente. 

Sei ancora troppo “piccolo” per avere un vero agente letterario. Però sei bravo.
Ti sei fatto il mazzo sulla tastiera, rincorrendo personaggi e fili di trama. Hai trovato finalmente un editore onesto, che ha creduto in te e ti ha proposto un regolare contratto di edizione. Hai lavorato a contatto con l’editor, stringendo i denti quando le modifiche erano dure da mandare giù. E finalmente ce l’hai fatta: il tuo libro è nel catalogo delle librerie.
E adesso?

Il luogo comune vorrebbe che, da adesso in poi, il tuo lavoro di autore sia finito e che la palla passi all’editore. Bizzarramente, di questo luogo comune sembrano convinti anche parecchi addetti ai lavori (tipicamente, quei privilegiati che lavorano con grandi case editrici, che possono contare su uno specifico ufficio di pubblicità e marketing). Beh, a quanto vedo sedersi e aspettare che il libro diventi un successo non è una scelta furba.

L’autore è parte fondamentale del processo promozionale: nei mesi successivi alla pubblicazione, devi investire il tuo tempo libero e fare del tuo meglio per aiutare la tua creatura a muovere i primi passi. L’editore è senza dubbio la principale figura di riferimento per consigli e organizzazione, ma (salvo casi eccezionali) sarà poi felicissimo se prenderai iniziative personali che non richiedano il suo intervento, e ti ricompenserà in ogni modo che gli sarà possibile. Ma quali sono le armi promozionali dell’intraprendente scrittore?

1) Conquistare una libreria importante

Sii preparato: i piccoli editori raramente si agganciano ai maggiori distributori (Messaggerie Libri, Pde, Cda, Nda), quindi i loro titoli non raggiungono spontaneamente gli scaffali delle grandi librerie, dove si prediligono best-seller e autori più affermati. L’editore deve spesso muoversi in prima persona per persuadere le singole librerie a esporre i propri titoli di punta. Non sempre è sufficiente.
Dove posso comprare il tuo libro?” è la prima domanda a cui tu, autore, devi avere una risposta che non ti faccia vergognare. Sempre nel caso di piccoli editori, la tua risposta base sarà “In alcune librerie della mia zona, e lo puoi anche ordinare via internet o nelle librerie più grandi: in un paio di settimane arriverà.
Strategicamente parlando, questa risposta è molto rischiosa. La gente è pigra, sapere che ordinare il libro è così complicato dissuaderà molti dal comprarlo. Ecco perché è importante avere almeno una grande libreria che esponga il tuo libro a scaffale. E non deve necessariamente occuparsene l’editore: puoi presentarti tu stesso alla libreria con una una scheda libro (che puoi far preparare alla casa editrice) e una demo, e chiedere di parlare con il responsabile degli ordini. A quel punto, proponigli di ospitare il tuo libro nella sua libreria, esponendo qualche buon motivo che ti sarai preparato in anticipo. Punta sul fatto che manderai lì i tuoi amici a comprarlo.
Alcune librerie risponderanno di no prima ancora di aver ascoltato di che si tratta (soprattutto le Mondadori), altre invece potrebbero darti un’occasione e dare un’occhiata alla scheda e alla demo. Ricorda che non sono tenuti ad ascoltarti. Hanno canali specifici per la selezione dei libri: ascoltandoti ti fanno un favore e per questo meritano la tua gratitudine a prescindere dall’esito del tentativo. Se il tuo libro farà una buona impressione, il responsabile potrebbe decidere di ordinarne alcune copie dal distributore. Il numero più comune è 3 (che potranno essere ri-ordinate quando finiranno), ma alcune librerie potrebbero ordinarne 4, 5 o in alcuni casi addirittura 10 o 20.

2) Esistere online

Crea un luogo in cui condividere contenuti, raccogliere i link utili e postare gli aggiornamenti per chi ti segue da lontano. Il tuo spazio può essere specificamente dedicato al libro, oppure a te come autore; può essere un sito web, un blog o una pagina scrittore su FB. O anche ciascuna di queste cose, se riesci. Aggiornali più spesso che puoi.

3) Recensioni, interviste, notizie di pubblicazione

Nel millennio dell’informazione, più si parla di una cosa e più la si fa crescere, ma procurarti notizie di prestigio è difficile: ti richiederà grande impegno e dedizione. Come regola generale, è meglio il poco che il nulla; anche semplici comunicati stampa e notizie di pubblicazione aiutano (un pochino) il tuo libro: non disdegnarli. Quanto alle recensioni, molti sostengono che vengano lette poco, mentre le interviste totalizzano click maggiori – specialmente se contengono qualche spunto curioso, bizzarro e in qualche modo originale. Ciascuna di queste cose è un canale potenziale che i lettori hanno per giungere a conoscenza dell’esistenza del tuo libro.

4) Presentazioni 

La prima presentazione del romanzo di un esordiente è quasi sempre gremita di pubblico, talvolta lo è anche la seconda. I problemi cominciano quando amici e parenti hanno già tutti comprato la loro copia.
Un tavolo, un presentatore, alcune sedie per il pubblico e qualche copia da vendere: forse un tempo bastavano queste cose per organizzare raffiche di presentazioni di successo, io questo non lo so. So per certo che oggi devi cercarti (meglio ancora, crearti) in anticipo il pubblico di un evento simile, se non vuoi parlare a una stanza deserta. Per questo occorre pianificare attentamente e in modo creativo una presentazione: rifletti bene sul tuo target e cerca di coinvolgere uno o più enti che abbiano a che fare con il tuo libro. Ad esempio, il mio libro d’esordio Le colpe dei padri è un romanzo storico, con un’attenta documentazione alle spalle e ambientato in luoghi ancora ben riconoscibili: Comuni, assessorati alla cultura ed enti legati al territorio sono quindi i partner ideali per l’organizzazione di presentazioni, e spesso bastano da soli a garantire un egregio afflusso di pubblico. Ma qualunque storia ha il suo pubblico prediletto: hai scritto un romanzo che parla di animali? Proponi una presentazione a canili, gattili e ONLUS ad essi legate. Hai scritto un romanzo fantasy? Cerca di partecipare alle tante rassegne di narrativa fantastica che ci sono in Italia. Spesso, anche scuole medie e superiori sono in cerca di spunti e diversivi per motivare gli alunni, e qualcosa di simile fanno la maggior parte delle biblioteche. Non chiedere compensi e cerca di non pagare mai (a meno che tu ritenga che sia il caso), ma assicurati che alla fine ci sia un rinfresco!
E quando si parla di pubblico, non aspettarti grandi numeri: se una presentazione con meno di otto persone è probabilmente un flop (a meno che si parli di un libro di nicchia) tra le dodici e le quindici è un discreto risultato. Dai venti in su è già un successo; dì al tuo editore che a una presentazione hai avuto più di quaranta persone e lo vedrai fare veri e propri salti di gioia!
Quanto alle copie vendute nelle presentazioni, si tratta di un numero molto variabile; nella mia esperienza si aggira attorno alla metà del numero dei presenti, che può arrivare all’80% se l’interesse è eccezionalmente alto oppure scendere sotto il 20 in presenza di fattori detrattori, come un costo elevato, una copertina brutta, una presentazione poco efficace o (ovviamente) una presenza elevata di persone nel pubblico che hanno già acquistato altrove il romanzo.

5) Firma copie

Un qualsiasi negozio che vende libri a ospitarti, un banchetto, un vestito decente; a quel punto basti tu: quando passa qualcuno, lo saluti e gli proponi di leggere il tuo romanzo. Alcuni non sono interessati, altri vanno di fretta, ma diversi saranno incuriositi dalla possibilità di parlare con un vero scrittore: più sarai accattivante nel presentargli il tuo libro e il suo percorso, più futuri lettori usciranno dal negozio con il sorriso sulle labbra e il tuo lavoro autografato tra le mani.

05/07/2014 – Carto-libreria Marceca – Ponte Chiasso (CO)
Tra le 9 e le 12 di mattina ho venduto dodici “Le colpe dei padri”

Non conoscevo il sistema del firma copie fino a pochi mesi fa. Ora che il mio editore me ne ha organizzati un paio, e che ho partecipato ad alcune fiere con un banchetto, penso che il firma copie sia uno strumento formidabile per far girare il libro: richiede pochissima preparazione, può essere organizzato in modo quasi estemporaneo ed è un sistema grandioso per ingaggiare il pubblico faccia a faccia. Inoltre, può durare esattamente quanto tempo puoi dedicarci. Stando a quanto riportano i negozianti che ospitano i firma-copie (librai o giornalai, per lo più), con questo sistema si vendono in media due o tre copie all’ora. In altre parole, in un pomeriggio libero di un qualsiasi weekend si può vendere lo stesso numero di libri di una presentazione ben riuscita, senza coinvolgere presentatori, enti estranei, amici, parenti. Autonomia completa: meraviglioso! L’unico requisito è disporre di un numero sufficiente di copie, ma per questo basta accordarsi con un minimo di anticipo con il negoziante e/o l’editore.

In effetti, gli ostacoli maggiori sono di natura psicologica. Non saprei fare una vera e propria stima, ma la quasi totalità degli scrittori che conosco è costituita da persone di grandissima sensibilità, e questo spesso comporta una natura timida, permalosa e introversa. Al contrario, per convincere il potenziale lettore della bontà della propria storia occorre essere simpatici e sicuri di sé, spesso anche sfacciati. Nulla che non si possa ottenere con un po’ di volontà e di pratica: i risultati ti ripagheranno più che ampiamente!

Buona estate e in bocca al lupo per il tuo libro!

Le colpe dei padri è realtà!

L’aggiornamento di oggi è per festeggiare, dopo un lunghissimo e faticoso cammino, le prime due settimane di vita di Le colpe dei padri!

Difficile esprimere la gioia che si prova nel vedere le proprie fatiche ripagate dai like sulla pagina Facebook, dalle telefonate degli amici e dall’interesse e l’entusiasmo con cui la notizia viene accolta. 
Posso dire sinceramente di stare vivendo uno dei periodi più belli della mia vita. Mentre il libro comincia poco a poco a circolare nelle librerie e negli shop online, ogni giorno mi porta qualche sorpresa: una nuova fiera, un’intervista, una recensione o più semplicemente una persona che mi cerca per raccontarmi le sue impressioni sulla storia o i protagonisti del libro.
Parlando di numeri

Chi non è dell’ambiente molto di rado sa fare ipotesi sulla tiratura di un libro. Questo numero è determinato da quante di copie l’editore ritiene di poter vendere in un ragionevole arco di tempo, senza che rimangano invendute. Se non parliamo di nomi famosi o casi eccezionali, questo numero è proporzionale alle possibilità della casa editrice e alla “vendibilità” di quel libro: romanzi di generi diversi inducono aspettative di vendita diverse nell’editore. Ad esempio, molti piccoli editori rilevano che fantasy, fantascienza e horror vendono poco e di solito restano limitati a un pubblico che lo scrittore conosce personalmente. Se la cavano invece meglio il giallo, lo storico e l’avventura: proporre a un editore un romanzo di questi generi aumenta la probabilità di destare la sua attenzione e ottenere una dignitosa tiratura iniziale.

Genere a parte, vista la velocità dei moderni mezzi di stampa e composizione, per un editore è chiaramente più sicuro partire con numeri piccoli ed eventualmente ordinare una o più ristampe, piuttosto che ritrovarsi con pile di invenduti da mandare al macero. Alcuni portano all’eccesso questo ragionamento arrivando a proporre agli autori tirature contrattuali da 20 o 30 copie; spesso dietro proposte simili si celano vere e proprie truffe e fenomeni di editoria a pagamento. Occorre quindi la massima attenzione nella selezione di una casa editrice, soprattutto quando ci si ritrova a maneggiare un contratto. Silele edizioni è un piccolo marchio, e la prima edizione del mio romanzo ha avuto una tiratura di 250 copie. Parlando di case editrici di queste dimensioni si tratta di un numero superiore alla media, che di solito viene smaltito nell’arco di diversi mesi. 

Ebbene, dopo pochi giorni dalla pubblicazione ufficiale del romanzo, le prime 250 copie erano già esaurite! Gioia e tripudio!

Mentre i figli della prima ristampa (altre 250 copie) viaggiano verso il distributore e gli store online rimasti a secco per alcuni giorni, voglio condividere questo momento di gaudio con voi che seguite le mie avventure su questo blog e su quello ufficiale del romanzo http://lecolpedeipadri.blogspot.it 
A breve scriverò un altro post sulle presentazioni: finora ce ne sono state due, una a Milano e una a Vertova, entrambe bellissime e baciate dal successo. Speriamo che continui così! 
Un grande abbraccio e al prossimo aggiornamento!