Trilogia Delle Radici

La Trilogia delle Radici è un’opera di avventura storica che unisce l’accuratezza filologica alla piacevolezza del romanzo con l’obiettivo di divulgare la conoscenza della storia e della vita medievale nell’Italia del Nord.

In breve…

Il mondo sta cambiando. Nella Lombardia del XIV secolo, l’età delle libere città comunali è al tramonto. Papa contro Imperatore, guelfi contro ghibellini, eresia contro inquisizione: il sangue infanga le campagne dal Monferrato a Verona, schiere di mercenari vagano in cerca di ingaggio e nelle piazze le fruste dei confratelli flagellanti si alternano a messe di suffragio, laude e preghiere.

Intrighi nobiliari, ambizione, spionaggio, guerre, superstizioni, segreti e indagini inquisitorie: l’intreccio graduale delle vicende dei protagonisti andrà a formare l’arazzo stesso del Medioevo del Nord Italia. Tuttavia non c’è soltanto oscurità, in quest’epoca tormentata…

Questa è la storia di tre persone che provengono da mondi così diversi da sfiorarsi a malapena, ma legate da un destino.

Personaggi principali

Nera da Vertova è una plebea dalla mente geniale, dotata di finissimi sensi del tatto e dell’odorato. Vive in Val Seriana con suo padre Tebaldo, tintore di stoffe; il suo più grande desiderio è di vivere in pace aiutando gli altri.

Jacopo de Apibus detto Crotto, magister e spadaccino determinato a ottenere ciò che gli spetta, è afflitto da una rara condizione: due ore di sonno gli sono sufficienti per un pieno riposo notturno.

Azzone Visconti è il primogenito di Galeazzo, signore di Milano. Troppo sensibile per l’epoca in cui è nato, finora non ha recato che imbarazzi alla sua casata. Solo suo zio Marco è convinto che nasconda grandi potenzialità.


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"Le colpe dei padri è un romanzo storico di grande valore. La vicenda narrata da Gambarini non ci presenta però un medioevo di sole battaglie, eroismi e cornici d'effetto. Non troviamo il medioevo di plastica o imbarazzante proposto da recenti serie televisive di successo. Ricorda invece per certi versi Il nome della rosa di Umberto Eco."

Il Monferrato maggio 3, 2016