Colpe e Segreti

 
Ritorno nel medioevo lombardo

Cari amici e lettori, sono felice di annunciarvi che (pur con qualche ritardo) i lavori procedono speditamente, abbastanza da annunciare la data della pubblicazione del mio nuovo romanzo:

Maggio 2016!
 
banner coming soon jpeg


Per chi si affacciasse per la prima volta sulle pagine del mio blog, il libro in questione sarà il sequel del mio romanzo d’esordio Le Colpe dei Padri, avventura storica ambientata nel crepuscolo del medioevo del Nord Italia e vissuta attraverso gli occhi di Nera, una popolana di Vertova, Jacopo, un dotto magister di Bergamo e Azzone, destinato a diventare signore di Milano. Le Colpe narrava alcuni storici eventi accaduti in Lombardia tra il 1325 e il 1329, come la discesa in Italia dell’imperatore tedesco Ludovico il Bavaro, la sua guerra contro papa Giovanni XXII e la crisi che questi eventi causarono nelle corti italiane e nella vita della gente comune.
Liber Panthen Goffredo da Viterbo per Azzone Visconti
Liber Pantheon di Goffredo da Viterbo, copiato per Azzone Visconti nel 1331.
Pubblicato nel 2014 e diventato in poche settimane il best seller di Silele Edizioni, le Colpe ha ricevuto apprezzamenti da giornalisti culturali come Marina Marzulli (L’Eco di Bergamo), Enzo di Canio (Ducato di Piazza Pontida) e Roberto Coaloa (Il Monferrato, Il Sole 24 Ore), quanto da lettori e blogger (qui alcune delle menzioni). Con mia grande gioia, inoltre, i professori di diverse scuole superiori delle province di Milano, Bergamo e Monza l’hanno adottato come lettura di approfondimento per i loro alunni, in modo da affiancare lo studio del periodo medievale.
Il favore incontrato dall’opera mi ha spinto a trasformare in pagine i miei appunti sulla prosecuzione delle vite dei tre protagonisti: il nuovo libro, I Segreti delle Madri, porta avanti le loro vicende dal 1329 al 1333. Succede qualcosa di importante, in questi anni? Eccome! Milano vede il matrimonio del suo sovrano (il nostro Azzone Visconti) con Caterina di Savoia Vaud, mentre a Bergamo iniziano i lavori di costruzione della Rocca e il giurista Alberico da Rosciate scrive lo Statuto che ancora oggi è al centro della formazione di tutti gli studiosi di Diritto Medievale. Dettagli più approfonditi e altri retroscena de I Segreti delle Madri arriveranno a breve in un apposito articolo.
Intanto, se siete librai, bibliotecari o organizzatori di eventi storico/culturali e state pianificando le future presentazioni o conferenze, potete invitarmi a parlare del nuovo libro e del medioevo lombardo. Per me sarebbe un piacere! Potete contattarmi con una mail a lecolpedeipadri (chiocciola) gmail.com. Dal momento che in passato mi è stato chiesto varie volte, preciso subito che non chiedo alcun compenso per i miei interventi: il mio obiettivo è trasmettere a più potenziali lettori possibile la mia passione e la conoscenza del fascino di un medioevo nostrano che ancora tutto da (ri)scoprire. Alcune date sono già fissate sul calendario e altre verranno fissate a breve, perciò se deciderete di propormi una collaborazione, non indugiate troppo!
Intanto, faccio un annuncio che spero farà piacere ai lettori digitali: per incoraggiare chi non avesse ancora letto il primo romanzo ad avvicinarsi al mondo medievale di Nera, Jacopo e Azzone, si è deciso che a partire dal mese di aprile in tutti gli store online

l’ebook di Le Colpe dei Padri scenderà dal prezzo di 5,99 euro a soli 1,99,

Bene, è tutto per il momento e il finale de I Segreti mi reclama, torno alla scrittura!
 
Un grande saluto e a presto con nuovi aggiornamenti!

Gennaio 2016 – aggiornamenti

Buon 2016 a voi che mi seguite!
Dopo circa un mese di preavviso a chi di dovere, oggi ho ufficialmente rassegnato le mie dimissioni come moderatore della gara/laboratorio 666 Passi nel Delirio del portale La Tela Nera.

Per me è un momento agrodolce. Mi sono iscritto al forum della Tela quasi cinque anni fa, il 07/09/2011. Erano passati pochissimi mesi dalla mia laurea magistrale, e da quella frase: “Okay, è il momento di imparare a scrivere”. Da allora sono state mazzate nei denti, sudore, lacrime, incazzature, ore rubate e tanta tanta esperienza. Lo Skannatoio, la Macelleria, la 666 Passi nel Delirio… Ogni mese un racconto (o due, o tre), ogni volta un insegnamento. Forse è accaduto tutto dentro mia testa, ma rileggendo i miei tentativi precedenti ho la netta sensazione di essere diventato un’altro scrittore.

La Tela è (e finché sarà online lo rimarrà sempre) un po’ la mia casa digitale, un luogo caro e familiare frequentato da amici dai nomi buffi, nomi che si trascinano anche dopo aver conosciuto di persona coloro che li portano: Polly Russell, Simolimo, Tetractys, Kendalen, Cattivotenente, Kaipirissima, Willow, Mastronxo, Peppino, Rovignon, Piscu, Smilodon, Master Runta, LeggEri, David G, White Pretorian…

 

it-2013-dark_cosplay
L’ebook gratis Dark Cosplay, da me curato
it-2014-cuore_trafitto
L’ebook gratis Cuore Trafitto, da me curato
Non abbandono il forum, ma l’impegno (seppur saltuario) che la posizione da moderatore richiedeva. Il tempo libero a mia disposizione è in costante calo da più di due anni e il forum ormai intacca le ore che mi servono per scrivere. Questo a sua volta mi impedisce di divertirmi quanto un tempo. Naturalmente non me ne andrò senza aver portato a termine i progetti già avviati: gli ebook arretrati della 666 usciranno come promesso, prima o poi (uno è in arrivo), però non avvierò nuove edizioni.
Se qualcuno fosse interessato a prendere il mio posto come moderatore de La Tela Nera, mi contatti.
Negli ultimi mesi ci sono state molte novità lavorative nella mia vita: nuove commissioni di editing, incarichi da revisore, articolista, insegnante di narrativa e scrittore di trailer cinematografici, e dulcis in fundo il mio recente nuovo lavoro come editor (retribuito e non in nero, signore e signori!) per l’editrice Media & Co.
Passi in avanti anche sul fronte della visibilità pubblica, con la lettura al Brianza Book Festival, le presentazioni di Gente di Bergamo, lo Special Guest a MinutiContati.it e infine il controverso podio al concorso letterario dell’Università di Bergamo LUBERG (che tratterò in un futuro articolo). Inoltre, se il destino non sta giocando una serie di bluff con i fiocchi, la mia vita lavorativa cambierà ancora nei prossimi mesi. Non chiedetemi di che si tratta, perché a riguardo ho firmato un NDA, ma posso dirvi che sarà un cambiamento radicale e decisamente positivo.
1424329_10153891037245982_8367334599272338454_n
Gli ospiti del BBF, da sinistra: Guido Mattioni, Andrea Vitali, Morgan, Carlo Martigli, Francesco Vecchi e Flavia Todisco
In tutto ciò, non preoccupatevi: non mi sono dimenticato di scrivere…
I Segreti delle Madri procede ogni giorno, e ammetto di essere piuttosto ottimista circa ciò che ne verrà fuori. Ormai ho raggiunto quota due terzi della stesura e confido che riusciremo a darlo le stampe intorno ad aprile/maggio; poi sarà il turno del secondo volume di Eternal War.
Augurandovi tante soddisfazioni quante la vita ne sta mandando a me in questo periodo, con tutto il cuore vi auguro buon 2016 di sfide e traguardi!
Un grande abbraccio a tutti!

Fantarona – EXPO – Stranimondi

Amici lettori!

fantarona 2015L’autunno è arrivato, portando con sé vento freddo, foglie secche e una vagonata di impegni sovrapposti. Purtroppo non sono riuscito a ultimare I Segreti delle Madri nei tempi che mi ero preposto (anche a causa di un numero di pagine inaspettatamente alto); non so dire con esattezza quando il lavoro sarà pronto per la pubblicazione, speriamo il più presto possibile.

CaponeGambarini
Nobili ghiottoni a confronto: Il Conte (Andrea Capone) e Azzone Visconti (Livio Gambarini) – FantArona 2015
Nel frattempo non sono rimasto inoperoso: il weekend scorso sono stato invitato alla seconda edizione del FantArona, la convention sul lago Maggiore dedicata a fumetti, illustrazione, cosplay e narrativa fantastica. Vista la compagnia, inutile dire che è stato istruttivo e soprattutto stradivertente! Oltre ai ben noti Luca Tarenzi, Aislinn, Francesca d’Amato, Daniele Ramella e Marika Michelazzi, ho inoltre avuto il piacere di conoscere meglio Andrea Capone, un personaggio notevole e di grande simpatia, con cui ho diviso il palco nella presentazione -showcooking in cui interpretavo Azzone Visconti mentre lui interpretava il Conte, protagonista del suo romanzo Uomo mangia uomo.
Non sto a dilungarmi su quella presentazione o sulle altre conferenze dai concept giocosi e brillanti, come la rivendicazione dei diritti civili da parte dei mezzi angeli e i mezzi demoni… dirò solo che anch’io, come tutti gli altri ospiti presenti nella sala conferenze dell’Antares, a mezzanotte avevo le lacrime agli occhi e i crampi agli addominali per le troppe risate. Il FantArona si conferma come l’evento più simpatico dell’anno, soprattutto quando il grosso dei visitatori defluisce e rimangono solo gli irriducibili più motivati. Magari tutti gli eventi fossero così!
Per quanto riguarda il periodo a venire, venerdì 9 ottobre alle ore 19:00 avrò l’onore di partecipare a un evento di eccezionale importanza: una conferenza di giovani autori dal titolo Le diverse strade che portano alla scrittura: dalla passione per la narrativa alla pubblicazione.
Livio Gambarini, Federico Baccomo Duchesne, Giorgio Ponte and Marco Erba.
EDIT: una foto dell’incontro (aggiunta dopo la pubblicazione dell’articolo)

Già dal titolo chi mi conosce capirà quanto questo evento sia allineato con i miei interessi e il mio impegno quotidiano. A rimarcarne l’importanza c’è la caratura del cast: dividerò infatti il microfono con quattro autori del calibro di Marco Missiroli, Marco Erba, Federico Baccomo (in arte Duchesne) e Giorgio Ponte – quest’ultimo, amico e compagno di infinite discussioni sulla scrittura, l’etica e la vita, mio collega tutor al corso di Alta Formazione “Il Piacere della Scrittura” all’Università Cattolica di Milano. Sperando che l’emozione non mi giochi qualche brutto tiro, parlerò della trilogia in fieri delle Colpe dei padri, ma cercherò anche di dare testimonianza del mondo invisibile e un po’ bistrattato di cui fa parte Gli Eserciti dei Santi, quel sottobosco di narrativa fantastica made in Italy con le piccole grandi storie dei suoi abitanti, le rivalità, la volontà di rivalsa e le scintille inesauribili di speranza, intraprendenza e cocciutaggine che lo (e che mi) contraddistinguono.
Sto cercando di pensarci il meno possibile per non farmi prendere dal panico, perciò mi fermo qui e vi lascio la locandina dell’evento. Si può partecipare alla conferenza anche acquistando il solo ingresso serale delle ore 18:00, perciò spero di vedervi numerosi!

Non avrò certo tempo di riposare, visto che il giorno successivo all’incontro in EXPO parteciperò a un secondo evento importante: sto parlando di Stranimondi, la convention che il 10 e 11 ottobre si terrà alla UESM di via Sant’Uguzzone a Milano, nel solco di quei Delos Days che tanto materiale addussero nel 2011 alla mia tesi di laurea (in corso di stesura a quell’epoca), con tanti ospiti e iniziative nuove.

Zombie History
Zombie History, S. Kenemore e L. Gambarini
Non più solo visitatore come nel 2011 e 2013, ma questa volta anche ospite, sabato alle 17:00 sarà il momento di presentare il mio ultimo lavoro, Zombie History, una mini-raccolta che unisce la Storia ai morti viventi. Secondo numero della collana Incastri di Nero Press Edizioni, dei due racconti di questa antologia, il mio si intitola La grande moria, dal nome attribuito dai medievali alla Peste Nera del 1348, e narra del fortuito incontro tra Giovanni Boccaccio e Francesco Talenti nell’incompiuto campanile di Giotto. L’altro racconto è invece a firma di Scott Kenemore, noto autore americano di storie sugli zombie, e per protagonista ha nientemeno che George Washington.

Salvo imprevisti, conto di essere presente a Stranimondi per buona parte della giornata di sabato per partecipare ai Kaffeeklatsch e assistere alle altre conferenze e presentazioni. Se ci siete, ci incontreremo senz’altro!

Per concludere gli aggiornamenti di ottobre, si è chiuso in ritardo il giveaway di Eternal War – Armies of Saints; si è aggiudicato la copia cartacea in palio l’utente Amazon DH, autore di un commento che ho particolarmente apprezzato per il suo taglio personale, eppure analitico e competente. Eccolo qui di seguito, riportato per intero:

Pur avendo letto centinaia di libri fantasy, col tempo il mio interesse e’ scemato, in gran parte per la frequente ricorrenza di certi elementi. Qualcuno una volta disse che tutto il fantasy scritto negli ultimi 50 anni è stato in risposta a Tolkien, e sotto certi aspetti questo è molto vero: il 95% degli autori o lo imita, oppure cerca di andare nel verso opposto, ma senza apportare un elemento nuovo e originale. Solo negli ultimi 2 decenni sono spuntati scrittori che vanno per la loro strada ed effettivamente offrono qualcosa di nuovo.

Eternal War – Gli Eserciti dei Santi è uno di questi libri. Leggendolo, fin dall’inizio ti rendi conto che qui qualcosa di diverso c’è’: cerchi subito di trovare elementi familiari, ma ti rendi conto che per quanto alcuni nomi siano presenti, non hanno niente a che fare con la loro comune accezione, bensì fanno parte di una struttura logica nuova e internamente coerente – il che ti spinge a volerla capire di più e immergerti. Dopo le prime 50 pagine ti scordi completamente di Tolkien, e hai pure la sensazione che l’autore non l’abbia mai letto.

La premessa di base è che ogni famiglia nobile abbia uno spirito custode, il quale cerca di guidare le persone sotto la sua protezione, e la cui forza è legata alla forza e storia della casata. Il libro si concentra sulla storia di 3 generazioni della famiglia Cavalcanti, nel mezzo del medioevo italiano – ma il vero protagonista e’ il loro spirito custode, Kabal (da Kaballicantes, o Cavalcanti).
Kabal è il vero protagonista del libro, e le vicende spirituali sono molto più interessanti di quelle umane (chiedo perdono a chi invece è più interessato all’aspetto storico, che è gestito in maniera eccelsa – tutti i dettagli sono estremamente ben ricercati, e l’apparizione di certe figure storiche sicuramente sarà eccitante per chi è appassionato del periodo).
Ma torniamo al perché trovo questo nuovo e innovativo “sistema” così bello.
1. Si capisce subito che ci sono delle regole che governano il mondo degli spiriti, e come gli spiriti interagiscono con gli umani. Niente è lasciato a una vaga e non chiara spiegazione. Avendo capito questo, il lettore curioso subito si lancia a cercare di indovinare quali siano queste regole (cosa succede quando due persone di casate diverse si sposano – chi diventa lo spirito custode? Cosa succede quando una casata si divide in due rami?). E un lettore intelligente può essere ricompensato con il vedere la sua ipotesi confermata, 100 pagine dopo. Non ci sono Deus Ex Machina, solo elementi che non sono ancora stati spiegati, ma dopo la spiegazione hanno perfettamente senso.
2. Gli spiriti sono molto limitati sotto certi aspetti – e ciò li rende interessanti. Non hanno controllo perfetto dei membri della loro famiglia, molti di loro sono dei pessimi combattenti.
3. Invece dei lanciarsi a spiegare 100 cose nuove, l’autore introduce pochi elementi alla volta, e poi procede a spiegarli in dettaglio attraverso narrazione o implicazione, per poi far vedere come si collegano alle altre cose. In questo modo evita che il lettore diventi disinteressato, dopo l’ennesimo elemento nuovo non ben spiegato.
Tutto sommato, un libro eccelso. Ragione per la mancata stella è che a un certo punto mi sono trovato poco interessato alle vicende umane e i plot romantici dei giovani protagonisti, e volevo andare avanti fino alla prossima apparizione di Kabal. Gusto personale più che altro – (4 stelle su 5)
Sul podio insieme a questo commento, ci sono “L’intelligenza e l’ignoranza“, senz’altro uno dei più divertenti, e il recente “Le due anime della Storia” di Manuel Piredda. Voglio però ringraziare tutti i lettori che dopo aver letto il primo volume di Eternal War hanno investito del tempo per comunicarmi i loro feedback sulla mia fatica. Non sono mica poche 30 recensioni su Amazon, 9 su Goodreads e altre ancora su Anobii e Kobostore. Grazie mille, siete i migliori!!
Un saluto e un abbraccio stretto, spero di vedervi presto!
stranimondi

Agosto 2015 – storie estive

Ciao a tutti!
Il romanzo è WORK in PROGRESS, come il palazzo di Azzone
Ferve la stesura del seguito del mio romanzo storico Le Colpe dei Padri, che avrà per titolo I Segreti delle Madri e proseguirà le avventure di Nera, Jacopo e Azzone nel Trecento lombardo. Proprio stamattina i miei otto fidatissimi beta reader hanno ricevuto il primo dei tre tomi (52.000 parole, e siamo a un terzo… mi sa che stavolta il milione di caratteri lo raggiungo), per ora i feedback ai singoli capitoli mi stanno facendo ben sperare!
Intanto, pur con il prevedibile rallentamento di agosto, continuano le vendite di Eternal War – Gli Eserciti dei Santi, che instancabilmente fa su e giù per la classifica di Amazon, continuando a ricevere menzioni e recensioni su blog e siti di appassionati di narrativa, oltre che su Goodreads, Anobii, Amazon, Kobo Store e sulla mia pagina Facebook. La cosa strana è che finora i commenti sono stati tutti molto positivi, a un ritmo ben superiore a quanto sia capitato con le Colpe. Che colpo! Ora incrocio le dita e spero che con l’arrivo di settembre, anche per la versione in inglese cominci a crearsi un po’ di passaparola!
Intanto, per trascorrere queste torride e tempestose giornate, ci sono tre sorprese per voi che mi seguite.

Prima sorpresa

Si tratta di una storia horror storica, per tutti i pazzi che come me, oltre ad amare il medioevo, amano anche gli ZOMBIE.
Ecco a voi La Grande Moria, il “Lato B” di Zombie History. Stiamo parlando dell’ultimo volume della collana Incastri di Nero Press Edizioni: un volume che ha ben due copertine e che contiene, oltre al mio racconto, la traduzione inedita di un racconto dello scrittore statunitense Scott Kenemore, famoso per le sue storie sui morti viventi. Ebbene sì: quando sali sulla barca della scrittura storica, non puoi mai sapere in che mari ti porterà il vento! 🙂
Zombie History – S. Kenemore, L. Gambarini
Avete presente la Peste Nera, che decimò l’Europa a partire dal 1347 e che tornò in varie ondate nei decenni successivi, diventando con ogni probabilità la più micidiale epidemia di tutti i tempi? Bene: ora immaginate che i morti di peste dopo qualche tempo tornino in piedi.
Avete presente l’allucinante scorcio di Firenze in apertura al Decamerone, in cui Giovanni Boccaccio descrive da testimone oculare i dettagli raccapricciante del morbo? Vi siete mai chiesti come abbia fatto il più grande prosatore del Trecento a scampare all’epidemia? Beh, io sì.
Si è salvato perché ha evitato di essere divorato dagli zombie asserragliandosi sul campanile di Giotto fuori dalla cattedrale di Santa Maria Novella, la cui costruzione era stata lasciata a metà per l’arrivo della peste. Ma non era solo, sul campanile: con lui c’era Francesco Talenti, destinato a portare a compimento quel capolavoro architettonico dopo la fine dell’epidemia. Due artisti molto diversi, costretti dalle circostanze a condividere uno spazio molto piccolo e con il rischio di perdere il senno. Benvenuti a Firenze nel 1349: benvenuti ne La Grande Moria.
La prefazione e la traduzione del racconto di Kenemor sono a opera di Marco Battaglia, le illustrazioni sono invece opera di Roberta Guardascione del gruppo Electric Sheep Comics. Purtroppo di questo libro non c’è una versione digitale, ma il cartaceo costa appena 8 euro, e questo ne fa l’antologia di gran lunga più economica che contenga una mia storia, fra quelle pubblicate finora. Scrivere questa storia è stato un esercizio mentale davvero divertente, spero che la lettura lo sia altrettanto. La potete acquistare QUI.

Seconda sorpresa

La seconda novità è un’illustrazione inedita a tema Eternal War. L’ha realizzata l’amica disegnatrice-scrittrice Marika Michelazzi, che ha letto e amato Gli Eserciti. Rappresenta uno dei momenti più importanti del romanzo, ovvero l’incontro tra Kabal e Alagaira nel cap. 2. Io penso che sia semplicemente spettacolare!
 
La corona aurea – Marika Michelazzi – https://nightfallstar.wordpress.com

Terza Sorpresa

Il sito Minuti Contati, molto conosciuto nel sottobosco della scrittura online, questo agosto mi ha invitato a patrocinare la 70° edizione dell’omonimo concorso ultra-rapido per la scrittura di racconti ultra-brevi.
Io stesso ho partecipato al concorso in passato (la mia pillola di storia Kumasi, Ghana 2117 nacque e trovò casa da quelle parti), ed è stato un onore e una soddisfazione grande tornare dopo qualche anno a far visita a quei lidi, stavolta in veste di Guest Star!
Per festeggiare l’occasione e per rimanere in tema di Eternal War, per qualche giorno ho messo da parte il Trecento lombardo e mi sono tuffato di nuovo nel Mille e Millecento toscano, là dove hanno dimora gli Ancestrarchi e dove Spirito e Materia si toccano nel profondo dell’anima degli uomini.

Quello che ho scritto è un breve prequel autoconclusivo di 15.000 caratteri spoiler-free: chiunque non abbia letto gli Eserciti potrà tranquillamente usarlo come assaggio gratuito dell’ambientazione e dello stile, mentre i lettori di EWgEdS possono considerarlo un approfondimento nel background di uno dei protagonisti della vicenda. Cari lettori, vi presento EWSeA, ovvero:

Vista la collaborazione con Minuti Contati, ho deciso di prolungare fino al 15 Settembre il Giveaway di EWgEdS, di cui ho parlato in questo post; in questo modo, se vorranno potranno partecipare anche i concorrenti di Minuti Contati

Sperando di aver fatto cosa gradita e che il racconto allieti il vostro agosto, auguro a tutti gli amanti della lettura una buona continuazione!

PS. Per i partecipanti della Settantesima Edizione di Minuti Contati: preparatevi, perché il tema della gara che avrà luogo la sera del 24 avrà per tema uno dei nuclei principali del racconto! ^_^

L’anima degli Eserciti dei Santi – GIVEAWAY!

Ciao a tutti! 
Le recensioni continuano a susseguirsi e con mia grande gioia i lettori manifestano il proprio apprezzamento su blog letterari, siti privati e social network a tema libri. Per manifestare il mio apprezzamento e incoraggiare questa bellissima tendenza, in accordo con Acheron Books ho deciso di indire un GiveAway di Eternal War – Gli Eserciti dei Santi
Guelfi fiorentini sotto assalto (diorama di Marco Venturi)
Il premio 
In palio per questo gioco metterò una copia cartacea del romanzo in brossura (formato PoD), con firma, dedica personalizzata e uno speciale commento cinico di Kabal riguardo un argomento a vostra scelta o, nel caso vogliate fare un regalo, anche su un argomento a caso
Come si partecipa
Per partecipare è sufficiente scrivere un commento personale a Eternal War sulla pagina Amazon dell’ebook, oppure su quella del libro cartaceo (a seconda che abbiate acquistato l’ebook o il PoD su Amazon; altrimenti, vanno bene entrambi). Il commento deve essere ben argomentato e sincero; non è necessario possedere competenze di storia o di critica letteraria, bensì la capacità di trasmettere le emozioni, sensazioni e riflessioni suscitate dalla lettura di EWgEdS. In altre parole, vincerà chi secondo noi avrà meglio catturato l’anima del romanzo (per usare un’espressione di Chiaranima).
Giudici del gioco saremo io e il mio editor, Adriano Barone. Se qualcuno avesse già scritto un commento su Amazon, è sufficiente che mi avverta di voler partecipare al GiveAway segnalando il proprio commento entro la data di scadenza. Per farlo, può scrivere in coda a questo post, sulla mia pagina Facebook o via messaggio privato su Facebook.
Cavalleria ghibellina all’assalto a Montaperti (diorama di Marco Venturi) 
Tempistiche
Il GiveAway avrà termine il 31 luglio alle ore 23:59 (vedi Edit), di conseguenza verranno considerati in gioco solo i commenti pubblicati su Amazon entro quella data. Il vincitore verrà comunicato nei giorni successivi. 
EDIT: vista la mia collaborazione in veste di Guest Star con Minuti Contati, (come descritto in questo post) il tempo utile per il Giveaway viene prolungato fino al giorno 15 settembre alle ore 23:59!

Buona estate a tutti! 

Pubblicazione EW-Gli Eserciti dei Santi

Ciao a tutti!
Un post per aggiornare chi mi segue sulla pubblicazione della mia ultima fatica, Eternal War – Gli Eserciti dei Santi.

Siccome da oggi è disponibile la versione cartacea in Print on Demand, ne approfitto per tirare le somme dei primi venti giorni di vita del romanzo su Amazon, esclusivamente in formato ebook. Ebbene, durante la prima settimana le vendite sono state altissime, al punto che il libro ha raggiunto le prime posizioni delle categorie “fantasy” (è stato a un passo alla top ten, sgomitando con Martin e Collins!) e “narrativa storica” (qui è arrivato in settima posizione!) Mentre nella classifica assoluta di Amazon, che comprende tutti i generi e i formati, cartaceo incluso, l’ho visto con orgoglio alla 316a posizione, ma qualcuno riferisce di averlo visto addirittura in area 200.

Ovviamente, questo boom iniziale non è durato a lungo: dopo una prima settimana di su e giù nelle prime 2000 posizioni (a fronte di un catalogo Amazon di più di un milione di titoli, a quanto afferma il sito), e una seconda settimana a oscillare tra la 3 e la 7000esima, il titolo è poi sceso progressivamente fino a stabilizzarsi intorno alla 20.000esima posizione.
Io ho pochissima esperienza in fatto di classifiche, ma ascoltando un po’ di pareri in giro e considerando che Acheron è una realtà abbastanza piccola, che esiste da soli sei mesi e ha un seguito ancora ristretto, e considerando soprattutto che nel genere fantasy non avevo praticamente nessun lettore fino a questo momento, si tratta di un risultato di vendita che definirei molto incoraggiante!
Stiamo parlando dei soli utenti Amazon: non appena l’editore renderà disponibile l’ebook anche sulle altre piattaforme e sul sito di Acheron Books, mi auguro che il circolare della voce permetta a EWgEdS di raggiungere altri lettori!
Ma se le vendite di queste prime settimane sono promettenti, i feedback di gradimento sono proprio su un altro livello!

I commenti sono pazzeschi. Ogni volta che ne arriva uno nuovo, mi migliora subito l’umore! Li potete sfogliare cliccando qui. Ci altri miei lavori online, per chi volesse fare un confronto: ASAP, Le Colpe dei Padri, le antologie… la media di stelline è sempre stata piuttosto favorevole, ma nessuna mia storia ha mai ricevuto un’accoglienza calda come quella di EWgEdS. Mi ha fatto un piacere immenso leggere nelle recensioni di aver raggiunto esattamente gli scopi narrativi che mi ero prefissato, e mi hanno addirittura commosso le parole di uno scrittore che è stato tra i miei punti di riferimento negli ultimi anni, e non solo sul piano della narrativa. Sto parlando di Luca Tarenzi, portabandiera dell’urban fantasy italiano, che a EWgEdS ha fatto da illustre gamma reader, e che più di tutti ha creduto nelle potenzialità di questa storia, al punto da arrivare scrivere questo sul suo wall di Facebook. Non ci sono parole per ringraziare.
Ma penso che la buona partenza di EWgEdS sia stata favorita anche dalle recensioni dei blogger e dei lettori che avevano optato per il pre-buy (numeri peraltro non conteggiati da Amazon), che alla data di uscita avevano già iniziato a comparire sul web permettendo ad altri potenziali lettori di cominciare a considerare l’acquisto. Ci sono state anche menzioni ed esortazioni alla lettura, da Fantasy Magazine a Vaporteppa. Che altro dire? Spero che il libro continui su questa rotta, che possa intrattenere e coinvolgere sempre più persone.
Sono arrivati anche i segnalibri con il QR code!

Alcuni ringraziamenti speciali:

  • Gabriele Zweilawyer, editor, autore e cultore storico di ferrea preparazione conosciuto di recente, per avermi segnalato un anacronismo nella preview di EWgEdS  sopravvissuto alle varie stesure e revisioni. Alcuni ringraziamenti speciali.
  • Timoty Horgan, giovane e talentuoso scrittore australiano, per aver accettato a scatola chiusa di fungere da beta reader supplementare alla versione inglese del romanzo, e avermi dato consigli eccellenti. Thank you Tim, you’re the best!
  • A tutti i lettori che hanno sostenuto il libro con l’entusiasmo, le recensioni e il passaparola: questi rimangono senza dubbio i migliori strumenti per far vivere una storia. Un abbraccio speciale a Stefano Cariddi per la dedizione, gli incoraggiamenti e la condivisione di idee.
Per ora è tutto, buone letture e che il vostro Ancestrarca vi guidi!

Lettera da Tiziano Incani

I lettori che non sono originari di Bergamo o Brescia forse non ne avranno sentito parlare, ma in area orobica nessuna celebrità è più famosa del Bepi. 
Al secolo si chiama Tiziano Incani (link al suo sito). Anche se ascolto le sue canzoni da molto tempo, l’ho conosciuto di persona soltanto lo scorso autunno. Pochi giorni fa, mi ha scritto le sue impressioni su Le colpe dei padri. 

Ma prima, facciamo un po’ di mente locale questo personaggio.

Compositore, musicista, cantante dialettale e presentatore di un noto programma locale, Tiziano è un’autentica rock star alpina. Il suo percorso discografico comincia nel 1995; il personaggio del Bepi è nato qualche tempo dopo, quasi per gioco. Con il tempo le cose sono cambiate: le poche decine di fan sono diventate centinaia, poi migliaia. Oggi i suoi sostenitori sono una folla che trasforma ogni suo concerto in un evento.

Con il tempo, anche l’approccio del Bepi alla musica è cambiato. Ridere fa sempre bene, mi ha raccontato quando l’ho conosciuto, ma c’è anche altro nella vita: occorre riflettere e ricordare. Per questo nei suoi dischi più recenti compaiono affreschi umani e temi decisamente seri, dal disastro del Gleno all’integrazione razziale; un’evoluzione tematica che si accompagna a inaspettate sperimentazioni musicali – alcune delle quali davvero memorabili: rock, canto lirico, swing, jodel, metal, country, tutti declinati al bergamasco. In ogni caso, anche se ora è “maturato” e si è tolto la parrucca che usava agli inizi, il Bepi non si prende mai troppo sul serio e non rinnega il retroterra goliardico che lo ha reso quel che è – ne sono dimostrazione le sue proverbiali camice.

Io gli sono grato per un motivo molto personale: sono state le sue canzoni, insieme a quelle di Luciano Ravasio, a farmi nascere la passione per la cultura e il linguaggio di Bergamo, senza i quali Le colpe dei padri non sarebbe esistito. L’ho contattato perché volevo ringraziarlo per questo ruolo di divulgatore, e per aver scelto di inserire nel suo repertorio le canzoni del tipo “nuovo”, che mi hanno spinto a non considerarlo più soltanto “uno che fa ridere” ma un artista completo e capace, uno da cui assorbire gli accenti e la memoria delle mie radici.

Non sono un gran lettore, mi ha confidato quando ci siamo incontrati, vicino a Clusone, però il tuo libro lo leggo. Prometto che ci provo.

Per il livello di dettaglio del suo contenuto storico, sono consapevole che Le colpe dei padri possa essere una lettura impegnativa per chi non legge molto. L’impatto iniziale, soprattutto, richiede un certo sforzo di immaginazione e di memoria. Ma conoscevo l’amore del Bepi per Bergamo, ed ero sicuro che il suo interesse per il passato della nostra terra fosse solido (sulla storia recente ne sapeva più di me!), perciò ero fiducioso.

Da allora, di quando in quando, mi aggiornava sulla lettura che procedeva. A gennaio 2015 mi ha invitato  a partecipare come “notaio” a una puntata del Bepi Quiss. È stato divertentissimo!
Poi, alcuni giorni fa, mi ha scritto questo:

Ciao Livio. Non ci crederai, ma sono arrivato in fondo al tuo libro!

Che emozione, ho pensato, uno dei miei cantautori preferiti ha letto il mio romanzo!
Gli ho subito chiesto qualche parere, e lui mi ha gentilmente autorizzato a divulgare la sua risposta. Attenzione, il brano che segue contiene SPOILER: non proseguite nella lettura se non avete già letto il romanzo (ricordo che potete cercarlo in alcune di queste librerie, oppure ordinarlo su Amazon da questo link). 

Di tutti i personaggi de “Le colpe dei padri” quello a cui, forse un po’ banalmente, ci si affeziona di più è proprio la popolana Nera.

Anche il Bepi fa il tifo per Nera, dunque! A quel punto ero curiosissimo di sapere il perché:

Persino troppo perfetta, a volte, nel suo ruolo di “brava ragazza”: ponderata, premurosa, intelligente, accorta, umile, saggia. Non si può dire che sprigioni proprio sensualità o che induca in tentazione, ma forse proprio per contrappasso, il pensiero un po’ viene. 

Questa cosa mi ha colpito: non avevo mai considerato una simile dinamica. Da cosa poteva essere scaturita?

Di certo Nera è femmina e ce ne si ricorda sempre. Si tende istintivamente a voler riequilibrare il suo status di vittima innocente e a restituirle quel diritto alla sensualità sancito da madre natura. 

Un senso di riscatto, dunque: attraverso il riconoscimento del “diritto alla sensualità” negata di Nera, Tiziano aveva provato un’istintiva attrazione verso di lei, mossa forse dal quel naturale istinto maschile di protezione verso la bellezza femminile. Interessante!

Anche Crotto ha il suo perchè, e ancor di più il suo alter ego Scür Fósk: chi di noi non sogna di poter diventare un giustiziere capace di incutere timore senza averne, di sfruttare le tenebre anzichè esserne sopraffatto? 

Diversi lettori hanno osservato che Crotto è un po’ sacrificato dalla trama; meno male che a Tiziano è piaciuto! Nel seguito delle Colpe, che sto scrivendo, magister Crotto avrà molta più importanza: in effetti sono le sue azioni e le sue decisioni la causa principale dell’azione.

Ma, per conto mio, non è esente da fascino nemmeno il cattivo Marco Visconti: le incommensurabili forza e determinazione lo rendono simile a certi personaggi dei film americani non troppo sfumati, dove il più forte è il più forte e basta, senza star lì tanto a farla lunga, che in fondo nessuno spettatore ne avverte il bisogno. Peccato alla fine si riveli essere dalla parte “sbagliata”. Del resto, Livio, tu non sei un rozzo regista stelle e strisce dell’epoca della guerra fredda. 

Ti ringrazio, Tiziano!

L’unico che proprio non fa altro che repulsione è il bavaro Ludwig: nulla mi toglie dalla testa che in lui tu abbia voluto vedere l’immagine della perennemente detestata Germania, temuta ma anche derisa, alla quale non bastarono mai nemmeno improvvide alleanze in ogni epoca per veder ribaltata l’italica antipatia nei suoi confronti.

Un’altra riflessione interessante, nei suoi parallelismi storici; nella narrazione delle Colpe ho cercato di mantenermi neutrale e di riportare i fatti nel modo più coerente possibile con le fonti, tuttavia è innegabile che un tocco personale nella caratterizzazione dei personaggi ci sia stato. Come popolo e come aspiranti sovrani d’Europa, i tedeschi del Trecento sono senz’altro molto diversi dai tedeschi del Novecento e del Duemila, tuttavia è sempre bizzarro notare come, a distanza di secoli, situazioni e fatti storici tornino a manifestarsi in forme somiglianti.

Per concludere, ecco il suo giudizio complessivo:

Molto, molto bello e scritto benissimo. Alcune cose non le ho capite, tipo la Ègia di cadéne o la strana piena del Serio, ma mi è piaciuto un sacco.
Wow!
Grazie delle tue parole, Tiziano. Mi riempie di felicità e di orgoglio il pensiero di averti restituito, in un’altra forma e un altro campo artistico, quel piacere della riscoperta che tante volte mi hai dato tu con le tue canzoni.

Fa niente se non capiamo proprio tutto: ci saranno altre occasioni, magari, altri libri. Dopo questa esperienza, sono ancora più convinto che sia possibile guardare il mondo con occhi colmi di meraviglia; anche il nostro mondo, piccolo e famigliare: basta avere in mente una nuova storia o una canzone che ci mostrino quei luoghi con maggiore profondità di campo. Perché è questo che noi facciamo, secondo me.

Un grande abbraccio, a Tiziano e a tutti i lettori che mi seguono.
Buona continuazione!

Anticipazioni: Eternal War – gli Eserciti dei Santi

Dopo l’anteprima del Cartoomics 2015, è arrivato il momento di dare qualche anticipazione in più sul mio nuovo romanzo, la cui pubblicazione è imminente! Partiamo con qualche informazione sparsa:
Titolo: Eternal War – Gli Eserciti dei Santi
Titolo inglese: Eternal War – Armies of Saints
Editore: Acheron Books
Lunghezza della versione italiana: 333k caratteri (circa 185 pagine), pilota autoconclusivo.
Genere: Historic fantasy
Ambientazione: Toscana e Roma XIII secolo; Lande dello Spirito
Pubblicazione: giugno 2015
Anteprima gratuita: Link
Acquistalo su Amazon: Link

Pitch in tre righe

Eternal War: Gli Eserciti dei Santi è un historic fantasy con protagonista il politico-poeta Guido Cavalcanti: magia, ambizione e creature sovrannaturali si mescolano con le tensioni della Firenze del XIII secolo, nell’immortale cornice storica della Divina Commedia di Dante Alighieri

Un fantasy storico?

La battaglia di Montaperti

Sì. Eventi reali plasmano e sostengono questa storia: si parte dalla celebre battaglia di Montaperti del 1260 e si arriva a un’altra battaglia cruciale, quella di Campaldino del 1289. Entrambi questi eventi bellici videro contrapposte le fazioni dei guelfi e dei ghibellini di Firenze, con varie altre città schierate a sostegno dell’una e dell’altra parte (sulla cornice storica, scriverò a breve un articolo sul blog di Acheron Books). Rivalità tra fazioni, guerra e politica medievale; potrebbe sembrare evidente la somiglianza con il mio primo libro, il romanzo storico Le colpe dei padri. In realtà le somiglianze sono del tutto superficiali: benché la Storia e la letteratura medievale abbiano un certo peso anche qui, questa volta l’aspetto che ho messo al primo posto è invece il Sense of Wonder. In questo romanzo la magia esiste oltre ogni dubbio, è ovvia e attiva, è una magia intessuta di miracologia cristiana, psicologia e superstizione – un po’ come lo era per gli uomini e le donne del medioevo. Gli esseri umani sono l’oggetto di questa narrazione, ma i soggetti veri sono gli…


Ancestrarchi
Un Ancestrarca è un essere nascosto. Un plurisecolare burattinaio di anime, legato a una specifica famiglia umana. Dalle Lande dello Spirito questo “custode” manovra per i propri scopi gli uomini e le donne della sua stirpe, che non si rendono conto né della sua esistenza né tantomeno di esserne manipolati. Gli Ancestrarchi discendono dai Penati della mitologia romana e sono i responsabili degli schemi di comportamento ereditari, dei vizi e delle virtù famigliari, di tutti quei traumi che superano il confine di una generazione e obbligano i figli a ripetere le stesse azioni e gli stessi errori dei genitori. Ma non voglio anticipare troppo, sennò vi toglierei il piacere di leggerlo (per chi non ce la fa ad aspettare, è già disponibile un’anteprima online).
Essendo una storia su commissione, non si può parlare degli Eserciti senza parlare della realtà editoriale all’interno della quale è stato concepito, e di cui ho già fatto qualche accenno qui e là in altri post del blog.


L’editore e la sua scuderia

Il logo di Acheron Books

Acheron Books è una start-up, presente sul mercato da pochi mesi. Si tratta di una realtà innovativa e ambiziosa, che si prefigge nientemeno che di diffondere nel mondo la migliore narrativa fantastica made in Italy uscendo dalle meccaniche discutibili della grande editoria. Per raggiungere questo obiettivo ha radunato da un lato elementi blasonati del fantasy, il pulp e l’horror nostrano, come Luca Tarenzi, Davide Mana Samuel Marolla; dall’altro, scommette anche su alcuni scrittori alle prime esperienze come Alessio Lanterna e il sottoscritto. 


La mission

Il vivaio nostrano della narrativa fantastica boccheggia. Viviamo in una grave condizione di esterofilia: gli autori italiani vendono una frazione ridicola di quanto vendono gli stranieri. Colpa della mancanza di idee originali? Della mancanza di talento? Acheron è convinta che più che degli autori, la colpa sia della triste situazione del mercato tradizionale. Per questa ragione non è sulle piazze italiane che si punta con questo progetto, ma su quelle mondiali in lingua inglese. Tutti i libri Acheron, incluso il mio, vengono tradotti e pubblicati in doppia lingua in formato digitale (per i fanatici della carta, c’è il comodo Print on Demand).

Fantasy italiano

Riducendo in dieci righe un argomento che richiederebbe almeno cento pagine (spero mi perdonerete per questo), quando Tolkien fondò l’epica che consacrò il genere fantasy, fece sostanzialmente un’operazione di recupero e rielaborazione culturale: folklore e suggestioni della letteratura antica della sua terra furono rivitalizzate e infuse di contenuti e morali nuove, adatte ai suoi tempi e ai suoi lettori. Bizzarramente, quando gli autori di mezzo mondo presero a scrivere fantasy sull’onda di Tolkien, invece di recuperare ciascuno la propria tradizione fantastica tutti si accalcarono a riciclare i draghi, gli elfi e i nani del nord Europa del professore di Oxford.
Geralt, protagonista del celebre videogioco tratto da The Witcher

Ora, questo è uno degli aspetti che più apprezzo e in cui credo maggiormente del progetto editoriale Eternal War – gli Eserciti dei Santi: da me in poi, tutti gli autori Acheron vengono infatti invitati a elaborare storie fantastiche italiane, approfittando dello sconfinato patrimonio storico, folklorico e immaginifico legato all’Italia, da Omero a Calvino passando per Apuleio, Dante, Ariosto, Tasso, Collodi e tanti altri. Altrove questo processo ha funzionato bene anche in tempi vicini a noi: Andrzej Sapkowski più di tutti ha dimostrato che questa strada è praticabile e può portare addirittura a un successo commerciale mondiale (mai sentito parlare di The Witcher?). Resta da verificare se Acheron abbia fatto bene o meno a riporre la sua fiducia in me e nel mio Eternal War.
di cui fa parte

Io lo spero. 
Spero con tutto me stesso che questo romanzo riuscirà a superare lo scoglio granitico dell’indifferenza del web e creare quel passaparola che è l’arma più potente tanto per i lettori quanto per gli scrittori. Spero di sorprendere e intrattenere chi prenderà in mano il mio libro, spero di regalargli la meraviglia che si prova osservando qualcosa di familiare da un altro punto di vista. Insomma, spero tanto di essere all’altezza di questa occasione: è una di quelle che non capitano spesso, nella vita. 
Io voglio crederci. 
Buone letture a tutti, un abbraccio!

Perché le case editrici GRANDI pubblicano libri BRUTTI?

L’editoria tradizionale è in crisi nera, il mercato librario è in forte contrazione, in Italia si legge poco e male. Perché?

“Colpa della televisione” dice Tizio.
“Colpa dei videogiochi, di internet, degli smartphone e degli ebook.” dice Caio.
“Colpa dei politici, che danno risalto a cose frivole per distrarci dalle cose gravi” dice mio cuggino.

Avete dato un’occhiata ai libri di autori italiani che affollano le grandi librerie? Avete notato che quelli mediocri e insapori (spesso scritti da gente già ben inserita o proveniente dal mondo dello spettacolo o della musica, che non ha nulla a che fare con la scrittura) si prendono sempre più spazio sugli scaffali, mentre i libri di qualità tendono a scomparire?

Aveva ragione mio cuggino? Dunque è un complotto dei potenti?

No, calma. Sono semplici strategie di marketing. Ci sono degli accorgimenti specifici nella selezione dei libri da proporre al pubblico, è ovvio, ma i principi di base sono gli stessi che guidano la disposizione dei prodotti al supermercato: vicino alle casse alcuni, in cima a scaffali remoti altri.

Bisogna partire da un assunto molto importante, una cosa su cui forse non vi eravate mai soffermati a pensare. Che si tratti di libri di attualità, di narrativa o quant’altro, in libreria i prodotti più sbandierati non sono i più buoni o i più freschi: sono quelli che hanno più probabilità di essere presi in mano da coloro che erano venuti in libreria a cercare altro.
Fermatevi un attimo e rileggete questa frase, perché è davvero importante.

Ecco un ragionamento tipico e casuale di una persona appena entrata in libreria.
“Chissà dov’è il reparto di cura degli animali domestici… oh guarda, il cantante che mi piace tanto ha scritto un libro! Quasi quasi per Natale lo regalo alla mia amica, anche lei ama quel cantante.”

Un esempio a caso

Ragioniamo così, è vero o no?
E così, quel libro lo comprate. E date un’occhiata anche al libro che gli sta di fianco, in super sconto: ce ne sono almeno cento copie, impilate a elica uno sopra all’altro. Che spettacolo! Ne avete sentito parlare in TV: ha una bella copertina, sarebbe un regalo ideale per vostra zia, da cui andrete a cena proprio settimana prossima. Però, ecco, più di due libri in una volta non potete mica permetterveli, con questa crisi… In effetti il libro che stavate cercando lo potrete sempre prendere un’altra volta, o magari farvelo prestare da qualcuno.

Ecco fatto: avete appena completato la catena di ragionamenti incriminata.
Senza accorgervene, avete appena contribuito all’anti-meritocrazia dei libri in libreria.

Aprite il vostro profilo di Facebook. Scrivete uno status interessante e arguto, su un argomento che vi sta a cuore. Riceverete dieci o venti like; il doppio sarà un grande successo. Se la stessa frase la scrivesse un calciatore, in un’ora ne riceverebbe varie decine di migliaia.
Questa cosa vi stupisce? A me no.
Ora preparatevi, perché state per scoprire la risposta alla domanda per la quale avete aperto questo articolo. Forse vi capiterà una di quelle strane sensazioni, in cui una parte di voi dirà “porca miseria, è vero!” e contemporaneamente un’altra “grazie al piffero, è una cosa ovvia”. In ogni caso tenetela in mente, perché per quanto banale è una realtà potente.

In Italia i libri vengono creati, distribuiti e pubblicizzati con lo stesso criterio di un post su Facebook. Le vendite sono come i like: il 95% non vengono mobilitate dalla qualità intrinseca del libro, ma dalla sua appetibilità superficiale, la sua capacità di attrarre. Il fattore più importante è il nome dell’autore, e ai fini del successo è del tutto ininfluente che il libro sia bello, o che l’autore abbia a che fare con i libri. 

Pensate alle grandi librerie di catena un po’ come al wall Facebook dell’Italia.
Ogni prodotto è pensato, gerarchizzato e proposto come un post di FB, perché le case editrici si sono accorte da tempo che noi siamo sostanzialmente superficiali. Non possiamo lamentarci se quattro volte su cinque, questi “best seller” di celebrità italiane si rivelano libri mediocri o peggio. Se ne accorgono invece all’estero, dove il nostro mercato indigeno è considerato povero (una piazza golosa per i loro libri in traduzione); inconsciamente forse ce ne accorgiamo anche noi, visto che quando si parla di prodotti culturali siamo una delle nazioni più esterofile dell’intero Occidente.

Come spesso accade, la colpa è nostra e non ce ne accorgiamo. Molti tra autori e lettori danno la colpa alle case editrici; ma in questa crisi gli editori non fanno altro che analizzare il mercato e cercare di adattarvisi al meglio delle loro possibilità. Per non colare a picco. E il modo in cui lo fanno è prima di tutto selezionare i libri che meno probabilmente saranno un flop di acquisti: i pochissimi soldi che avanzano nel loro budget vengono poi impiegati per dotarli di belle copertine, recensioni positive sui giornali e spazio mediatico ovunque possibile.
Chiedete a un qualsiasi professionista (onesto) del grande mondo editoriale se sia vero che il criterio odierno è questo. Non vi dirà né sì né no, ma allargherà le braccia e sospirerà: “Questione di sopravvivenza.”

Ma allora come si esce da questa situazione? Come si può invertire questa tendenza? E, nel nostro piccolo, come facciamo a essere sicuri che il romanzo italiano che stiamo per comprare valga il nostro tempo e i soldi dell’acquisto, in mezzo a questa marea di ciofeche luccicanti?
In realtà non è così difficile. Basta seguire alcuni semplici accorgimenti.

  1. Guardate con sospetto le proposte troppo sbandierate: se un autore italiano è in pole position in libreria senza essere già stato autore di un capolavoro, allora al 99% non è lì per merito suo, soprattutto se è già famoso o se appartiene al mondo della politica o dello spettacolo. Giorgio Faletti è l’eccezione (almeno secondo qualcuno); sicuramente non è la regola. 
  2. Oltre a Facebook, createvi un account su siti come Anobii o Goodreads, che vi suggeriscono letture mirate sui vostri gusti semplicemente confrontando con il loro database i voti che avete dato ai libri che vi sono piaciuti di più in passato. Quando un libro vi piace, commentatelo ovunque potete; questo è molto più importante di quanto si pensi normalmente.
  3. Il passaparola di amici che hanno gusti simili ai vostri è (e resterà sempre) uno dei sistemi più affidabili. Inoltre, i blog letterari abbondano: cercate quelli con cui vi sentite in sintonia e fidatevi del giudizio e dei consigli che vi daranno i blogger. 
  4. Cercate di resistere agli acquisti superficiali in libreria. Non è questione di avere la puzza sotto il naso, è questione di conoscere i fattori per cui vi vengono proposti. Ora, quanto sto per dirvi ha diecimila eccezioni e andrebbe sicuramente valutato caso per caso, ma se una grande libreria cerca di convincervi a comprare un libro di un italiano (con fascette gialle roboanti o pile di libri alte come totem, gadget, sconti o quant’altro), ci sono buone possibilità che non sia un libro adatto a un lettore esigente. Le librerie sanno che i lettori che cercano i libri belli non hanno bisogno di essere convinti a comprarli, perché li compreranno in ogni caso, quindi spingono quelli più popolari, nella speranza di agganciare coloro che leggono poco e hanno gusti semplici.
  5. Se leggete un libro che vi fa dire: “Oh, questo sì che è bello davvero!”, compratene un’altra copia e mettetela da parte per regalarlo alla prima occasione. Non aspettate che arrivi Natale o il compleanno della vostra amica: la maggior parte dei libri belli purtroppo non diventano best seller, e solo i best seller restano a lungo sugli scaffali. Con il vostro secondo acquisto, inoltre, starete dando un diretto contributo al successo di un bel libro.
  6. Non abbiate timore di ordinare un libro, se non lo trovate in libreria. Spesso i libri belli non sono a scaffale, e il fatto che non siano reperibili non vuol dire affatto che non siano belli. Se volete evitare un viaggio a vuoto, basta fare prima un colpo di telefono. 
  7. (Dulcis in fundo) Considerate di iniziare a leggere ebook: potrete trovarli, acquistarli e leggerli ovunque siate, e siccome la grande editoria ci crede meno che nei libri stampati, le classifiche degli ebook tendono a rispecchiare maggiormente la qualità effettiva rispetto alle classifiche dei libri cartacei. Lo so, lo so: voi preferite i libri fisici. Se non sentite l’odore della carta o la consistenza della pagina non riuscite ad amarlo come un libro “vero”: non preoccupatevi, non siete gli unici: circa il 90% degli italiani la pensano come voi. Credetemi, sono solo schemi mentali dettati dall’abitudine: scommetto che frasi simili erano pronunciate dai viaggiatori in calesse al diffondersi delle automobili. Non dico che dovremmo abbandonare il libro cartaceo, ma che farebbe bene provare anche il libro elettronico. In quasi tutte le nazioni in cui si leggono molti ebook, si legge di più in generale. Non è un caso. Tra le varie ragioni per dare una possibilità a questo misterioso oggetto/non-oggetto, c’è anche il fatto che, senza che voi ve ne accorgiate, l’attaccamento al supporto fisico vi rende più suscettibili alle lusinghe dei libri ad “alto richiamo” di cui si parlava prima, ovvero i libri-come-post-su-facebook.
Nell’ambiente degli autori esordienti o pre-esordienti, molti covano un rancore profondo verso le grandi case editrici per le loro politiche di selezione dei libri da pubblicare.
La trovo una cosa sciocca. Certo, in un mondo perfetto gli autori bravi finirebbero automaticamente col ricevere lo spazio e i lettori che meritano, ma questo mondo non è perfetto e le case editrici devono viverci, così come dobbiamo viverci noi.
Invece di lamentarci, possiamo avviare il cambiamento nella piccola fetta di mondo che compete a noi: non rassegnamoci alla tentazione di incolpare gli altri e cominciamo a risolvere le cose, mostrandoci meno superficiali nei nostri acquisti. Magari saremo solo una goccia nel mare, magari invece saremo la goccia che farà traboccare il vaso, prima o poi.

Buone letture a tutti, e non perdetevi il prossimo post di anticipazione sul mio romanzo fantasy che tra un mese vedrà la luce per Acheron Books!
Un grande abbraccio!

Dopo l’esordio – i prossimi passi

Ci si immagina sempre uno scrittore come una creatura pensosa e un po’ fuori di testa, incline a perdersi in riflessioni sul presente, sul passato… e il futuro.

Nel corso dell’ultimo anno, molte cose sono cambiate per me. Pubblicare un romanzo, il primo romanzo, è diverso rispetto a pubblicare racconti in antologie, per quanto prestigiose. Molto diverso.
Per me è stato un battesimo del fuoco, l’inizio di un viaggio di cui avevo nozioni quasi solo teoriche; qualcosa di ciò che sapevo ha avuto conferma, qualcosa invece è stato smentito, molto di ciò che era nebuloso è diventato brutalmente chiaro. Condividere queste lezioni con gli amici e le amiche che condividono il mio sogno è uno dei motivi principali per cui ho aperto questo blog, e per cui conduco le mie attività di tutor di un corso universitario di scrittura e moderatore di un forum per aspiranti scrittori.

Ma ci sono anche domande a cui devi risponderti da solo, amico aspirante scrittore. E naturalmente, ci sono domande a cui non riuscirai a rispondere mai. La gente chiede a uno scrittore “perché scrivi?” senza accorgersi che è una domanda simile a “perché hai sposato tua moglie?”, ovvero qualcosa di dannatamente confidenziale e che non si presta proprio a una risposta di due parole, che non sia “per amore”.

Però.
Pubblicare il primo romanzo significa realizzare un sogno. Si parla di passione e di auto realizzazione; per qualcuno questo ha una sfumatura romantica, per altri goliardica, per altri ancora agonistica; ma tutti, con il primo romanzo, sono convinti di dimostrare il proprio valore al mondo. Il dopo, è un’altra questione. La prospettiva cambia radicalmente quando il successo e l’entusiasmo per l’uscita del primo romanzo si esauriscono; è fisiologico che succeda, come è successo a me.

Giuseppe Culicchia, nel suo divertente libro “E così vorresti fare lo scrittore?”, dice che in questa fase delicata lo scrittore si trasforma da Brillante promessa a Solito stronzo, uno status che gli rimarrà incollato fino alla tarda età, in cui diventerà Venerato maestro.
Una volta acquisito lo status di Solito stronzo, la prima domanda naturalmente è:

Voglio andare avanti a scrivere, ora che mi sono tolto lo sfizio e ho visto di che si tratta?

Nel mio caso, la cosa non è nemmeno in discussione: scrivere è il sogno della mia vita, e ne sono convinto ora più che mai.

Ma che tipo di scrittore vuoi essere?

Ecco, qui cominciano i problemi. Sì, perché il secondo romanzo sarà quello che determinerà l’etichetta con cui l’autore dovrà convivere per il resto della sua vita (insieme a quella di Solito stronzo). Continuerà sulla scia del primo romanzo, oppure tenterà qualcosa di completamente diverso? Non è una scelta che diventi più semplice con il confronto con gli altri: Culicchia avverte che entrambe le vie condurranno alla stessa dose di critiche, lamentele e problemi.

Quanto a me…
Da ragazzino sognavo di scrivere romanzi fantasy. Crescendo ho conosciuto un mondo molto più vasto, complesso e sfaccettato di quanto mi aspettassi, e ho scelto di mettere in discussione le mie priorità. Per prima cosa mi sono concentrato sul formato del racconto, che mi ha insegnato a scrivere meglio, poi ho tentato molti generi letterari, sia in voga che di nicchia, per imparare ad ascoltare il lettore e capire cosa vuole dalle storie, cosa non sa di volere e cosa crede di volere. Quando è stato il momento di scegliere che tipo di romanzo d’esordio scrivere, non ho scelto il fantasy ma la narrativa storica. Spesso me ne chiedono il perché, e io non ne faccio mistero: il motivo è che si trovava alla convergenza tra l’arco delle mie passioni personali e quello dell’opportunità di mercato.

Uno scrittore non deve mai smettere di sognare, ma deve sognare con i piedi per terra.

A posteriori posso forse rimpiangere di non aver scelto un differente corso di studi universitari, ma sono pienamente soddisfatto di aver esordito con “Le colpe dei padri” e non con un romanzo di narrativa fantastica. Le Colpe mi ha dato enormi soddisfazioni sotto molti punti di vista, mi ha messo alla prova e, cosa non trascurabile, mi ha dato un grado di successo e notorietà non comune tra gli esordienti della mia età. E sono piuttosto sicuro che un risultato del genere sarebbe stato molto, molto più difficile da raggiungere se avessi assecondato il mio antico impulso.

Ma ora che bisogna mettersi a fare sul serio, non voglio nemmeno dimenticare quella parte profonda, sincera e squisitamente fanciullesca di me che mi ha dato l’energia e lo stimolo per diventare scrittore. Non voglio tradire né sconfessare quella parte che si ricorderà per sempre la meraviglia alla vista dei dardi di fuoco azzurro che saettavano dalle dita di Allanon ne “La spada di Shannara”, al bagliore invincibile della Spada del Sole in “Lupo Solitario”, alla rigida tenebra che albergava nell’inquisitore Eymerich di Valerio Evangelisti, ai mondi complessi e geniali costruiti da George Martin e Terry Pratchett…

È il principale motivo per cui il mio secondo romanzo è un fantasy. Un fantasy storico, per la precisione, intessuto di cultura e ambientato nella Firenze del Duecento, con protagonista il poeta, politico e guerriero Guido Cavalcanti e lo spirito custode della sua famiglia; tra i personaggi storici in azione non poteva ovviamente mancare Dante Alighieri.
Di questo romanzo, terminato a novembre 2014 e attualmente in fase di traduzione, parlerò diffusamente in un prossimo post di anticipazioni.

Torniamo a Le colpe dei padri. Alcuni dei lettori se ne sono resi conto: per suoi personaggi e gli eventi storici di cui parla, si presta naturalmente per avere un seguito, che mostri la vita dei personaggi e dei fatti successivi al 1329. A essere sincero, una parte di me desiderava fin dall’inizio che “Le Colpe” fosse il primo volume di una trilogia dedicata alla Lombardia in quel turbolento arco di anni che andava dal 1325 al 1339. Tuttavia, esordire con un romanzo dal finale aperto comportava parecchi rischi.
Senz’altro occorre avere ottimismo e fiducia in quello che si fa, ma non per questo si può essere ingenui. Come in tutti i campi, occorre considerare che le cose potrebbero non funzionare come si vorrebbe:

Cosa sarebbe successo se io, un esordiente allo sbaraglio, avessi scritto un romanzo aperto e l’avessero letto in pochi? Se dopo le solite cento, centocinquanta copie comprate da amici e parenti, il libro si fosse arenato senza destare interesse nel pubblico degli sconosciuti (che è il pubblico vero), a chi sarebbero serviti i due libri successivi? Al mio ego? Avrei dovuto piantare una storia a un terzo, lasciarla incompleta, e ci sono un milione di buoni motivi per cui questa cosa non si fa. Primo fra tutti, il rispetto per il lettore.
Quindi occorre essere cauti. Ecco che ritorna uno dei miei motti:

Uno scrittore non deve mai smettere di sognare, ma con i piedi per terra.

Come ho resistito all’impulso del fantasy, ho resistito anche a quello della trilogia. Ho quindi impostato “Le Colpe” come un romanzo autoconclusivo che però non risolve alcuni dei misteri emersi e lascia aperte le vicende dei personaggi a successivi sviluppi. In questo modo, se in pochi avessero apprezzato il romanzo, avrei potuto fermarmi lì e passare ad altro; se invece fosse andato bene, avrei potuto scrivere un seguito.

Ebbene, dopo nove mesi dall’uscita i risultati parlano da soli: è appena partita la quarta ristampa del romanzo, e il gradimento il supporto e l’entusiasmo del pubblico è stato davvero incoraggiante; l’ultima, emozionante conferma è stata la lettera che ho ricevuto dalla giornalista e scrittrice storica Gabriella Magrini, che ho pubblicato con il suo permesso alcuni giorni fa.

Quindi ormai è ufficiale: proprio in questi giorni, esaurita la fase di documentazione, sto per iniziare a scrivere il seguito de “Le Colpe”! Gli aggiornamenti a riguardo verranno postati sul blog dedicato, ma posso già dirvi che non vedo l’ora di gettarmi di nuovo a capofitto nel medioevo e accompagnare i miei personaggi in una nuova, grandiosa avventura.

Buone letture, gente!