Feudi in Scozia, Gamberi e Baionette

BUON 2014 A TUTTI!

Prima di tutto un annuncio: alcuni nobili amici e benefattori mi hanno fatto dono per il mio compleanno di un feudo in Scozia, con il titolo a esso connesso di Laird, che nel resto del mondo è legalmente tradotto con Lord.

Pertanto, è con sommo piacere che annuncio la mia nomina a voi del popolo, in questo fausto giorno di gaudio (come diceva il prete di Balle Spaziali); va da sé che mi aspetto che tutti voi utilizziate il mio titolo quando vi rivolgerete a me, da oggi in poi, per verbo e per missiva. Sto altresì informandomi circa la possibilità di creare cavalieri, e non escludo una cerimonia di investitura per i miei più fidi scherani e sergenti, la prossima Pentecoste.

Ma non è questa l’unica novità che sono ad annunciarvi. Intanto, la mia operazione alla spalla è ormai compiuta: il mio braccio destro penzola inutilizzabile e in questo momento sto dettando queste parole a un programma speech to text che le converte in righe di scrittura, mentre muovo il mouse con la mano sinistra. A questo si aggiunge un raffreddore colossale e una generale mancanza di forze: per un po’ sarò poco recettivo a qualunque proposta che mi spinga fuori di casa. Colgo l’occasione per ringraziare e salutare quanti mi hanno fatto visita negli ultimi giorni: Dario Giubileo, Gea Beltrame (che il programma speech to text aveva convertito in bugia del tram), Marco Lomonaco, Ivan Danesi, Marco Redaelli, Federica Berlanda, Nicola Gelmi, Christoph Cirillo, Flaminia Mocanu, Lisa e Francesco Gambarini e naturalmente Clara Beltrame. Un ringraziamento anche ai moltissimi amici che mi hanno scritto, messaggiato e recapitato in vari modi i loro auguri e saluti: grazie a voi questa dolorosa convalescenza è stata un po’ meno dura.

E ora veniamo al vero motivo di questo post. Chiunque in Italia bazzichi nell’ambiente della narrativa fantastica, presto o tardi avrà sentito parlare di due personaggi sospesi tra realtà e mito.


Alcuni li idolatrano, altri li aborriscono. In alcuni degli ambienti con cui sono in contatto, ho sentito persone che evitavano persino di nominarli, ricorrendo a pseudonimi tipo “Quello”, “Quella” e “Tu sai chi”, ma i loro veri nickname sono Gamberetta e Duca di baionette. Questi i loro spazi: Gamberi fantasy e Baionette librarie.

I due blog sono diversi sia per grafica che per impostazione, ma coloro che li gestiscono sono sodali fra loro. Personalmente, io sprono qualunque amante della lettura e qualunque aspirante scrittore a sfogliare questi due blog, lasciandosi guidare dall’ispirazione e dagli argomenti trattati nei post. Credo che chiunque troverà qualcosa di proprio interesse. Si parla di libri, naturalmente, di TUTTI i libri. E li si tratta molto, MOLTO MALE. Anche i vostri preferiti. Anche quelli che considerate più sacri di Nanto e più divini di Hokuto. Ma non lo si fa a caso, attenzione: c’è molto criterio nel procedimento. Un criterio spietato, chirurgico e brutale, senza dubbio; non privo di una certa nota di sadismo, non potrei escluderlo. Ma…


…so già che qualcuno mi odierà per quanto sto per dire…


…Ma sticazzi. Questi qui (e i loro collaboratori) sanno ciò che dicono. Se avete scritto un libro e quel libro ha qualche punto debole, loro lo beccano a occhi chiusi. Non fate affidamento su motivazioni “d’autore” o licenze stilistiche: se capitate sotto le loro mani non verrete perdonati per nessuna forma di incoerenza, inverosimiglianza e ridondanza a nessun livello, mai. Sono dei segugi. Hanno un loro metodo per giudicare i libri, un metodo stringente e doloroso come un cilicio, che a quanto ho capito si ispira primariamente a Flaubert e alla Scuola di Chicago. Io non sono un teorico e discutere di critica letteraria e ideologia narrativa mi interessa solo fino a un certo punto. Mi limito a rilevare questo: il loro metodo di concepire le storie funziona.

Immaginate dei Grammar Nazi che conducano i loro Panzer fuori dalla grammatica per invadere la sintassi, la struttura narrativa e qualsiasi altra cosa sulla pagina. Ecco, ora state cominciando a farvi un’idea su questi qui. I loro giudizi non fanno prigionieri nemmeno tra le realtà editoriali piccole o in difficoltà, sono dannatamente pignoli, dannatamente motivati e hanno una preparazione teorico/tecnica adamantina.

Io che sono un disordinato cronico, uno smemorato patologico e un profondo empatico, in passato ho avuto moti di raccapriccio leggendo le crudeli recensioni che bastonavano errori e scelte che avrei potuto fare io stesso.

“Se mai pubblicassero il libro che ho scritto e in cui ho versato tutto me stesso, e Gamberetta lo distruggesse in questo modo, riuscirei mai a riprendermi dallo shock? Riuscirei a ritrovare qualche brandello di autostima?”

Questa domanda a me pare legittima. La risposta di parecchi esordienti che conosco è quella di partire in opposizione di principio, mettendo le mani avanti a identificare questo ambiente come “il nemico”, nella paura/speranza di essere un giorno nel loro mirino (perché vorrebbe dire che hanno pubblicato per davvero). Io ho deciso di tentare una strada diversa.

A breve parteciperò al corso di scrittura creativa del Duca, e sentirò cos’hanno da dire di costruttivo gli esponenti di questa scuola di pensiero. Vorrei che fosse chiaro che non si tratta di una scelta di campo. Non mi farei alcun problema a dirlo, se così fosse. Semplicemente questa esperienza potrebbe insegnarmi moltissimo, così come il recente seminario di Raul Montanari, e prima ancora le lezioni di sceneggiatura con Adriano Barone (tappe principali della mia formazione di narratore nell’ultimo anno).

A volte capita che a poterci insegnare qualcosa siano persone di cui non condividiamo i metodi, o che non hanno alcun punto di contatto con noi. È mia ferma convinzione che in questi casi la cosa migliore sia mettere da parte ego e preconcetti, aprire la mente con umiltà e rimandare qualunque giudizio personale a dopo l’esperienza. Certo, si prevedono dolori; ma se c’è una cosa che il forum de LaTelaNera insegna ai suoi utenti è questa: le cinghiate sui denti non devono spaventare uno scrittore esordiente, ma fargli venire l’acquolina in bocca.

Sprono chiunque abbia intrapreso questo difficile percorso ad abbracciare una metafora piratesca che ho coniato l’anno scorso (e di cui vado molto orgoglioso): ricevere un complimento è un doblone, ricevere una critica è la mappa di un tesoro. Una mappa non riempie la pancia e prelude a un viaggio duro, ma in potenza vale infinitamente più di una moneta. Il parere altrui è sempre preziosissimo, qualunque sia. Sta poi a chi riceve la critica scegliere se intraprendere l’impresa oppure no, perché uno scrittore è come un pirata: è libero di fare quel che vuole e fa quel che vuole perché è libero.

e così ho anche una scusa per postare questo video a tema piratesco che fa scompisciare!! XD

E con questo, auguro a tutti un buon 2014 e saluto gli amici, i colleghi esordienti e tutti gli onorati visitatori e ospiti del blog. Passate a dare un’occhiata alla sezione Racconti ad Alta voce, se vi capita diffondete la notizia: il progetto ha bisogno di buone penne per decollare!

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