Aggiornamento Dicembre 2013

Il mese di novembre si è chiuso solo da alcuni giorni, ma sono sicuro che sarà difficile da dimenticare per 6 motivi:

1) I miei meravigliosi baffi. It’s Movember, guys!

2) Il mio romanzo. Dopo mesi e mesi di approfondite ricerche storiche, finalmente il 5 novembre 2013 mi sono costretto davanti al PC e ho iniziato a scrivere la mia storia. Il progetto internazionale del NaNo writing month mi ha aiutato a restare concentrato. Nell’arco di 30 giorni ho scritto le prime 90 pagine. Forse avrebbero potuto essere di più, ma sono molto soddisfatto di come sono uscite. Spero di riuscire a produrre le altre 210 entro la metà di febbraio, come pianificato. Nuovi aggiornamenti seguiranno, per chi volesse seguire gli sviluppi della mia avventura nel medioevo lombardo. ^_^

3) Finalmente ho affronto le lussazioni frequenti alla spalla destra e ho prenotato un’operazione risolutiva. Per questo problema avevo dovuto interrompere la pratica delle arti marziali, quindi la questione mi sta particolarmente a cuore. E tuttavia, significa che dal giorno dell’operazione, Venerdì 13 dicembre (BRRR…), fino a metà gennaio avrò un braccio praticamente inservibile. Non potrò guidare, non potrò trasportare pesi, dovrò fare solo il movimento indispensabile e avrò difficoltà a digitare sulla tastiera. Il romanzo? Ho approntato un programma di dettatura digitale che supplirà alla mia mancanza convertendo la mia voce in parole scritte. Non sarà la stessa cosa, ma meglio di niente!

4) Ho letto ad alta voce Capolinea, il racconto urban fantasy pubblicato nella raccolta Dieci passi nell’aldilà (Liberodiscrivere). Gli amici del canale web Twentyz radio mi hanno messo a disposizione la loro abilità e i loro strumenti di incisione, letteralmente, per dare voce a quello che finora è stato il mio racconto di punta. Ci abbiamo messo un pomeriggio intero ma è stato divertentissimo! 😀 Non so quanto ci vorrà perché l’audiolibro sia pronto, pubblicherò le novità. Ne abbiamo anche approfittato per discutere i dettagli del nostro progetto Racconti ad alta voce.

5) Mia mamma ha partecipato alla trasmissione Sconosciuti su RAI 3 per parlare delle dolorose esperienze passate dalla nostra famiglia. Chi mi conosce sa (o immagina) cosa abbiano significato quegli anni per me e i miei fratelli; io amo più di ogni altra cosa la serenità, per questo ho scelto di  non partecipare a quella trasmissione, anche se poteva essere un’occasione per farmi pubblicità. Avrei fatto volentieri a meno di mettere a repentaglio gli instabili equilibri su cui si regge la mia famiglia; d’altra parte sono il primo a riconoscere l’importanza della parola e della denuncia. Se quella trasmissione ha fatto stare meglio mia madre e mio fratello (che ha voluto partecipare a sua volta), sono solo contento per loro. Ciascuno si confronta con il passato nel modo e nel momento che preferisce. Io conosco il mio approccio alla questione, quello degli altri non lo giudico. Lascio le considerazioni a chi vuole farle.

6) Infine, per chiudere con una buona notizia, novembre mi ha portato una vera e propria valanga di conferme e successi letterari!

  • Tutto è cominciato con il concorso Chrysalide, organizzato nientemeno che da Mondadori. Su oltre 700 partecipanti divisi in cinque sezioni, sono risultato uno dei 5 finalisti grazie al racconto di fantascienza Succo d’Insetto, ambientato in una Vicenza sotterranea all’alba della fine del mondo. A inizio novembre ero a Lucca alla proclamazione dei vincitori. La dea bendata non mi ha sorriso più di così, ma ho fatto conoscenze interessanti e posso comunque fregiarmi dell’ottimo piazzamento.
  • Due settimane dopo Lucca, ecco i risultati di un altro agguerritissimo concorso a cui avevo partecipato mesi fa: indetto da Nero Press Edizioni, trattavasi del Premio Polidori per la letteratura horror. Il mio racconto Il bello della diretta, che mescolava ipnosi e zombie nel calderone di una Milano impazzita, si è aggiudicato una medaglia d’argento!
  • Nel frattempo, al corso di scrittura creativa che da ormai un anno frequento presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, avevano richiesto la parte iniziale di un romanzo da esaminare e commentare in classe. Non potevo che sottoporre l’inizio del romanzo che stavo stendendo. Grandissima la tensione: prima di me, l’insegnante (il famoso Raul Montanari) aveva già abbattuto parole a mannaia sugli incipit dei miei compagni di corso, senza risparmiare nemmeno quelli più bravi. Lietissima sorpresa sentirgli dire “Eccellente l’ambientazione, vale il biglietto” e “la scrittura è ordinata ed elegante, pressoché impeccabile”. Pur non essendo d’accordo sul secondo punto – del resto è una prima stesura, ancora da rivedere sul piano stilistico – è stata una fantastica conferma. 
  • Ultimo in ordine cronologico ma primo per risultato, nella gara Matrix Anthology organizzata dal grande Diego Di Dio per conto di Homo Scrivens è stato vincitore assoluto il mio racconto Prologual Rhapsodix. Il tema della gara? Storie brevissime basate sulla trilogia dei film di Matrix. Per me, tutto era cominciato con questo pensiero: “Che cacchio potrei mai aggiungere all’universo di Matrix, che è un concentrato di ogni figata mai concepita dall’uomo?” E in effetti pensateci: dalla filosofia alle armi da fuoco, dalle leggende sul sovrannaturale al cyberpunk, e poi amore, libero arbitrio, arti marziali, teorie complottiste, inseguimenti in auto, superpoteri, una realtà fittizia da cui risvegliarsi e chi più ne ha più ne metta. C’è praticamente tutto. Intanto andava la playlist del cazzeggio, e la riproduzione casuale decideva che dovevo ascoltare Bohemian Rhapsody dei Queen. Cliccate sul link e ascoltate le prime quattro frasi:


Is this the real life?
Is this just fantasy?

Caught in a landslide,
No escape from reality.
Dai, non avreste pensato anche voi che sembrasse fatto apposta per Matrix? 😀 Io ho pensato: “Puttana Eva, ecco cosa manca a Matrix: i Queen!” Quindi mi sono messo a riscrivere B. R. in chiave matrixosa, intervallando righe dal testo della canzone con brani scritti da me, in modo che il tempo di lettura dei brani fosse più o meno lo stesso della parte di canzone che sovrascrivevano. Poteva uscire una boiata colossale, ma pare che anche questa volta la fortuna sia stata dalla mia parte! 😀 Hurrah!!!
Cosa porterà questo dicembre? La mia prima operazione chirurgica, la mia prima anestesia totale, un Natale in famiglia più teso del solito, un romanzo da portare avanti e un lavoro milanese da trovare. Il resto, lo sa il cielo. 
Mi sa tanto che la pacchia è bell’e finita. E non ho nemmeno più i miei bellissimi baffi.
Stupido dicembre. 
Ma non è il momento di farsi prendere dal magone. Facciamo un respiro profondo, teniamo uno sguardo critico su noi stessi e concentriamoci solo sui problemi che possiamo risolvere. Non esiste ostacolo più duro del cranio di una persona determinata. E io sono già svampito e ho la memoria di una bistecca di alpaca: non ho alcun motivo per andarci leggero con le testate. 
Un grande saluto agli amici e i famigliari che hanno fatto il tifo per me in questo periodo di grande attività e scarsa presenza sociale. Non ce l’avrei fatta senza di voi. 
Alla prossima!

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